Notiziario online sicurezza sul lavoro

  • Linee di indirizzo per l'applicazione di un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro per l'industria chimica

    • INAIL
    • by Testo Unico Sicurezza staff
    • 20.01.2023
    0.00 of 0 votes

    Linee di indirizzo per l'applicazione di un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro per l'industria chimica Le presenti “Linee di indirizzo per l’applicazione di un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro per l’industria chimica” rappresentano uno strumento utile per la diffusione della cultura della salute e della sicurezza e la conoscenza delle buone pratiche organizzative, tecniche e gestionali già esistenti.     Le Linee di indirizzo vogliono fornire alle imprese, in particolar modo a quelle di piccole e medie dimensioni, un supporto operativo funzionale all’adozione dei sistemi di gestione, finalizzato ad aumentare il livello di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.   Le imprese avranno in tal modo la possibilità di sviluppare un approccio compatibile con il percorso necessario per conseguire la certificazione secondo lo schema previsto dallo standard UNI ISO 45001:2018 e, grazie al contributo presente nell’appendice A, di adottare un modello organizzativo e gestionale relativo alla responsabilità amministrativa degli Enti, di cui al decreto legislativo n. 231 del 2001 s.m.i., che rispetti i requisiti previsti all’art. 30 del d.lgs. 81/08 e s.m.i..Prodotto: VolumeEdizioni Inail - 2023  Linee di indirizzo per l'applicazione di un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro per l'industria chimica

  • Valutare il rischio architettonico negli ambienti di lavoro

    • INAIL
    • by Testo Unico Sicurezza staff
    • 19.01.2023
    0.00 of 0 votes

    Valutare il rischio architettonico negli ambienti di lavoro Il progetto RAS, Ricercare e Applicare la Sicurezza, è frutto di una convenzione tra l’Inail - Dr Campania e il LEAS dell’Università Federico II. Obiettivo del progetto è stato quello di rendere disponibili una serie di manuali operativi su tematiche inerenti la sicurezza nei luoghi di lavoro. Sono stati predisposti sei fascicoli. Il presente rappresenta il secondo e si riferisce alla tematica “valutare il rischio architettonico negli ambienti di lavoro”. Prodotto: Volume Edizioni: Inail - 2022   Valutare il rischio architettonico negli ambienti di lavoro (.pdf - 671 kb)

  • ESPOSIZIONE LAVORATIVA A POLVERI DI LEGNO

    • INAIL
    • by Testo Unico Sicurezza staff
    • 13.12.2022
    0.00 of 0 votes

    Per polvere di legno si deve intendere la sospensione di particelle di legno disperse nell'aria, prodotte durante la lavorazione del legno in quantità e qualità variabile, in funzione della tipologia di lavorazione e delle specie legnose impiegate.Il legno è un materiale complesso e relativamente eterogeneo, con una quota di componenti comuni a tutte le essenze ed una quota di componenti particolari specifici per ciascuna classe di esse; in assenza di importante riscaldamento, il legno mantienedurante le lavorazioni, la composizione del materiale originario.I componenti organici presenti sono, essenzialmente, la cellulosa, l’emicellulosa e la lignina. La percentuale complessiva di questi tre componenti risulta superiore al 95% del materiale. Il restante 5% è costituito da miscele variabili dei seguenti costituenti particolari:componenti organici polari e non polari come acidi grassi, resine acide, cere, alcoli, terpeni, steroli, sterileteri, gliceroli, tannini, flavonoidi, chinoni; componenti organici idrosolubili; componenti inorganici tra cui i sali (eventualmente anche di natura quarzosapresenti in alcuni legni africani).I legni vengono divisi in duri e teneri sulla base della distinzione botanica: il termine “duro” non fa riferimento all’effettivo grado di durezza del legno, ma è la traduzione letterale del termine inglese “hardwood”, utilizzato per indicare il legno ricavato da alberi della famiglia delle Angiosperme. In linea generale i “legni duri” sono rappresentati dalle latifoglie ed i “legni dolci” o teneri, dalle conifere (Gymnosperme). Tale distinzione non tiene necessariamente conto delle caratteristiche fisiche di resistenza del legno, per cui legnirelativamente “teneri” per la lavorabilità sono compresi nel gruppo dei legni duri. SCARICA L'APPROFONDIMENTO DVR FALEGNAMERIA

  • ANALISI DEI RISCHI LAVORATIVI NELLE LAVANDERIE INDUSTRIALI

    • INAIL
    • by Testo Unico Sicurezza staff
    • 11.12.2022
    0.00 of 0 votes

