Notiziario online sicurezza sul lavoro

  • ABILITAZIONE ALL'USO DELLE ATTREZZATURE

    • FORMAZIONE
    • by Testo Unico Sicurezza staff
    • 13.12.2022
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    ndicazioni Sulla Formazione Abilitante Per Le Attrezzature Di Lavoro Utilizzate In Cantiere. Il D.Lgs. 81/2008, Le Risposte Agli Interpelli, Le Attrezzature Per Le Quali È Richiesta Una Specifica Abilitazione Degli Operatori E La Formazione Pregressa. per parlare di formazione in materia di attrezzature possiamo fare riferimento ad un intervento che si è tenuto al convegno dal titolo “ L’8° Rapporto Inail sulla Sorveglianza del mercato per la direttiva macchine” organizzato nel mese di dicembre 2015 da Inail e Assolombarda. In “La formazione abilitante per le macchine in cantiere”, a cura di Stefano Reissner (CPT Milano), non solo si riportano alcune rilevazioni fatte nei cantieri Expo, ma viene fatto un puntuale riepilogo della normativa in materia di formazione e di abilitazione all’uso delle attrezzature di lavoro, con particolare riferimento alle macchine usate in cantiere. Dopo aver ricordato gli art. 36 (Informazione ai lavoratori) e art. 37 (Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti) del D.Lgs. 81/2008 (TU), sono raccolti anche ampi stralci del Titolo III (Uso delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale) del TU. Riportiamo, ad esempio, un utile definizione - tratta dall’articolo art. 69 - relativa all’uso di una attrezzatura di lavoro: qualsiasi operazione lavorativa connessa ad una attrezzatura di lavoro, quale la messa in servizio o fuori servizio, l’impiego, il trasporto, la riparazione, la trasformazione, la manutenzione, la pulizia, il montaggio, lo smontaggio. Sono riportate inoltre indicazioni dall’art. 70 (Requisiti di sicurezza) e dall’art. 71(Obblighi del datore di lavoro): il comma 7 di quest’ultimo articolo indica che qualora le attrezzature richiedano per il loro impiego conoscenze o responsabilità particolari in relazione ai loro rischi specifici, il datore di lavoro prende le misure necessarie affinché:a) l'uso dell'attrezzatura di lavoro sia riservato ai lavoratori allo scopo incaricati che abbiano ricevuto una formazione adeguata e specifica;b) in caso di riparazione, di trasformazione o manutenzione, i lavoratori interessati siano qualificati in maniera specifica per svolgere detti compiti. E l’art. 73 (Informazione e formazione) prescrive che il datore di lavoro provveda affinché i lavoratori incaricati dell’uso delle attrezzature che richiedono conoscenze e responsabilità particolari di cui all’articolo 71, comma 7, ricevano una formazione, informazione ed addestramento adeguati e specifici, tali da consentire l’utilizzo delle attrezzature in modo idoneo e sicuro, anche in relazione ai rischi che possano essere causati ad altre persone.E in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano sono state individuate le attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori nonché le modalità per il riconoscimento di tale abilitazione, i soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti minimi di validità della formazione e le condizioni considerate equivalenti alla specifica abilitazione. Prima di passare a presentare l’accordo, l’intervento si sofferma anche sull’ Interpello n. 4/2015 del 24 giugno 2015 che aveva per oggetto la risposta a quesiti relativi alla formazione e valutazione dei rischi per singole mansioni ricomprese tra le attività di una medesima figura professionale. Nell’interpello si indica che “nel caso in cui un lavoratore in possesso di formazione per lo svolgimento di una determinata attività venga adibito allo svolgimento di singole particolari mansioni, ricomprese nell'attività principale per la quale è stata erogata la formazione, la stessa può essere riconosciuta valida solo se all'interno del percorso formativo i rischi specifici, relativi alle particolari mansioni, sono stati adeguatamente trattati”. E “qualora i compiti affidati ad un lavoratore lo espongano di fatto a rischi diversi ed ulteriori rispetto a quelli che siano già stati oggetto di valutazione e di conseguente formazione, saranno necessarie sia una nuova valutazione dei rischi che una correlata formazione integrativa”. Veniamo ora all’ Accordo del 22 febbraio 2012 concernente l’individuazione delle attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori, nonché le modalità per il riconoscimento di tale abilitazione, i soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti minimi di validità della formazione. Queste sono le attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori:a) Piattaforme di lavoro mobili elevabili;b) Gru a torre;c) Gru mobile;d) Gru per autocarro;e) Carrelli elevatori semoventi con conducente a bordo (carrelli semoventi a braccio telescopico; carrelli industriali semoventi; carrelli/sollevatori/elevatori semoventi telescopici rotativi);f) Trattori agricoli o forestali;g) Macchine movimento terra (escavatori idraulici, escavatori a fune, pale caricatrici frontali, terne, autoribaltabile a cingoli);h) Pompa per calcestruzzo. Nell’intervento, che vi invitiamo a visionare integralmente, sono riportate anche indicazioni sulla formazione pregressa. Infatti alla data di entrata in vigore dell’Accordo ( 12 marzo 2013) erano riconosciuti i corsi già effettuati che per ciascuna tipologia di attrezzatura, soddisfavano i seguenti requisiti:a) “corsi di formazione della durata complessiva non inferiore a quella prevista dagli allegati, composti di modulo teorico, modulo pratico e verifica finale dell'apprendimento;b) corsi, composti di modulo teorico, modulo pratico e verifica finale dell’apprendimento, di durata complessiva inferiore a quella prevista dagli allegati a condizione che gli stessi siano integrati tramite il modulo di aggiornamento di cui al punto 6, entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore del presente accordo;c) corsi di qualsiasi durata non completati da verifica finale di apprendimento a condizione che entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore del presente accordo siano integrati tramite il modulo di aggiornamento di cui al punto 6 e verifica finale dell’apprendimento”.  

  • EQUIPARAZIONE AULA-CORSI IN VIDEOCONFERENZA IN MODALITÀ SINCRONA

    • FORMAZIONE
    • by Testo Unico Sicurezza staff
    • 11.12.2022
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    La Formazione Obbligatoria In Materia Di Salute E Sicurezza Sul Lavoro Può Essere Erogata Sia Con La Modalità In Presenza Sia Con La Modalità A Distanza, Attraverso La Metodologia Della Videoconferenza In Modalità Sincrona   Nelle more dell’adozione dell’accordo di cui all’articolo 37, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, la formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza sul lavoro può essere erogata sia con la modalità in presenza sia con la modalità a distanza, attraverso la metodologia della videoconferenza in modalità sincrona, tranne che per le attività formative per le quali siano previsti dalla legge e da accordi adottati in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano un addestramento o una prova pratica, che devono svolgersi obbligatoriamente in presenza. LEGGE 19 maggio 2022, n. 52 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 marzo 2022, n. 24, recante disposizioni urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell'epidemia da COVID-19, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza. (22G00063) (GU Serie Generale n.119 del 23-05-2022)note: Entrata in vigore del provvedimento: 24/05/2022 al comma 3, alinea, le parole: «legge 24 aprile 2002, n. 27»sono sostituite dalle seguenti: «legge 24 aprile 2020, n. 27».Dopo l'articolo 9 e' inserito il seguente:«Art. 9-bis (Disciplina della formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza sul lavoro).  - 1. Nelle more dell'adozione dell'accordo di cui all'articolo 37, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, la formazioneobbligatoria in materia di salute e sicurezza sul lavoro puo' essere erogata sia con la modalita' in presenza sia con la modalita' a distanza, attraverso la metodologia della videoconferenza in modalita' sincrona, tranne che per le attivita' formative per le quali siano previsti dalla legge e da accordi adottati in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano un addestramento o una prova pratica, che devono svolgersi obbligatoriamente in presenza». Fonte:Gazzetta Ufficiale