    Rischi Lavorativi Delle Lavanderie Industriali   Il presente lavoro analizza alcuni specifici rischi per la salute e la sicurezza cui sono esposti i lavoratori che operano nel settore delle lavanderie industriali. Aggiorna e approfondisce una precedente pubblicazione del gruppo di lavoro Inail , che ha rappresentato il primo tentativo di analisi igienistico-industriale di un comparto di utilità sociale fondamentale ancora poco conosciuto, come dimostrato dalla carenza in letteratura di studi dedicati al settore. Le lavanderie industriali esercitano attività a supporto di diverse realtà produttive, principalmente il comparto ospedaliero e ricettivo (alloggi e ristorazione). Le attività tipiche e tradizionali consistono nel noleggio di materiali tessili, nel lavaggio degli stessi e nella loro sterilizzazione, quando necessaria. Le lavanderie più moderne e tecnologicamente più avanzate hanno ampliato l’attività anche con la fornitura e manutenzione degli abiti da lavoro e dei kit sterili per le sale operatorie.Nel lavoro si dà contezza anche della dimensione del settore in termini di aziende e addetti assicurati all’Inail e si descrive il fenomeno infortunistico e tecnopatico dal 2016 al 2021.Sono inoltre discusse e approfondite misure volte alla prevenzione e riduzione dei fattori di rischio trattati e misure di protezione dei lavoratori, sia individuali che collettive.Sebbene il comparto abbia un’utilità sociale fondamentale, esso risulta ancora molto poco investigato dal punto di vista igienistico-industriale. Per tale motivo e allo scopo di colmare tale lacuna, la Consulenza tecnica accertamento rischi e prevenzione e la Consulenza statistico attuariale dell’Inail, in collaborazione con Assosistema Confindustria, hanno realizzato l’opuscolo “Analisi dei rischi nelle lavanderie industriali”. Il lavoro analizza in maniera approfondita due aspetti complementari: da una parte i dati statistici relativi ad aziende e addetti assicurati all’Istituto - con la descrizione del fenomeno infortunistico e tecnopatico dal 2016 al 2021 - e dall’altra alcuni specifici rischi cui possono essere esposti i lavoratori. Questi i rischi presi in esame: esposizione ad agenti biologici, esposizione ad agenti chimici, movimentazione manuale dei carichi, assunzione di posture incongrue, esposizione a campi elettromagnetici e rischi correlati alla manutenzione delle attrezzature di lavoro. Per ciascun rischio considerato, sono descritte le principali misure di prevenzione e di protezione (individuali e collettive).INDICE DEL DOCUMENTO:1. Introduzione2. Descrizione dei processi delle lavanderie industriali 2.1 Ricezione della biancheria sporca 2.2 Cernita 2.3 Lavaggio e strizzatura 2.4 Asciugatura 2.5 Stiratura e piegatura2.6 Riconsegna della biancheria pulita 2.7 Ulteriori reparti specifici di una lavanderia 2.7.1 Reparto materassi 2.7.2 Reparto rammendo 2.8 Altre attività delle lavanderie industriali 2.8.1 Attività di sterilizzazione Microlis 2.8.2 Attività di sterilizzazione del tessile operatorio 2.8.3 Attività di sterilizzazione dello strumentario chirurgico 3. Analisi dei rischi 3.1 Rischio biologico 3.1.1 Il rischio biologico nelle lavanderie industriali3.1.2 La biocontaminazione dei tessili 3.1.3 Misure di prevenzione e protezione 3.1.4 Il controllo della biocontaminazione: la norma UNI EN 14065:2016 313.2 Rischio chimico 3.2.1 Agenti chimici utilizzati per il lavaggio, la decontaminazione e la sterilizzazione3.2.2 L’uso dell’ossido di etilene per la sterilizzazione 3.2.3 Misure di prevenzione e protezione 3.3 Rischi legati alle attività di movimentazione manuale dei carichi 3.3.1 Le attività di movimentazione nelle lavanderie industriali3.3.2 Rischi legati all’assunzione di posture incongrue 3.3.3 Misure di prevenzione e protezione 3.4 Rischio da esposizione a campi elettromagnetici 3.4.1 I Sistemi RFID 3.4.2 L’utilizzo dei Tag nelle lavanderie industriali 3.5 Rischio nelle operazioni di manutenzione delle attrezzature di lavoro e nei lavori in quota3.5.1 Misure di prevenzione e protezione4. Analisi del fenomeno infortunistico e tecnopatico nelle lavanderie industriali italiane nel quinquennio 2016 – 2020 e primi dati del 20215. Considerazioni conclusive Normativa di riferimentoProdotto: VolumeEdizioni: Inail - 2022 SCARICA IL DOCUMENTO

  • LA STAMPA 3D E LE IMPLICAZIONI PER LA SALUTE DEI LAVORATORI

    • INAIL
    • by Testo Unico Sicurezza staff
    • 11.12.2022
    0.00 of 0 votes

    La Stampa 3d E Le Implicazioni Per La Salute Dei Lavoratori: Lavorare In Sicurezza Con Le Nuove Tecnologie   La stampa 3D è stata definita la tecnologia che rivoluzionerà il mondo dell’industria, in quanto permette una rapida e semplice prototipazione, con costi di produzione relativamente bassi e facilità d’uso. Rispetto a tecniche di produzione sottrattiva di oggetti solidi 3D (in cui gli oggetti si ottengono asportando materiale da una forma più grande), le stampanti 3D permettono di creare ex-novo un oggetto attraverso la sovrapposizione di strati multipli di materiale.  Il crescente utilizzo della stampa 3D tra i processi di produzione innovativi sottolinea la necessità di valutare e gestire l’impatto sui lavoratori dell’esposizione alle polveri di dimensione nanometrica, composti organici volatili (VOCs) emessi durante la stampa e altri inquinanti derivati dalla fabbricazione di un prodotto tramite questi processi di produzione (Manifattura additiva).Immagine La stampa 3d e le implicazioni per la salute dei lavoratori: lavorare in sicurezza con le nuove tecnologieL’obiettivo principale di questo prodotto editoriale è quello di fornire una panoramica delle conoscenze attualmente disponibili sulla problematica relativa ai potenziali rischi connessi alla stampa 3D, ancora poco conosciuti, e sulla necessità di adottare adeguate misure di prevenzione e protezione.Prodotto: Fact sheetEdizioni: Inail 2022 SCARICA IL DOCUMENTO INAIL Inail  

  • CAMPIONAMENTI DI POLVERI INALABILI E RESPIRABILI

    • INAIL
    • by Testo Unico Sicurezza staff
    • 11.12.2022
    0.00 of 0 votes

    Il Comportamento Delle Particelle Di Polvere Nell’organismo Umano Dipende Dalle Dimensioni Della Particella E Dalle Sue Proprietà Chimico-Mineralogiche.   Il comportamento delle particelle di polvere nell’organismo umano dipende dalle dimensioni della particella e dalle sue proprietà chimico-mineralogiche. In particolare, le dimensioni determinano la possibilità che una particella venga inalata, mentre la natura chimica e mineralogica determina l’accumulo o la solubilizzazione nell’organismo.L’apparato respiratorio è la struttura anatomica maggiormente esposta alle polveri; esso è per convenzione suddiviso in tre regioni: naso-faringea, tracheobronchiale e regione polmonare (dove avvengono gli scambi gassosi).  Le particelle che vengono inalate si depositano nelle varie regioni del tratto respiratorio attraverso processi fisici che dipendono dalle dimensioni delle particelle stesse e in particolare dal loro diametro aerodinamico, da , ossia il diametro di una particella sferica di densità unitaria avente la stessa velocità terminale della particella sotto l’azione della forza gravitazionale in aria calma, nelle stesse condizioni di temperatura, pressione e umidità relativa. L’apparato respiratorio è il sistema maggiormente esposto alle polveri; esso è convenzionalmente suddiviso in tre regioni: naso-faringea, tracheobronchiale e regione di scambio gassoso. Nel definire i criteri per il campionamento delle polveri occorre tenere conto delle relazioni tra il diametro aerodinamico e le frazioni che devono essere raccolte, al fine di approssimare le frazioni che penetrano nelle varie regioni dell’apparato respiratorio in condizioni medie. Nel presente lavoro si analizzano i criteri di campionamento delle frazioni inalabile e respirabile delle polveri.Edizioni: Inail 2022 SCARICA IL DOCUMENTO INAIL

  • BUONE PRATICHE PER I LAVORATORI DEL SETTORE VETERINARIO

    • INAIL
    • by Testo Unico Sicurezza staff
    • 11.12.2022
    0.00 of 0 votes

    Elaborazione E Definizione Di Buone Prassi Per I Lavoratori Del Settore Veterinario   lavoro, realizzato nell’ambito del progetto di prevenzione “Elaborazione e definizione di buone prassi per i lavoratori del settore veterinario operanti nei processi dei controlli ufficiali alle importazioni e agli scambi intracomunitari”, ha approfondito le problematiche inerenti i rischi cui sono esposti i lavoratori nel settore veterinario a contatto con animali e prodotti di origine animale destinati all’alimentazione umana e animale.All’art. 15, il Decreto Legislativo 81/2008 e s.m.i. in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro individua tra le “Misure generali di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro” la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza, la programmazione della prevenzione, nonché l’eliminazione dei rischi e, ove ciò non sia possibile, la loro riduzione al minimo in relazione alle conoscenze acquisitein base al progresso tecnico.In questa ottica nasce il manuale, risultato di un progetto promosso dal Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università degliStudi di Napoli Federico II, e realizzato in collaborazione con l’Inail 1. Uffici periferici del Ministero della salute (UVAC, PCF)2. Legislazione di riferimento 3. Schede attività lavorative 4. Tabelle buone pratiche 5. Dispositivi di protezione individuale (Dpi) 6. Considerazioni conclusive 7. Riferimenti normativi  Edizioni: Inail – 2022 SCARICA LA PUBBLICAZIONE INAIL

  • SICUREZZA DELLE MACCHINE PER IMBALLAGGIO

    • INAIL
    • by Testo Unico Sicurezza staff
    • 11.12.2022
    0.00 of 0 votes