  • EROGAZIONE FORMAZIONE DI BASE E TRASVERSALE A DISTANZA IN APPRENDISTATO

    • FORMAZIONE
    • by Testo Unico Sicurezza staff
    • 11.12.2022
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    Circolare N. 2 Del 7 Aprile 2022 INL, Con La Quale Fornisce Alcuni Chiarimenti Sull’erogazione Della Formazione Di Base E Trasversale In Apprendistato.     Al fine di corrispondere a richieste di chiarimenti pervenute da alcuni Ispettorati territoriali del lavoro,si ritiene opportuno fornire alcuni chiarimenti sulle modalità di erogazione della formazione di base e trasversale in apprendistato e in particolare sulla possibilità – nelle ipotesi in cui tale formazione sia erogata da parte di organismi di formazione accreditati e finanziata dalle aziende, per carenza delle risorse messe a disposizione dalla Regione – di ricorrere alla formazione a distanza in modalità asincrona. Al riguardo, acquisito il parere dell’Ufficio legislativo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali che si è espresso con nota prot. n. 3337 del 6 aprile u.s., si rappresenta quanto segue. Come noto, in forza dell’art. 44 del D.Lgs. n. 81/2015 e delle linee guida adottate il 20 febbraio 2014dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano è rimessa alla normativa regionale la definizione degli strumenti per il riconoscimento della formazione di base e trasversale per l’apprendistato, finalizzata all’acquisizione di competenze di carattere generale per orientarsi e inserirsi nei diversi contesti lavorativi.  In forza delle linee guida, la formazione può realizzarsi in FAD con le modalità disciplinate dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e Bolzano. In assenza di regolamentazione regionale, si ritiene applicabile quanto previsto dall’Accordo Stato – Regioni del 21 dicembre 2011, per la formazione dei lavoratori in materia di tutela della salute e sicurezza.  Pertanto, si ritiene ammissibile, per la componente formativa di base e trasversale, ricorrere alla modalità di formazione e-learning, laddove per “e-learning” si intende una specifica ed evoluta forma di FAD consistente in un modello di formazione in remoto caratterizzato da forme di interattività a distanza tra i discenti e i docenti e/o gli e-tutor e/o altri discenti, in modalità sincrona.  Attraverso tali sistemi si assicura, infatti, la tracciabilità dello svolgimento delle lezioni stesse e della partecipazione degli apprendisti. Peraltro, anche se con specifico riferimento alla formazione degli apprendisti con contratto professionalizzante in CIG nel periodo emergenziale questo Ispettorato, con la nota prot. n. 527 del 29 luglio 2020, ha confermato la possibilità di utilizzare, nelle ore in cui la prestazione lavorativa viene resa regolarmente, la modalità e-learning o FAD, nella sola modalità sincrona prevista, nel caso di specie, “dal Decreto della Giunta della Regione Lombardia n. 4148 del 3 aprile 2020”. In tal senso, la formazione deve dunque essere effettuata attraverso l’utilizzo di piattaforme telematiche che possano garantire il rilevamento delle presenze dei discenti con il rilascio di specifici output in grado di tracciare in maniera univoca la presenza dei discenti e dei docenti.  Appare necessario, pertanto, per le medesime ragioni innanzi esplicitate, che tali modalità siano rispettate anche laddove la formazione sia erogata da parte di organismi di formazione accreditati, anche se finanziata dalle aziende per carenza delle risorse messe a disposizione dalla Regione.  Fonte:inl SCARICA LA CIRCOLARE  

  • AGGIORNAMENTO FORMAZIONE LAVORATORI EDILIZIA OGNI 3 ANNI INVECE CHE 5.

    • FORMAZIONE
    • by Testo Unico Sicurezza staff
    • 11.12.2022
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    Protocollo Formazione E Sicurezza Contenuto Nel CCNL Settore Edile 2022   Nel contatto Nazionale lavoratori di riferimento del comparto edile siglato a Marzo 2022 sono indicate anche importanti novita' sulla formazione in materia di sicurezza sui lavoratori e altre tematiche cogenti: Le Parti convengono di creare un'anagrafe di categoria aggiornata degli RLS eletti in ciascuna impresa del sistema, attraverso l'obbligo dell'invio del verbale di elezione da parte dell'impresa all'ente unico formazione e sicurezza territoriale (CPT dove ancora presenti) di riferimento.Carta di identità Professionale Edile (CIPE)Le parti sottoscritte convengono di dare mandato alla CNCE per definire, entro tre mesi dalla firma del presente contratto, la Carta d'identità Professionale Edile (CIPE), rilasciata dalle Casse edili/Edilcasse, la cui gestione sarà affidata al sistema degli Enti bilaterali del settore e che comunque dovrà contenere tutti i dati relativi ai corsi formativi effettuati presso il sistema bilaterale edile e le scadenze relative alla sorveglianza sanitaria.Formazione su salute e sicurezzaLe parti condividono la necessità di garantire, tramite l'attività svolta dalle Scuole edili/Enti unificati territoriali, la formazione obbligatoria gratuita delle 16 ore anche per gli impiegati tecnici che entrano per la prima volta in cantiere.Inoltre, al fine di implementare ulteriormente la sicurezza dei lavoratori, si stabilisce che l’aggiornamento della formazione dei lavoratori, della durata di 6 ore, di cui al punto 9 dell'accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011, dovrà essere effettuato ogni tre anni. La predetta periodicità triennale si applica a decorrere dall'aggiornamento successivo a quello in scadenza alla data di entrata in vigore della predetta disposizione. Resta ferma la diversa periodicità stabilita per il dirigente (di cui all'art. 2, comma 1, lett d), del Dlgs. n. 81/08) e per il preposto.Sorveglianza sanitariaLe Parti Sociali in un'ottica di rafforzamento della prevenzione delle malattie professionali e degli infortuni nel settore delle costruzioni e di rilancio dello svolgimento della sorveglianza sanitaria nei cantieri edili, stabiliscono quanto segue:- presso il Formedil - Ente unico nazionale formazione e sicurezza, è istituita un'apposita Commissione nazionale, che, entro tre mesi dalla sottoscrizione del presente contratto, redigerà il regolamento operativo in materia di sorveglianza sanitaria. La Commissione sarà composta dalle Parti Sociali, dalla CNCE, dal Sanedil e dallo stesso Formedil e definirà un progetto nazionale straordinario di rilancio della sorveglianza sanitaria, in attuazione a di quanto previsto dall'Allegato 2 del CCNL Edilizia Industria Ance - Coop 2018.Tale progetto straordinario, della durata di tre anni, vedrà anche il coinvolgimento degli Enti unificati territoriali (CPT ove non unificati) e sarà compartecipato in maniera paritetica, per la sostenibilità dei suoi obiettivi, da Cnce, Formedil e Sanedil. L'operatività del progetto vedrà il supporto degli Enti nazionali del settore nella misura di 3/4 delle risorse necessarie al suo sviluppo, mentre % delle risorse necessarie sarà messa a disposizione da parte degli Enti territoriali.Allegato 3 Patto di cantiereAl fine di incrementare la cultura e i livelli di sicurezza sul lavoro nella complessiva filiera delle lavorazioni edili, le Casse Edili/Edilcasse sono incaricate, per i cantieri ricompresi nella loro competenza territoriale, della tenuta, tramite le notifiche preliminari e i relativi aggiornamenti, di un database di tutte le imprese, comprese quelle le cui attività non rientrino nella sfera di applicazione del presente Ceni e dei loro lavoratori, anche autonomi, impiegati in ogni specifico appalto.In esito alle verifiche sulla corrispondenza tra le attività effettivamente svolte e il contratto collettivo applicato da parte delle imprese non edili impiegate nei suddetti cantieri, saranno offerti, da parte degli Organismi paritetici del settore edile, corsi di formazione sulla sicurezza sul lavoro, a prezzi agevolati, sulla base di un catalogo formativo definito dal "Formedil - Ente unico formazione e sicurezza".In caso di adesione ai suddetti corsi, le parti convengono, fin d'ora, che gli Organismi paritetici dell'edilizia provvederanno a comunicare, all'INL e all'INAIL, i dati relativi anche delle suddette imprese non edili, ai fini delle premialità previste dall'art. 51, comma 8-ter, del D.Lgs n. 81/2008 e s.m.i.. SCARICA IL VERBALE D'ACCORDO DEL 3 MARZO 2022