    L' Accertamento Tecnico Per La Sicurezza Delle Macchine Per Imballaggio   Nello specifico il lavoro prodotto vorrebbe trasversalmente offrire spunti per:- fabbricanti e distributori di macchine per imballaggio, evidenziando le carenze più ricorrenti anche in relazione alle norme tecniche di riferimento;- organi di vigilanza territoriale, offrendo utili riferimenti per orientare l’attenzione in occasione di azioni di vigilanza o inchieste infortuni su specifiche criticità emerse nel corso dell’attività di sorveglianza del mercato;- datori di lavoro, rappresentando carenze e problematiche ricorrenti di questatipologia di attrezzature, in modo da offrire indicazioni utili nella scelta dei prodotti in fase di acquisizione, prima della messa a disposizione per i lavoratori (ex combinato disposto dell’art. 71 comma 1 e dell’art. 70 comma 1)   Le schede tecniche collezionate trattano le principali non conformità rilevate sullemacchine per imballaggio, evidenziando, rispetto allo stato dell’arte di riferimento,le soluzioni costruttive ritenute accettabili.  Naturalmente i documenti sono stati resi anonimi, recuperando esclusivamente le informazioni tecnicamente utili, senza alcun riferimento a dati sensibili (riferiti al fabbricante o alla circostanza incui la macchina segnalata è stata rinvenuta), ma comunque garantendo un’informazione sufficiente per indirizzare eventuali interventi di approfondimento sulle attrezzature in verifica.Ciascuna scheda si compone di tre parti principali: - una prima parte descrittiva nella quale è individuata la tipologia di macchina,riportandone la denominazione specificata dal fabbricante nella dichiarazione CE di conformità e una sintetica descrizione che definisce la destinazione d’uso e le modalità di utilizzo; è inoltre specificato l’anno di fabbricazione della macchina (da intendersi coincidente con l’anno di immissione sul mercato) al fine di definire lo stato dell’arte di riferimento e quindi individuare le soluzioni che potrebbero ritenersi accettabili; l’indicazione di tale data è utile anche in relazione all’eventuale norma tecnica di riferimento disponibile; - una parte dedicata alle norme tecniche armonizzate di riferimento: questa sezione non è sempre presente, perché ovviamente dipende dalla disponibilità di riferimenti tecnici pertinenti; si è riportata, ove disponibile, la norma armonizzata di tipo C, indicandone la versione e la data di pubblicazione in gazzetta ufficiale. - una parte denominata “accertamento tecnico” che si compone a sua volta di due sotto sezioni:• una dedicata alla segnalazione di presunta non conformità, nella quale viene descritta la situazione di pericolo ravvisata, evidenziando in modo chiaro e sintetico quanto riscontrato sull’esemplare oggetto di segnalazione, con riferimento alla parte della macchina coinvolta e alla situazione di utilizzo considerata.  Per rendere maggiormente intellegibile la situazione riscontrata, ove disponibili, sono state inseriti foto e/o schemi.  Sempre in questa parte si è collegata la situazione pericolosa alla carenza rispetto al requisito essenziale di sicurezza prescritto dalla direttiva, cercando di correlare la problematica al mancato rispetto delle prescrizioni dell’allegato I, indicando il requisito essenziale di sicurezza (RES) ritenuto non rispettato;• un’altra incentrata sul parere tecnico, nella quale, limitatamente alle carenze segnalate e quindi ai requisiti essenziali di sicurezza (RES) ritenuti presumibilmente non conformi, si è illustrato l’esito dell’accertamento tecnico condotto da Inail, sulla base della documentazione fornita dai fabbricanti, di pareri già espressi dall’autorità di sorveglianza del mercato, di posizioni assunte nei consessi comunitari, nonché dello stato dell’arte di riferimento. Schede Tecniche   Si riportano di seguito le schede tecniche riguardanti le macchine afferenti al tc 146 macchine per imballaggio. Confezionatrice Scheda tecnica 1Confezionatrice Scheda tecnica 2Confezionatrice per alimenti sottovuoto Scheda tecnica 3Termosaldatrice rotativa per sacchetti con stampa a caldo Scheda tecnica 4Macchina automatica per imballaggio di cavi Scheda tecnica 5Macchina per il confezionamento in atmosfera modificata Scheda tecnica 6Incartatrice per cioccolatini Scheda tecnica 7Impianto automatico di pallettizzazione con pallettizzatore dall’alto Scheda tecnica 8Riempitrice volumetrica elettrica Scheda tecnica 9Incartonatrice Scheda tecnica 10Retinatrice automatica Scheda tecnica 11Macchina per fasciatura bottiglie cilindriche Scheda tecnica 12Termoformatrice per confezionatrice sottovuoto Scheda tecnica 13Macchinario per il riempimento dei cartoni Scheda tecnica 14Tappatrice semiautomatica Scheda tecnica 15 Ciascuna scheda, come rappresentato nell’introduzione, intende inquadrare la tipologia di prodotto, specificando le caratteristiche necessarie all’individuazione,in particolare, dello stato dell’arte di riferimento ovvero della norma applicabile, ove disponibile.Altro elemento fondamentale indicato è l’anno di fabbricazione della macchina, funzionale ad individuare la versione della norma di tipo C di riferimento; è opportuno, infatti, sempre accertare che la versione risulti pubblicata in gazzetta ufficiale, perché solo dal momento della pubblicazione la specifica tecnica diviene riferimento per il livello di sicurezza da assicurare sullo specifico prodotto.A tal fine nel paragrafo dedicato alle norme armonizzate sono state riportate, per le tipologie di macchine trattate nelle schede, le tabelle che indicano per ogni versione della norma di tipo C la data di pubblicazione in GUUE e l’eventuale cessazione di validità.Una volta definita l’anagrafica dell’attrezzatura la scheda prevede la descrizione della situazione pericolosa riscontrata, per poi tradurla nella corrispondente carenza in termini di rispetto dei requisiti essenziali di sicurezza, ripercorrendo insostanza l’iter che il soggetto segnalante dovrebbe seguire, laddove dovesse procedere con una segnalazione di presunta non conformità: dal pericolo si passa al requisito di sicurezza violato.Ciascun documento si conclude con l’illustrazione della definizione del parere di accertamento tecnico, che valuta la soluzione implementata dal fabbricante rispetto allo stato dell’arte per la specifica questione affrontata, fornendo in tal senso un indirizzo anche laddove le soluzioni tecniche adottate dovessero risultare difformi rispetto a quelle delineate nella normativa di riferimento, secondo un principio di equivalenza del livello di sicurezza raggiunto.   Edizioni: Inail – 2022SCARICA IL DOCUMENTO INAIL

  • TRABATTELLI - GUIDA TECNICA PER LA SCELTA, L’USO E LA MANUTENZIONE

    • INAIL
    • by Testo Unico Sicurezza staff
    • 11.12.2022
    0.00 of 0 votes

    Metodologia Per La Valutazione Dei Rischi Connessi All’utilizzo Dei Trabattelli   Il presente documento, a carattere non vincolante, ha lo scopo di fornire un indi- rizzo per la scelta, l’uso e la manutenzione dei trabattelli da utilizzare nei luoghi di lavoro.Obiettivo del documento è anche quello di indicare una metodologia per la valutazione dei rischi connessi all’utilizzo dei trabattelli.L’individuazione del trabattello più adatto ad una realtà lavorativa dipende dalle sue caratteristiche intrinseche e dal tipo di attività da eseguire.Il contenuto del presente documento non esime dalla necessità di porre a confronto le indicazioni qui fornite con le reali condizioni e le esigenze di ogni specifico ambiente di lavoro.Nel presente documento i termini trabattello e piccolo trabattello sono utilizzati come sinonimi ad eccezione di quanto stabilito nei paragrafi Tipologie,Classificazione, Requisiti prestazionali, Requisiti dimensionali.   L’art. 140 del d.lgs. 81/08 stabilisce i requisiti che un trabattello deve possedere e che in sintesi riguardano la stabilità, la resistenza e l’utilizzo in sicurezza.Il fabbricante ed il datore di lavoro devono dimostrare e garantire, per quanto di loro competenza, che il trabattello soddisfi tutti i requisiti di cui all’art. 140 del d.lgs. 81/08.L’art. 140 stabilisce che:1. I ponti su ruote devono avere base ampia in modo da resistere, con largo mar- ginedi sicurezza, ai carichi ed alle oscillazioni cui possono essere sottoposti durante gli spostamenti o per colpi di vento e in modo che non possano essere ribaltati.2. Il piano di scorrimento delle ruote deve risultare livellato; il carico del ponte sul terreno deve essere opportunamente ripartito con tavoloni o altro mezzo equi- valente.3. Le ruote del ponte in opera devono essere saldamente bloccate con cunei dalle due parti o con sistemi equivalenti. In ogni caso dispositivi appropriati devono impedire lo spostamento involontario dei ponti su ruote durante l’esecuzione dei lavori in quota.4. I ponti su ruote devono essere ancorati alla costruzione almeno ogni due piani; è ammessa deroga a tale obbligo per i ponti su ruote a torre conformi all’Allegato XXIII.5. La verticalità dei ponti su ruote deve essere controllata con livello o con pendo- lino.6. I ponti, esclusi quelli usati nei lavori per le linee elettriche di contatto, non devo- no essere spostati quando su di essi si trovano lavoratori o carichi.In particolare il comma 4 ammette la possibilità di non ancorare il trabattello alla costruzione se risulti conforme all’Allegato XXIII e cioè che:a. il ponte su ruote a torre sia costruito conformemente alla UNI EN 1004;b. il costruttore fornisca la certificazione del superamento delle prove di rigidezza, di cui all’appendice A della UNI EN 1004, emessa da un laboratorio ufficiale;c. l’altezza del ponte su ruote a torre non superi 12 m se utilizzato all’interno(assenza di vento) e 8 m se utilizzato all’esterno (presenza di vento);d. per i ponte su ruote a torre utilizzati all’esterno degli edifici sia realizzato, ove possibile, un fissaggio all’edificio o altra struttura; e. per il montaggio, uso e smontaggio del ponte su ruote a torre siano seguite le istruzioni indicate dal costruttore in un apposito manuale redatto in accordo alla UNI EN 1004.Per dimostrare la conformità al d.lgs. 81/08, il fabbricante ha due possibilità:- riferirsi alla norma tecnica UNI EN 1004 e all’Allegato XXIII;- riferirsi alla norma tecnica UNI 11764: 2019;- redigere una specifica di prodotto da lui ritenuta la più opportuna, con l’esecuzione di calcoli e/o prove.Nel primo caso il fabbricante dovrà dichiarare la conformità al d.lgs 81/08 con il riferimento sia alla UNI EN 1004-1:2021 che alla UNI EN 1004-2:2021, la norma sul manuale di istruzioni del trabattello. Infatti il comma e) dell’Allegato XXIII stabilisce che per il montaggio, uso e smontaggio siano seguite le istruzioni indicate dal costruttore in un apposito manuale redatto in accordo alla UNI EN 1004. Un tra- battello che rispetta contemporaneamente i requisiti di cui all’art. 140 e all’Allegato XXIII non deve essere ancorato alla costruzione in quanto la conformità alla UNI EN 1004-1 assicura che esso sia provvisto di stabilità propria.Nel secondo caso, i piccoli trabattelli di cui alla UNI 11764:2019 sono conformi all’art. 140 del d.lgs 81/08 in quanto rispettano tutti i requisiti ivi imposti e in par- ticolare il comma 4. La norma infatti dispone che il piccolo trabattello abbia stabilità propria e non ne prevede l’ancoraggio alla struttura di servizio.Nel terzo caso, è comunque opportuno che il fabbricante, nella redazione della specifica di prodotto, si ispiri ai principi delle norme tecniche. Fonte: Inail – 2022 SCARICA IL DOCUMENTO INAIL