  • FUMETTO PER LA FORMAZIONE E SENSIBILIZZARE SUGLI INFORTUNI SUL LAVORO

    • FORMAZIONE
    • by Testo Unico Sicurezza staff
    • 11.12.2022
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    Fumetto E Slide Sulla Prevenzione Degli Infortuni Sul Lavoro Liberamente Tratto Dal Progetto "Impariamo Dagli Errori"   Per infortunio sul lavoro si intende ogni lesione originata, in occasione di lavoro, da causa violenta che determini la morte della persona o ne menomi parzialmente o totalmente la capacità lavorativa. Gli elementi integranti l'infortunio sul lavoro sono:la lesionela causa violental'occasione di lavoroIl concetto di "occasione di lavoro" richiede che vi sia un nesso causale tra il lavoro e il verificarsi dei rischio cui può conseguire l'infortunio. Il rischio considerato è quello specifico, determinato dalla ragione stessa del lavoro. Raccontiamo alcune storie di infortuni perchè non ne accadano più di uguali ATS BRIANZA racconta e raccoglie sul suo sito istuzionale alcune storie di casi veri indagati, con la speranza che l’informazione su questi eventi contribuisca a ridurre la possibilità del ripetersi ancora, nei nostri territori, di infortuni con le stesse dinamiche e che riassumiamo anche noi sul nostro sito per amplificare e contribuire attivamente alla campagna promossa.Le schede sono anche un valido strumento da riproporre durante percorsi formativi per analizzare in aula i vari infortuni.Le schede riportano foto esplicative e analizzano gli infortuni/quasi infortuni riportando la descrizione dell'infortunio, l'esito dell'infortunio, il motivo per cui si e' verificato, e come sarebbe stato possibile prevenirlo, Tratte dalle schede proposte dall'ATS BRIANZA abbiamo pensato di implementare ulteriormente il lavoro coinvolgendo Artisti grafici del fumetto e formatori. Ne e' venuto fuori un lavoro utile per sensibilizzare i lavoratori e aiutare i formatori creando per singola scheda un breve fumetto e le relative slide che uniscono la storia del fumetto e la scheda proposta da Ats Brianza. Per ogni scheda vorremmo realizzare nel tempo un fumetto che sintetizza l'evento e le relative slide in powerpoint che insieme alla scheda originale dell'ATS potrebbe essere un utile strumento formativo. A seguire il progetto Pilota:Che scottatura! Le Slide Filmato anteprima delle slide in powerpoint, Credit E Disclaimer Queste slide nascono dall’idea di unire grafica e informazioni tecniche per formare e sensibilizzare i lavoratori in materia di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro.Le notizie e l’analisi proviene dalla Campagna Informativa “Impariamo dagli errori” del Dott. Marco Canesi con il contributo del Dott. Michele Montresor Coordinamento del Tecnico della Prevenzione Sergio Bertinelli ATS Brianza - Editing a cura del T.d.P. Dott.ssa Alessandra Longo – Web Master Roberto Furlani Inchiesta Infortuni TDP ATS Brianza Dott.ssa Beatrice Terraneo – redazione scheda Dott. Mirko Danze Tecnico della Prevenzione ATS Insubria.L’idea di implementare ulteriormente il gia’ utilissimo progetto con slide e grafica e’ del Geom.Benni Paolo di Testo unico sicurezza dot com che oltre ad aver commissionato ad artisti del fumetto i disegni presenti in queste slide, ha unito i due lavori in queste utili slide da utilizzarsi duranti percorsi formativi.Le slide e il fumetto sono ospitate su www.testo-unico-sicurezza.comLa scheda originale della Campagna Informativa “Impariamo dagli errori” e’ sul sito istituzionale ATS-BRIANZA che detengono tutti i diritti sulla scheda informativa dalla quale e’ tratto il fumetto e queste slide.L’artista che ha disegnato le tavole del fumetto e creato i personaggi e’ Piazzi Gabriele che detiene tutti i diritti sulla parte grafica. Il Geom.Benni paolo non e’ in alcun modo collegato all’ats Brianza e i relativi curatori del progetto «impariamo dagli errori» in quanto le presenti slide e progetto grafico sono realizzati in completa autonomia senza alcun patrocinio dell’Ats brianza. Rimanete sintonizzati per conoscere i futuri sviluppi del progetto, oppure potete contattarci tramite il modulo contatti INTANTO POTETE VEDERE LA BOZZA DEL PRIMO EPISODIO PILOTA (PDF)

  • NUOVE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI TIROCINI

    • FORMAZIONE
    • by Testo Unico Sicurezza staff
    • 11.12.2022
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    Prime Indicazioni INL Art. 1, Commi Da 721 A 726, L. N. 234/2021 – Nuove Disposizioni In Materia Di Tirocini    La L. n. 234/2021 (legge di bilancio 2022) ha introdotto alcune disposizioni in materia di tirocini, in parte da considerarsi immediatamente operative, rispetto alle quali si ritiene necessario fornire alcuni chiarimenti condivisi con l’Ufficio legislativo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali che si è espresso con nota prot.2529 del 16 marzo 2022.Nuove linee guidaInnanzitutto, il comma 720 definisce il tirocinio come percorso formativo di alternanza tra studio e lavoro, finalizzato all'orientamento e alla formazione professionale, anche per migliorare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro. Qualora sia funzionale al conseguimento di un titolo di studio formalmente riconosciuto, il tirocinio si definisce curriculare.Secondo il successivo comma 721, entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge di bilancio 2022, il Governo e le Regioni dovranno concludere, in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, un nuovo accordo per la definizione di linee-guida condivise in materia di tirocini diversi da quelli curriculari, sulla base dei seguenti criteri:a) revisione della disciplina, secondo criteri che ne circoscrivano l'applicazione in favore di soggetti con difficoltà di inclusione sociale;b) individuazione degli elementi qualificanti, quali il riconoscimento di una congrua indennità di partecipazione, la fissazione di una durata massima comprensiva di eventuali rinnovi e limiti numerici di tirocini attivabili in relazione alle dimensioni d'impresa;c) definizione di livelli essenziali della formazione che prevedano un bilancio delle competenze all'inizio del tirocinio e una certificazione delle competenze alla sua conclusione;d) definizione di forme e modalità di contingentamento per vincolare l'attivazione di nuovi tirocini all'assunzione di una quota minima di tirocinanti al termine del periodo di tirocinio;e) previsione di azioni e interventi volti a prevenire e contrastare un uso distorto dell'istituto, anche attraverso la puntuale individuazione delle modalità con cui il tirocinante presta la propria attività.Tali principi, come già accaduto in passato per le linee guida varate in materia di tirocini nel 2013 e nel2017, dovranno preliminarmente essere valutati in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano e, successivamente, essere recepiti nelle legislazioni regionali.Tanto premesso, ad oggi e sino al recepimento, da parte delle Regioni, delle linee guida da adottarsi ai sensi del citato comma 721, restano in vigore le attuali regolamentazioni regionali.  Disposizioni vigentiAccanto a disposizioni di futura applicazione, la legge di bilancio ha introdotto ulteriori precetti che risultano essere già vigenti a partire dalla sua entrata in vigore.  Indennità di partecipazioneL'art. 1, comma 726, della L. n. 234/2021 ha abrogato, a far data dalla sua entrata in vigore, i commi 34-36, della L. n. 92/2012.Ciononostante permane, in forza del nuovo comma 721 lett. b), il riconoscimento di una congrua indennità quale principio informatore delle linee guida da adottarsi in Conferenza, così come era già previsto dall’art. 1, comma 34, della L. n. 92/2012 ora abrogato.Ne consegue che la sanzione prevista dal successivo comma 722 – secondo il quale “la mancata corresponsione dell'indennità di cui alla lettera b) del comma 721 comporta a carico del trasgressore l’irrogazione di una sanzione amministrativa il cui ammontare è proporzionato alla gravità dell'illecito commesso, in misura variabile da un minimo di 1.000 euro a un massimo di 6.000 euro, conformemente alle previsioni di cui alla legge24 novembre 1981, n. 689” – troverà applicazione in relazione alla mancata corresponsione della indennità già prevista dalle vigenti leggi.  Ricorso fraudolento al tirocinioIl comma 723 stabilisce, inoltre, che “il tirocinio non costituisce rapporto di lavoro e non può essere utilizzato in sostituzione di lavoro dipendente. Se il tirocinio è svolto in modo fraudolento, eludendo le prescrizioni di cui al periodo precedente, il soggetto ospitante è punito con la pena dell'ammenda di 50 euro per ciascun tirocinante coinvolto e per ciascun giorno di tirocinio, ferma restando la possibilità, su domanda del tirocinante, di riconoscere la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato a partire dalla pronuncia giudiziale”.Tali disposizioni introducono precetti da ritenersi immediatamente operativi. In tal senso, al fine di valutare l’uso scorretto del tirocinio e, quindi, la condotta fraudolenta del datore di lavoro che ha impiegato il tirocinante alla stregua di un effettivo rapporto di lavoro o in sostituzione di lavoratore dipendente, il personale ispettivo dovrà ad oggi fare riferimento alle normative regionali attualmente in vigore, nonché alle istruzioni operative già fornite da questo Ispettorato con circ. 8/2018.Come anticipato, la violazione delle disposizioni contenute nel comma 723 comporta l’applicazione a carico del soggetto ospitante della pena dell’ammenda di 50 euro per ciascun tirocinante coinvolto e per ciascun giorno di tirocinio. Trattandosi di sanzione penale, punita con pena pecuniaria, la stessa è soggetta alla prescrizione obbligatoria ex art. 20 L. n. 758/1994, volta a far cessare il rapporto in essere in violazione dei principi che ne disciplinano la regolare gestione.Il contenuto del provvedimento di prescrizione va correlato con l’ultimo periodo del comma 723, il quale fa  salva  la  possibilità,  su domanda  del  tirocinante,  di  riconoscere  la  sussistenza  di  un  rapporto  di  lavoro subordinato a partire dalla pronuncia giudiziale. Sarà dunque il solo tirocinante a valutare una richiesta in tal senso.  Comunicazioni al Centro per l’impiego e obblighi di sicurezzaRispetto a quanto previsto dal comma 724, che ribadisce l’obbligo di comunicazione dei tirocini ai sensi dell'art. 9-bis, comma 2, del D.L. n. 510/1996 (conv. da L. 608/1996), si ritiene, in coerenza con i precedenti orientamenti, che lo stesso riguardi unicamente i tirocini extracurriculari.Infine, il comma 725 stabilisce che “il soggetto ospitante è tenuto, nei confronti dei tirocinanti, a propria cura e spese, al rispetto integrale delle disposizioni in materia di salute e sicurezza di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81”. L’inciso “integrale” è da ritenersi un rafforzativo di quanto già previsto dall’art. 2 comma 1 lett. a), del D.Lgs. n. 81/2008, che parifica alla figura del lavoratore “il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento di cui all'articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196, e di cui a specifiche disposizioni delle leggi regionali promosse al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro o di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro”, con ciò determinando l’applicazione delle medesime tutele previste in favore del personale dipendente. Fonte:INL SCARICA (lNota 530 del 21 marzo 2022)