  • VERIFICA PERIODICA APPARECCHI DI SOLLEVAMENTO PERSONE

    • INAIL
    • by Testo Unico Sicurezza staff
    • 11.12.2022
    0.00 of 0 votes

    L'accertamento Tecnico Per La Verifica Periodica   L’articolo 71 comma 11 del d.lgs 81/08 e s.m.i. prescrive che le attrezzature di sol- levamento persone elencate nell’allegato VII al medesimo decreto siano sottopo- ste a verifiche periodiche volte a valutarne lo stato di conservazione e di efficienza ai fini della sicurezza.L’Inail è stata individuata dal d.m. 11 aprile 2011 come titolare della prima di tali verifiche periodiche, che gestisce direttamente, attraverso le unità operative terri- toriali che operano sull’intero territorio nazionale, o avvalendosi di soggetti pubbli- ci o privati abilitati.Allo stesso tempo il legislatore ha riconosciuto l’Inail come organo tecnico delle autorità preposte alla sorveglianza del mercato dei prodotti immessi sul mercato ai sensi della direttiva macchine; in tale contesto l’Istituto predispone tra gli altri i pareri sulla conformità delle attrezzature di sollevamento, verificando il rispetto dei requisiti essenziali di sicurezza individuati come carenti in fase di avvio dell’iter di sorveglianza.In tale contesto, considerati il ruolo di titolare della prima verifica periodica e quel- lo di organo tecnico per la sorveglianza del mercato riconosciuti all’Istituto, il Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e inse- diamenti antropici dell’Inail ha ritenuto utile, partendo dal patrimonio informativo che negli anni ha costituito e dalle competenze maturate nell’espletamento delle attività di verifica periodica e di accertamento tecnico, sviluppare un archivio dei pareri tecnici prodotti, al fine di fornire utili indirizzi che possano rendere più effi- cace l’attività di verifica periodica, nell’ottica di un miglioramento dei livelli di sicu- rezza nei luoghi di lavoro, come previsto nella mission istituzionale.Nello specifico il presente elaborato presenta una rassegna delle non conformità rilevate su attrezzature di lavoro afferenti al gruppo SP di cui al d.m. 11 aprile 2011, illustrando gli esiti delle azioni di sorveglianza del mercato intraprese. INDICE DEL DOCUMENTO: 1. Introduzione2.Il flusso della sorveglianza del mercato3.La verifica periodica degli apparecchi di sollevamento4.Le norme armonizzate5.Sorveglianza del mercato e verifica periodica5.1 Schede tecniche: Piattaforma di lavoro elevabile  Piattaforma di lavoro elevabile  Piattaforma di lavoro elevabile Piattaforma di lavoro elevabile destinata Piattaforma di lavoro elevabile allo sbarco in quota Piattaforma di lavoro elevabile Piattaforma di lavoro elevabile Piattaforma di lavoro mobile elevabile Pianale di lavoro ad altezza variabile per il carico e controllo del formaggioPonteggio sospeso a funi Macchina operatrice raccoglifrutta Macchina semovente per raccolta e potatura frutta Apparecchio di sollevamento persone Piattaforma a due ceste autolivellanti Ponte mobile sviluppabile Commissionatore verticale Ascensore da cantiere con piattaforma di trasporto persone Scheda tecnica  e materialePiattaforma di trasporto Montacarichi da cantiere Edizioni: Inail - 2021 SCARICA IL DOCUMENTO INAIL

  • INSTALLAZIONE DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE DEL CONDUCENTE IN CASO DI CAPOVOLGIMENTO

    • INAIL
    • by Testo Unico Sicurezza staff
    • 11.12.2022
    0.00 of 0 votes