  • OBBLIGHI FORMATIVI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

    • FORMAZIONE
    • by Testo Unico Sicurezza staff
    • 11.12.2022
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    Circolare INL N. 1 Del 16 Febbraio 2022   L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha emanato la circolare n. 1 del 16 febbraio 2022, con la quale fornisce le prime indicazioni in riferimento alle modifiche introdotte dall’art. 13 del Decreto Legge n. 146/2021, come convertito dalla Legge n. 215/2021, che disciplina gli obblighi formativi in materia di salute e sicurezza del lavoro.Soggetti destinatari degli obblighi formativi: datore di lavoroUna prima novità è contenuta nel nuovo comma 7 del citato art. 37, secondo il quale “il datore di lavoro, i dirigenti e i preposti ricevono un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza sul lavoro, secondo quanto previsto dall’accordo di cui al comma 2, secondo periodo”.La disposizione individua anzitutto, quale nuovo soggetto destinatario degli obblighi formativi, il datore di lavoro il quale, unitamente ai dirigenti ed ai preposti, deve ricevere una “adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico” secondo quanto previsto da un accordo da adottarsi in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano.Alla Conferenza è infatti demandato il compito di adottare, entro il 30 giugno 2022, “un accordo nel quale provvede all’accorpamento, alla rivisitazione e alla modifica degli accordi attuativi del presente decreto in materia di formazione, in modo da garantire:l’individuazione della durata, dei contenuti minimi e delle modalità della formazione obbligatoria a carico del datore di lavoro;l’individuazione delle modalità della verifica finale di apprendimento obbligatoria per i discenti di tutti i percorsi formativi e di aggiornamento obbligatori in materia di salute e sicurezza sul lavoro e delle modalità delle verifiche di efficacia della formazione durante lo svolgimento della prestazione lavorativa”.Per quanto concerne il datore di lavoro, l’accordo demandato alla Conferenza costituisce dunque elemento indispensabile per l’individuazione del nuovo obbligo a suo carico. Sarà infatti l’accordo a determinare non soltanto la durata e le modalità della formazione ma anche i contenuti minimi della stessa, pertanto la verifica circa il corretto adempimento degli obblighi di legge potrà correttamente effettuarsi solo una volta che sia stato adottato il predetto accordo.dirigenti e prepostiPer quanto concerne l’individuazione degli obblighi formativi a carico dei dirigenti e dei preposti va anzitutto ricordato che la precedente formulazione del comma 7 dell’art. 37 già prevedeva obblighi formativi a loro carico, stabilendo che “i dirigenti e i preposti ricevono a cura del datore di lavoro, un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza del lavoro. I contenuti della formazione di cui al presente comma comprendono:principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi;definizione e individuazione dei fattori di rischio;valutazione dei rischi;individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione”.In sostituzione di tale formulazione il legislatore oggi richiede, anche nei confronti dei dirigenti e dei preposti, una “un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza sul lavoro, secondo quanto previsto dall’accordo di cui al comma 2, secondo periodo”, rimettendone dunque la disciplina alla Conferenza.Inoltre, con specifico riferimento alla figura del preposto, il nuovo comma 7-ter stabilisce che “per assicurare l’adeguatezza e la specificità della formazione nonché l’aggiornamento periodico dei preposti ai sensi del comma 7, le relative attività formative devono essere svolte interamente con modalità in presenza e devono essere ripetute con cadenza almeno biennale e comunque ogni qualvolta sia reso necessario in ragione dell’evoluzione dei rischi o all’insorgenza di nuovi rischi”.A fronte di tale nuovo quadro normativo occorre dunque formulare alcune osservazioni.La sostituzione del comma 7 dell’art. 37 che disciplinava gli obblighi formativi a carico di dirigenti e preposti con una formulazione che prevede una formazione “adeguata e specifica” secondo quanto previsto dall’accordo da adottarsi in Conferenza entro il 30 giugno 2022, non fa venire meno, nelle more della sua adozione, l’obbligo formativo a loro carico.In assenza del nuovo accordo dirigenti e preposti dovranno pertanto essere formati secondo quanto già previsto dal vigente accordo n. 221 del 21 dicembre 2011 adottato dalla Conferenza permanente ai sensi del primo periodo del comma 2 dell’art. 37 del D.Lgs. n. 81/2008 e che non è stato interessato dalle modifiche introdotte dal D.L. n. 146/2021.Con specifico riferimento alla figura del preposto, tenuto conto di quanto già previsto dal comma 7-ter dell’art. 37 già citato, occorre inoltre specificare quanto segue.I requisiti della adeguatezza e specificità della formazione del preposto, da garantire attraverso modalità interamente in presenza e periodicità almeno biennale, attengono evidentemente e complessivamente ai contenuti della formazione che sarà declinata entro il 30 giugno 2022 in sede di Conferenza, in quanto riferiti alla formazione di cui al nuovo comma 7 dell’art. 37 (e non più genericamente alla formazione dei lavoratori di cui al comma 2 dello stesso articolo) che a sua volta rinvia specificatamente al secondo periodo del comma 2 e cioè alle scelte che saranno effettuate in Conferenza.Pertanto, anche tali requisiti andranno verificati in relazione alla nuova disciplina demandata alla Conferenza alla quale, così come del resto già avvenuto in occasione dell’accordo del 2011, occorrerà riferirsi in relazione alla introduzione di un periodo transitorio utile a conformarsi alle nuove regole (v. in particolare par. 10 dell’accordo n. 211 del 21 dicembre 2011 recante “Disposizioni transitorie”).Obblighi formativi e prescrizioneCome già chiarito, gli obblighi formativi in capo al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti saranno declinati dal nuovo accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, da adottarsi entro il 30 giugno p.v.Ne consegue che i nuovi obblighi in capo a tali soggetti, ivi comprese le modalità di adempimento richieste al preposto (formazione in presenza con cadenza almeno biennale), non potranno costituire elementi utili ai fini della adozione del provvedimento di prescrizione ai sensi del D.Lgs. n. 758/1994.Obbligo di addestramentoAltra novità introdotta in sede di conversione del D.L. n. 146/2021 riguarda gli obblighi di addestramento.Il comma 5 dell’art. 37 già prevedeva che l’addestramento deve avvenire “da persona esperta e sul luogo di lavoro”. Il legislatore, in tal caso, ha inteso specificare che “l’addestramento consiste nella prova pratica, per l’uso corretto e in sicurezza di attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche di protezione individuale; l’addestramento consiste, inoltre, nell’esercitazione applicata, per le procedure di lavoro in sicurezza. Gli interventi di addestramento effettuati devono essere tracciati in apposito registro anche informatizzato”.Trattasi dunque di contenuti obbligatori della attività di addestramento che trovano immediata applicazione, anche per quanto concerne il tracciamento degli addestramenti in un “apposito registro informatizzato” che riguarderà, evidentemente, le attività svolte successivamente all’entrata in vigore del provvedimento e cioè dal 21 dicembre 2021.Ne consegue che la violazione degli obblighi di addestramento si realizza anche qualora venga accertata l’assenza della “prova pratica” e/o della “esercitazione applicata” richieste dalla nuova disciplina introdotta dal D.L. n. 146/2021. Non rileva ai fini sanzionatori invece il tracciamento dell’addestramento nel registro informatizzato, elemento comunque utile sotto il diverso profilo delle procedure accertative e rispetto al quale sarà possibile l’emanazione di una disposizione. Circolare n. 1 del 16 febbraio 2022 Fonte: Ispettorato Nazionale del Lavoro

  • ACCORDI SU LINEE GUIDA PER EROGAZIONE DELLA FORMAZIONE PER LE PROFESSIONI REGOLAMENTATE

    • FORMAZIONE
    • by Testo Unico Sicurezza staff
    • 11.12.2022
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    Accordi Su Linee Guida Per Erogazione Della Formazione Per Le Professioni Regolamentate E Per Lo Svolgimento Dei Tirocini Curriculari   Accordi fra le Regioni e le Province autonome riguardanti la formazione a distanza (FAD).Il primo è relativo a "Linee guida" per l’utilizzo della formazione a distanza (FAD) nelle professioni regolamentate nella fase "a regime", quando cioè verrà dichirata la fine dello stato di emergenza. Il secondo concerne invece le modalità di svolgimento dei tirocini curriculari nell’ambito di corsi di formazione regolamentati.Nel primo Accordo le linee guida propongono un aumento della quota della FAD per le parti teoriche dei corsi (sia abilitanti che preparatori) dal 30% iniziale al 50%, dopo la fase di emergenza in cui ne è stato consentito un utilizzo al 100%. La definizione e le modalità sono state recuperate dall’Accordo del 2019, con un aumento della modalità sincrona. L'Accordo approvato andrà a sostituire quello del 2019.Il secondo Accordo, complementare al precedente, propone una disciplina unitaria del corso di formazione per l’accesso alle professioni regolamentate, sia per la parte teorica che per la parte di tirocinio. Insieme a questa regola, che si fonda su un principio di territorialità e di unitarietà del corso di formazione legato ai provvedimenti autorizzatori della Regione, sono stati previsti alcuni casi di deroga dovuti a situazioni di specificità in cui risulta impossibile svolgere il tirocinio nella medesima Regione che ha autorizzato il corso.   ACCORDO FRA LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME SULLE LINEE GUIDA RELATIVE ALLA MODALITÀ DI EROGAZIONE DELLA FORMAZIONE TEORICA, A DISTANZA E IN PRESENZA, PER LE PROFESSIONI/ATTIVITÀ REGOLAMENTATE LA CUI FORMAZIONE È IN CAPO ALLE REGIONI E PROVINCE AUTONOME   Le presenti Linee Guida si applicano ai corsi di formazione obbligatori ai fini dell’accesso alle professioni e/o allo svolgimento di attività economiche o professionali, la cui competenza è in capo alle Regioni/Province Autonome.Sono ricompresi in questa fattispecie i corsi cosiddetti “preparatori”, in quanto anch’essi obbligatori ai fini dell’accesso ad esami di abilitazione, anche se questi ultimi sono effettuati da soggetti diversi dalle Regioni/Province Autonome. Per questa tipologia di corsi, eventuali disposizioni in deroga devono essere oggetto di specifici Accordi in Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome o in Conferenza Stato Regioni.Ai percorsi formativi o alle professioni già regolamentati da appositi Accordi in Conferenza Stato Regioni o in Conferenza delle Regioni/Province Autonome, si applicano le specifiche disposizioni relative alla FAD (percentuali, modalità, ecc.), mentre la disciplina generale dettata dalle presenti Linee Guida si applica – in questi casi – solo limitatamente agli eventuali aspetti non considerati. Per FAD si intende una attività di insegnamento/apprendimento caratterizzata da una situazione di non contiguità spaziale (e talvolta temporale) tra docenti e discenti e dall’utilizzo intenso e sistematico delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, con particolare riferimento all’utilizzo di Internet e di modalità di monitoraggio dell’utilizzo da parte dei discenti. Ai fini del presente documento, non si include nella definizione di FAD il mero utilizzo di materiali didattici quali libri di testo e dispense (anche se in formato elettronico), cd-rom multimediali e similari.Per E-learning si intende una specifica ed “evoluta” forma di FAD (vedi sopra) consistente in un modello di formazione in remoto caratterizzato da forme di interattività a distanza tra i discenti e i docenti e/o gli e-tutor e/o altri discenti, sia in modalità sincrona che asincrona. Attraverso piattaforme ad hoc, le tecnologie e-learning consentono il monitoraggio quali- quantitativo delle modalità di utilizzo, la possibilità di un reale supporto all’apprendimento, la verifica dei risultati di apprendimento raggiunti, nonché la creazione di gruppi didattici strutturati (es. “aule virtuali telematiche”, “webinar”), o semistrutturati (forum tematici, chat di assistenza). L’attivazione di percorsi in modalità di formazione a distanza deve essere specificatamente autorizzata e subordinata all’acquisizione di informazioni dettagliate ed esaurienti su:a) gli elementi identificativi del progetto formativo;b) la descrizione delle modalità in cui si realizzerà l'interazione didattica a distanza;c) calendario, luoghi/orari di svolgimento dell'attività didattica e presenza di tutor multimediali;d) i media utilizzati e la loro validazione da parte della Regione;e) le modalità di valutazione dell'apprendimento previste;f) la documentazione delle attività mediante tenuta di registri e/o report automatici prodotti dai sistemi informativi.CONTENUTI E PERCENTUALE DI UTILIZZAZIONE DELLA FAD/E- LEARNINGL’utilizzo delle modalità formative FAD e/o E-learning è consentito nel limite del 50% del monte ore teorico.Il predetto limite del 50% è erogato in modalità sincrona almeno per il 40% delle ore e, al massimo, per il 10% in modalità asincrona.L’indicazione del monte ore teorico erogabile in FAD rappresenta un limite massimo, che non può essere derogato, pertanto la formazione teorica può essere erogata anche in presenza, nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di igiene e sicurezza.Il restante monte ore teorico, la formazione pratica, i tirocini laddove previsti e gli esami si effettuano obbligatoriamente in presenza, nel territorio della Regione che ha autorizzato/approvato il corso, salvo i casi individuati in apposito Accordo in Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e alle condizioni in esso previste. TRACCIABILITÀGli attestati/certificazioni rilasciati nell’ambito di una Regione/Provincia Autonoma devono riportare la seguente dicitura: “il percorso formativo di cui al presente attestato/certificazione è stato erogato nel rispetto dei massimali della FAD consentita, nonché delle disposizioni stabilite con l’Accordo in Conferenza delle Regioni del......” SPENDIBILITÀLa spendibilità sull’intero territorio nazionale degli attestati/certificazioni rilasciati nel territorio di una Regione/Provincia Autonoma è subordinata all’osservanza delle presenti Linee Guida relative all’utilizzo di modalità di formazione a distanza/e learning.FASE TRANSITORIALe disposizioni di cui al presente Accordo si applicano dal giorno successivo alla cessazione dello stato di emergenza.Sulla scorta di valutazioni formulate a livello regionale in base ad esigenze specifiche, le disposizioni di cui agli Accordi del 31 marzo 2020 e del 21 maggio 2020, possono essere applicate ai corsi avviati entro i 6 mesi decorrenti dalla data di cessazione dello stato di emergenza, come stabilita da apposita norma. Per i corsi di durata pari o superiore a 12 mesi, fino al 12 mese è ammessa l'applicazione del regime in deroga di cui agli Accordi del 31 marzo 2020 e del 21 maggio 2020, mentre dal 13 mese e fino alla conclusione si applica il regime ordinario di cui al presente Accordo. In questi casi (percorsi che si concludono dopo i 12 mesi), gli esami