    Adeguamento Dei Trattori Agricoli O Forestali Con Piano Di Carico (Motoagricole) Ai Requisiti Di Sicurezza In Caso Di Capovolgimento Previsti Al Punto 2.4 Della Parte II Dell’allegato V Al D.Lgs. 81/08   Il D.Lgs. 81/08 stabilisce una serie di obblighi a carico del datore di lavoro tra i quali quello di adeguare talune attrezzature di lavoro a specifici requisiti di sicurezza.In particolare, al punto 2.4 della parte II dell’allegato V al D. Lgs. 81/08 è richiamata la necessità di limitare i rischi derivanti dal ribaltamento delle attrezzature di lavoro mobili con lavoratore o lavoratori a bordo mediante l’adozione di particolari misure.Allo stato delle conoscenze attuali, per i trattori agricoli o forestali con piano di carico, i principali sistemi di prevenzione a fronte del pericolo di ribaltamento sono essenzialmente rappresentati da sistemi di prevenzione di tipo passivo, cioè finalizzati ad evitare che il verificarsi dell’evento pericoloso comporti conseguenze per l'incolumità del lavoratore o a ridurre comunque l’entità di tali conseguenze.I sistemi di protezione generalmente adottati nel caso dei trattori con piano di carico si basano sul principio di mantenere l’operatore all’interno di un “volume di sicurezza” o “zona libera”, in tal modo infatti, il rischio per l'operatore di restare schiacciato tra le parti costituenti il trattore ed il suolo può essere ragionevolmente escluso.Per conseguire questo risultato, pertanto, occorre che il trattore con piano di carico sia equipaggiato con:1. un vero e proprio dispositivo di protezione in caso di capovolgimento, ossia una struttura adeguatamente rigida installata direttamente sul trattore, avente essenzialmente lo scopo di garantire un volume di sicurezza destinato a contenere l’operatore;2. un dispositivo che, indipendentemente dalle condizioni operative del trattore, trattenga l'operatore al posto di guida (cintura di sicurezza).L’installazione dei predetti apprestamenti tecnici risulta essere stata diffusamente disattesa a cagione anche di una serie di concorrenti circostanze, una delle quali è rappresentata dalla mancata disponibilità di precisi indirizzi tecnico-costruttivi.Pertanto nel presente documento, mirando alla completa definizione degli indirizzi tecnico costruttivi finora mancanti , sono, per singola tipologia di trattore con piano di carico,individuati. Fonte:Inail scarica il documento completo di allegati  

  • PROCEDURA PER IL CONTROLLO DI SERBATOI PER GPL INTERRATI

    • INAIL
    • by Testo Unico Sicurezza staff
    • 11.12.2022
    0.00 of 0 votes

    Procedura Per Il Controllo Di Serbatoi Per GPL Interrati, Ricoperti E Fuori Terra Di Capacità Maggiore Di 13 M3 Con Tecnica Basata Sul Metodo Di Emissione Acustica E Relativi Requisiti Tecnici Dei Soggetti Abilitati Ad Effettuare Le Verifiche.   Circolare Inail n. 10 dell' 11 marzo 2021L’art. 64-bis comma 3, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76 convertito, con modificazioni, dalla legge 11 settembre 2020, n. 120, estende la disciplina di cui al decreto interministeriale 23 settembre 2004 (modifica del decreto interministeriale 29 febbraio 1988, recante norme di sicurezza per la progettazione, l'installazione e l'esercizio dei depositi di gas, di petrolio liquefatto con capacità complessiva non superiore a 5 m3 e adozione dello standard europeo EN 12818 per i serbatoi di gas di petrolio liquefatto di capacità inferiore a 13 m3) e del decreto direttoriale 17 gennaio 2005 (Procedura operativa per la verifica decennale dei serbatoi interrati per GPL con la tecnica basata sul metodo delle emissioni acustiche), ai recipienti a pressione fissi interrati, tumulati e fuori terra con capacità complessiva superiore a 13 m3. [...]Testo integrale della circolare Inail n. 10 dell'11 marzo 2021 (.pdf - 192 kb) Allegato alla circolare Inail n. 10 dell'11 marzo 2021 (.pdf - 1,83 mb) Fonte:Inail

  • VALUTARE IL RISCHIO DI CADUTA IN PIANO

    • INAIL
    • by Testo Unico Sicurezza staff
    • 11.12.2022
    0.00 of 0 votes

    Progetto RAS, Ricercare E Applicare La Sicurezza Volume 1   L’eventualità che gli ambienti possano indurre la caduta accidentale dei lavoratori non è una condizione di pericolo nuova per la normativa italiana sulla sicurezza sul lavoro.  Al paragrafo 1.3.2. del d.lgs. n. 81 del 2008, noto come Nuovo Testo Unico sulla Sicurezza nei Luoghi di lavoro, prevede che i pavimenti presentino condizioni tali da rendere sicuro il movimento e il transito delle persone e dei mezzi, prescrivendo che questi siano fissi, stabili ed antisdrucciolevoli, esenti da protuberanze, cavità o piani inclinati pericolosi, oltre ad essere non ingombrati da materiali che possano ostacolare la normale circolazione. La definizione di antisdrucciolevolezza ricercata nel decreto ministeriale n. 236 del 1989 riguardante le prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche.  Nel decreto si stabilisce che per pavimentazione antisdrucciolevole si debba intendere una pavimentazione realizzata con materiale il cui coefficiente di attrito (CoF), misurato secondo il metodo della British Ceramic Research Association Ltd. Rep. CEC. 6/81 (BCRA), sia superiore ad un valore minimo determinato   Pertanto il rischio di caduta in piano rappresenta oggi un rischio normato, che il datore di lavoro è obbligato a valutare, e in relazione al quale vanno identificate adeguate misure protettive.Pur trattandosi di rischi specifici per alcune categorie di lavoratori e in determinati ambienti di lavoro, quando cioè le attività svolte determinano piani di calpestio bagnati o resi umidi perché imbibiti da sostanze liquide, grasse o oleose, scivolamento e slittamento sul pavimento sono fattori di rischio anche di carattere generale, poiché riguardano tutti i luoghi di lavoro.  In qualsiasi tipologia di ambiente, e in qualsiasi attività, le condizioni di esercizio, infatti, determinano situazioni di usura dei piani di calpestio che influiscono sulla sicurezza di tutte le pavimentazioni compromettendo, di conseguenza, la sicurezza di chiunque transiti, anche di quei lavoratori che indossano dispositivi di protezione individuale (DPI).   INDICE DEL DOCUMENTO INAIL 1. Valutare il rischio caduta in piano1.1 Rilevanza socio-economica degli infortuni da scivolamento e caduta in piano1.2 Approccio multifattoriale al rischio caduta in piano1.3 Sicurezza antincendio e percorribilità degli spazi1.4 Interazioni tecnico-giuridiche negli infortuni da caduta in piano1.5 Criteri di valutazione del rischio1.5.1 Analisi della letteratura tecnica e scientifica sul tema della scivolosità delle pavimentazioni1.5.2 Fattori da considerare nella valutazione del rischio scivolamento e inciampo2. Protocolli per la valutazione del rischio2.1 Il protocollo per la misura strumentale2.2 Il protocollo per la misura non strumentale Fonte: Edizioni: Inail – 2021 SCARICA IL DOCUMENTO SCARICA TABELLA RILIEVO VALUTAZIONE OGGETTIVA IN EXCEL 