si svolgono quindi in presenza.Entro i sei mesi decorrenti dalla data di cessazione dello stato di emergenza, gli enti di formazione – se del caso – adeguano la loro progettazione formativa alle disposizioni di cui alle presenti Linee guida, con particolare riferimento alle percentuali di utilizzo della FADsincrona e asincrona.SCARICA L'ACCORDO STATO REGIONI ACCORDO FRA LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME SULLE LINEE GUIDA RELATIVE ALLE MODALITÀ DI SVOLGIMENTO DEI TIROCINI CURRICULARI NELL’AMBITO DI CORSI DI FORMAZIONE REGOLAMENTATI   Le presenti Linee Guida sono finalizzate alla definizione di una disciplina omogenea delle modalità di svolgimento dei tirocini, nei casi in cui le norme richiedano la frequenza obbligatoria di un corso di formazione, di cui il tirocinio è parte integrante (tirocinio curriculare), per poter svolgere un’attività economica o professionale o esercitare una professione.In questi casi, infatti, l’esito della formazione ha valore e spendibilità sull’intero territorio nazionale; di conseguenza è necessaria l’uniformità di regole e condizioni in tutte le Regioni e le Province Autonome.DEFINIZIONI E CAMPO di APPLICAZIONEAi fini delle presenti linee guida, per Regione/Provincia Autonoma “responsabile”, si intende l’Amministrazione che ha autorizzato il percorso.Per Regione/Provincia Autonoma “ospitante”, si intende il territorio in cui è effettuato iltirocinio.Le Linee Guida si applicano ai corsi di formazione obbligatori per l’accesso alle professioni e/o allo svolgimento di attività economiche o professionali, la cui competenza è in capo alle Regioni/Province Autonome.Sono ricompresi anche i corsi cosiddetti “preparatori”, in quanto anch’essi obbligatori ai fini dell’accesso ad esami di abilitazione, anche se questi ultimi sono effettuati da soggetti diversi dalle Regioni/Provincie Autonome.PRINCIPI GENERALIIl tirocinio curriculare, così come la parte teorico-pratica, si svolgono di norma nel territorio della Regione/Provincia Autonoma che ha autorizzato il percorso, per cui vi è coincidenza tra Regione/Provincia Autonoma responsabile e Regione/Provincia Autonoma. ospitante. Tutte le parti costituenti il percorso formativo devono quindi essere realizzate dal soggetto accreditato/autorizzato all’interno dello stesso territorio regionale/provinciale nel quale è stato autorizzato il percorso (cosiddetta “contestualità territoriale”).La Regione/Provincia Autonoma, nell’ambito delle proprie competenze in materia di accreditamento e di autorizzazione, è responsabile della gestione delle procedure e dei controlli sulla regolarità di svolgimento dell’intero percorso formativo e dell’organizzazione/realizzazione dell’esame finale.Il tirocinio deve essere effettuato in presenza.CASI DI DEROGA ALLA CONTESTUALITÀ TERRITORIALE DELL’INTERO PERCORSO FORMATIVOSussistono alcune situazioni che, nell’interesse preminente dell’utenza, consentono di derogare al principio della contestualità territoriale dell’intero percorso formativoEsse costituiscono eccezioni motivate, cui ricorrere a discrezione della Regione o della Provincia Autonoma, che può decidere quindi di non utilizzarle.Esse non si applicano automaticamente, ma richiedono sempre un’istruttoria dell’istanza presentata dai soggetti interessati.Le Regioni/Province Autonome che ricorrono alle deroghe assumono la responsabilità della gestione e del controllo dell’intero percorso e della sua conclusione (esame) e ne garantiscono la conformità agli standard nazionali e/o interregionali.Le fattispecie di deroga sono di seguito individuate:a. Casi di (temporanea) non attivazione di corsi di formazione obbligatoria in un dato territorio per assenza di atto di recepimento della disciplina del percorso nell’ordinamento regionale/provinciale o per indisponibilità di offerta formativa.Il tirocinio può essere effettuato nel territorio della Regione/Provincia Autonoma(ospitante) di residenza dell’interessato, in cui il corso non è (ancora) attivato.La formazione teorica si svolge per il 100% a distanza, fino a vigenza degli Accordi in Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome del 31 marzo 2020 e del 21 maggio 2020. Dal momento dell’applicazione della disciplina a regime relativa all’uso della FAD, la formazione teorica deve essere svolta, parzialmente o integralmente, in presenza nel territorio della Regione/Provincia Autonoma che ha autorizzato il percorso (responsabile).Questa fattispecie non è più applicabile nel momento in cui il percorso è attivato dalla Regione/Provincia Autonoma di residenza dell’interessato ed è disponibile l’offerta formativa.b. Casi di vicinanza al luogo di residenza dell’utente, dell’impresa o di altra struttura ove realizzare il tirocinio, situate in territori diversi ma confinanti con quello della Regione/Provincia Autonoma responsabile. In questo caso il vantaggio per il cittadino/a è costituito dall’abbattimento dei costi di frequenza e può essere valutato positivamente dalla Regione/Provincia Autonoma responsabile del corso, specie con riferimento a target svantaggiati.c. Casi di assenza o di indisponibilità, anche temporanea, nel territorio della Regione/Provincia Autonoma responsabile, di strutture/imprese ove realizzare il tirocinio. Il tirocinio può quindi essere effettuato in una struttura/impresa di qualunque altra Regione/Provincia Autonoma (ospitante). L’effettiva indisponibilità di strutture deve essere dimostrata dal soggetto accreditato/autorizzato nei modi che verranno stabiliti dall’Amministrazione responsabile.Nel caso dei corsi di formazione per maestri di sci, oltre al tirocinio anche la parte pratica e gli esami finali possono essere svolti nel territorio della Regione ospitante.d. Casi di sottoscrizione di Accordi interregionali, che disciplinano le fattispecie e i ruoli e funzioni delle Amministrazioni che li sottoscrivono.La Regione e/o la Provincia Autonoma responsabili devono autorizzare formalmente il ricorso alle deroghe di cui alle lettere a. b. c., avendo verificato la sussistenza/fondatezza dei presupposti. Le autorizzazioni rilasciate devono essere oggetto almeno di un’informativa scritta alla Regione/Provincia Autonoma ospitante.Nel caso di cui alla lett. d. non è necessaria la valutazione preventiva dell’istanza, né l’informativa scritta.Le suddette deroghe non si applicano ai percorsi per l’acquisizione della qualifica di Operatore socio-sanitario, che pertanto devono essere realizzati interamente nel territorio dell’Amministrazione responsabile.Disposizioni transitorieTenuto conto del contesto determinato dall’emergenza sanitaria, che ha reso possibile un ricorso ampio alla modalità di formazione a distanza per la parte teorica e ha consentito l’accesso alla formazione ad utenti non necessariamente residenti nel territorio della Regione o della Provincia Autonoma responsabili, è fatta salva la validità degli attestati/certificati rilasciati in esito a percorsi realizzati – per quanto riguarda il tirocinio – al di fuori del territorio della Regione/Provincia Autonoma responsabile.Dalla data di sottoscrizione dell’Accordo relativo alle presenti Linee Guida, le deroghe alla contestualità territoriale sono ammissibili unicamente con riferimento alle casistiche in esse disciplinate, sia per i percorsi da avviare, che per quelli già avviati o in svolgimento. SCARICA L'ACCORDO STATO REGIONI

  • CORSI DI FORMAZIONE ESENTE DA IVA

    • FORMAZIONE
    • by Testo Unico Sicurezza staff
    • 11.12.2022
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    Regime IVA Dei Servizi Di Formazione Professionali Erogati Da Società Accreditate Presso Fondo Soggetto A Vigilanza Ministeriale Con la risoluzione n. 51 del 03 agosto 2021 la Direzione Centrale Grandi Contribuenti dell’Agenzia delle Entrate (AdE) chiarisce che sono esenti da Iva i corsi di formazione professionale svolti da enti accreditati e finanziati dai Fondi Interprofessionali. Regime IVA dei servizi di formazione professionali erogati da società accreditate presso fondo soggetto a vigilanza ministeriale. Articolo 10, primo comma, n. 20) d.P.R. n. 633 del 1972Sono stati chiesti chiarimenti alla scrivente in merito al regime IVA applicabile ai servizi di formazione professionale finanziati dal Fondo X, sottoposto alla vigilanza dell'Agenzia nazionale Politiche Attive del Lavoro (in precedenza, del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali), erogati da una società (i.e. Ente di formazione) accreditata presso il medesimo fondo.Si osserva, in via preliminare, che l'art. 10, primo comma, n. 20) del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 prevede l'applicazione dell'esenzione da IVA, fra l'altro, per «le prestazioni educative dell'infanzia e della gioventù e quelle didattiche di ogni genere, anche per la formazione, l'aggiornamento, la riqualificazione e riconversione professionale, rese da istituti o scuole riconosciuti da pubbliche amministrazioni (...)».La citata disposizione subordina l'applicazione dell'esenzione da IVA al verificarsi di due presupposti, uno di carattere oggettivo e l'altro soggettivo:a) deve trattarsi di prestazioni educative dell'infanzia e della gioventù e quelle didattiche di ogni genere, anche per la formazione, l'aggiornamento, la riqualificazione e riconversione professionale;b) le prestazioni in argomento devono essere rese da istituti o scuole riconosciute da pubbliche amministrazioni.Per quanto riguarda il requisito soggettivo del riconoscimento pubblico, l'Amministrazione finanziaria nella circolare n. 22/E del 18 marzo 2008, sulla base anche di principi elaborati dalla Corte di Giustizia dell'UE, ha chiarito che:alla terminologia usata dalla norma "istituti o scuole» deve essere attribuito «valore meramente descrittivo», in relazione ai soggetti che normalmente presiedono a tale attività, e non il significato di un'indicazione tassativa di soggetti ammessi a fruire del regime di esenzione;l'esenzione deve ritenersi operante anche se il riconoscimento di istituti o scuole è effettuato, per ragioni di specifica competenza, da un'Amministrazione dello Stato che non sia quella scolastica;il riconoscimento deve riguardare specificamente il corso educativo, didattico o di formazione che l'organismo intende realizzare;il requisito del riconoscimento pubblico può essere considerato soddisfatto anche nel caso di finanziamento del progetto didattico o formativo da parte dell'ente pubblico, costituendo, in sostanza, detto finanziamento, un riconoscimento per atto concludente della specifica attività didattica e formativa posta in essere, pur dovendosi ritenere in tal caso l'esenzione limitata all'attività didattica o formativa specificatamente approvata e finanziata dall'ente pubblico e non riflettendosi sulla complessiva attività svolta dall'ente finanziato.In particolare, nella citata circolare n. 22/E del 2008 è stato precisato, al paragrafo 4, che per gli organismi privati operanti nelle materie di competenza di soggetti pubblici diversi dall'Amministrazione della Pubblica Istruzione (es. corsidi formazione), il riconoscimento utile ai fini fiscali viene effettuato dai soggetti pubblici competenti per materia (Regioni, Enti locali, ecc.) «con le modalità previste per le specifiche attività educative, didattiche e formative» ad esempio, con l'iscrizione in appositi albi o attraverso l'istituto dell'accreditamento.Al riguardo, con specifico riferimento al trattamento IVA dei corsi di formazione finanziati dal Fondo X, si evidenzia che detto Fondo svolge la propria attività sotto la vigilanza dell'Agenzia nazionale Politiche Attive del Lavoro (ANPAL), in precedenza del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, trovando la sua fonte normativa attuale nell'articolo 12 del d.lgs. 10 settembre 2003, n. 276.Il Fondo, autorizzato all'esercizio delle attività con decreto del predetto Ministero il quale esercitava la vigilanza e controllo sulla gestione dei fondi, attualmente passata all'ANPAL, è finanziato tramite il contributo pari al 4 per cento delle retribuzioni lorde corrisposte ai lavoratori in somministrazione ed ha le seguenti finalità:la promozione di percorsi di qualificazione e riqualificazione anche in funzione di continuità di occasioni di impiego;la previsione di specifiche misure di carattere previdenziale a favore dei lavoratori somministrati.L'accreditamento viene richiesto dall'Ente di Formazione che intende svolgere il ruolo di soggetto attuatore nei progetti formativi finanziati dal Fondo, con la responsabilità delle funzioni di «direzione e coordinamento» dei corsi che sono a titolo gratuito e non prevedono quote di alcun genere a carico dei partecipanti.Atteso ciò, si fa presente che dall'esame del Vademecum del Fondo emerge che lo stesso non si limita al riconoscimento delle società di formazione, attraverso l'accreditamento di tali enti, ma compie anche un controllo sostanziale su singoli corsi.Con riferimento alla natura giuridica dei fondi paritetici interprofessionali, che presentano forti analogie con il Fondo in argomento, si fa presente che il Consiglio di Stato con la sentenza del 15 settembre 2015, n. 4304, ha precisato che i contributi obbligatori dovuti ai suddetti fondi non possono essere assimilati ai «contributi degli associati» di cui all'articolo 37 del codice civile, ma rappresentano una prestazione patrimoniale imposta ai sensi dell'articolo 23 della Costituzione.Il fatto che i contributi in questione rappresentino una prestazione patrimoniale imposta ai sensi dell'art. 23 della Costituzione è, pertanto, secondo il Consiglio di Stato, un elemento idoneo ad avvalorare la natura pubblica dei contributi che affluiscono ai fondi.Secondo il Consiglio di Stato, infatti, «istituendo i fondi il Legislatore ha inteso attuare una delega di funzioni pubbliche strategiche, qualificabili come segmenti di politiche formative con le relative risorse finanziarie. Il fatto che i fondi abbiano natura privatistica non è inconciliabile con la devoluzione a essi di compiti e con lo svolgimento di attività di pubblico interesse, aventi rilevanza pubblicistica».Sul punto appare utile richiamare anche la nota dell'ANAC del 15 gennaio2016, con la quale è stato precisato, in conformità alle conclusioni raggiunte dal Consiglio di Stato nella predetta sentenza, che la veste giuridica privatistica dei fondi non è di per sé sufficiente ad escludere la possibilità di qualificare giuridicamente i suddetti fondi come organismi di diritto pubblico tenuti al rispetto delle procedure di aggiudicazione imposte dal diritto comunitario e nazionale in materia di appalti pubblici, in presenza di una disciplina normativa che presenta notevoli elementi di pubblicizzazione quali: l'autorizzazione ministeriale per l'esercizio dell'attività svolta dai fondi; la vigilanza ministeriale sulla gestione dei fondi medesimi, con possibilità di disporne il commissariamento in casi di gravi irregolarità o inadempimento degli obblighi, la valutazione dei risultati.Pertanto, in esito ad un'analisi condotta alla luce della legislazione comunitaria e nazionale vigente in materia di appalti pubblici, l'ANAC ha qualificato i fondi quali organismi di diritto pubblico, precisando che gli stessi sono tenuti ad applicare le procedure di aggiudicazione previste dal codice dei contratti pubblici.Tenendo presente le considerazioni sopra esposte, si ritiene, quindi, che ai corsi di formazione professionale svolti dagli enti accreditati e finanziati dal Fondo X con risorse aventi natura pubblica, su richiesta delle Agenzie per il lavoro, debba applicarsi l'esenzione da IVA prevista dall'articolo 10, primo comma, n. 20) del d.P.R. n. 633 del 1972.Si ritiene integrato, infatti, il requisito del «riconoscimento» in quanto, nel caso di specie, in base alla circolare n. 22 del 2008, sono presenti sia l'accreditamento presso un ente, avente marcati indici di pubblicità, sottoposto alla vigilanza dell'ANPAL, sia il finanziamento con risorse aventi natura pubblica effettuati dal Fondo nei confronti degli Enti di formazione.******Le Direzioni regionali vigileranno affinché i principi enunciati e le istruzioni fornite con la presente risoluzione vengano puntualmente osservati dalle Direzioni provinciali e dagli Uffici dipendenti. Fonte: Agenzia delle Entrate Scarica la risoluzione n. 51 del 03 agosto 2021

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Piano Di Emergenza Ed Evacuazione Redatto In Riferimento Al D.M. 3 Agosto 2015 E In Attuazione Dell’art. 46 Comma 3 Del D.Lgs. N. 81 Del 9 Aprile 2008 E D.M. 02/09/2021

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