  • MOG PMI: ESEMPIO DI COMPILAZIONE DELLA MODULISTICA

    • INAIL
    • by Testo Unico Sicurezza staff
    • 11.12.2022
    0.00 of 0 votes

    Esempio Di Compilazione Della Modulistica Per Una Agenzia Di Viaggi     FRUIBILITÀ E APPLICABILITÀ DELL’ESEMPIO DI COMPILAZIONE DELLA MODULISTICA DEL DM 13/02/2014 PER UN’AGENZIA DI VIAGGI La presente pubblicazione costituisce lo sviluppo di un precedente lavoro partecipato Inail – Sistema Impresa dal titolo “Applicazione dei Mog ai sensi del d.m. 13/02/2014 nelle Pmi: esempio di compilazione della modulistica per una agenzia di viaggi” (di seguito “Esempio di compilazione”), pubblicato nel 2020 e illustrato in uno specifico evento ad oltre 300 partecipanti in rappresentanza delle imprese del settore terziario aderenti a Sistema Impresa.L’evento di presentazione è avvenuto il 30 gennaio 2020, a Roma, con lo scopo di condividere i risultati del progetto congiunto relativo ai Mog per la salute e sicurezza sul lavoro sviluppati in conformità al d.m. 13/02/2014 frutto della collaborazione ormai pluriennale tra Inail e Sistema Impresa.L’iniziativa è stata concepita per coinvolgere nell’applicazione dei Sgsl le micro, piccole e medie imprese del terziario, che costituiscono un bacino di imprese dove l’adozione dei modelli organizzativi si qualifica come un fattore di criticità e di fragilità.L’oggettiva importanza dell’esito dell’iniziativa avviata da Sistema Impresa e Inail, e il suo valore aggiunto per la sua utilità sul piano sociale ed economico, ha generato il pronto supporto delle autorità pubbliche più rappresentative in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che hanno presenziato all’evento presso la sede della Direzione generale dell’Inail.Nell’occasione i vertici dell’Istituto sono stati affiancati da figure di elevata responsabilità delle principali Istituzioni e degli Enti competenti.Alla giornata di studio erano presenti i vertici di Sistema Impresa, Confsal e degli organismi paritetici quali il Fondo interprofessionale Formazienda e l’ente bilaterale Ebiten che hanno fornito un contributo concreto e tempestivo ai fini della realizzazione della progettualità.Ebiten e Formazienda hanno svolto il ruolo di terminali per la divulgazione della pubblicazione ideata con la valenza di guida pratica, la cui promozione all’interno della Confederazione ha consentito di raggiungere un’ampia platea di aziende del settore terziario.Contestualmente Sistema Impresa si è attivata per incentivare l’adozione di Mog all’interno del suo sistema di rappresentanza, ed oggi sono circa sessanta le imprese che hanno implementato il Mog attivando con successo, tramite l’ente bilaterale del terziario, il processo di asseverazione.Lo scopo del presente documento è quello di descrivere l’utilizzo dell’Esempio di compilazione da parte delle aziende che hanno assistito alla presentazione, per verificarne il gradimento, la comprensibilità e l’applicabilità dello stesso nelle realtà aziendali afferenti a Sistema Impresa, realizzando un monitoraggio della sua fruizione.Il traguardo raggiunto certamente sprona a continuare l’attività di cooperazione e rileva l’estremautilità di un cammino solidale che ha visto Inail e Sistema Impresa lavorare fianco a fianco per ilbene comune nell’interesse dei lavoratori e delle aziende.INDICE: INTRODUZIONEL’importanza dei MogL’evento di presentazione, la divulgazione del documentoIL PROGETTO DI STUDIO DELL’UTILIZZO DEL DOCUMENTO PRODOTTOLA METODOLOGIA UTILIZZATAIl questionarioIl campione delle aziende e criteri di sceltaIl piano di comunicazione dell’indagineRISULTATICaratterizzazione delle aziendeDomande chiuseDomande aperteUlteriori considerazioni sulla classificazione dei risultati ottenuti Fonte: Inail 2021 SCARICA IL DOCUMENTO INAIL SCARICA LA TABELLA ALL.3 (EXCEL)

  • SICUREZZA DEGLI IMPIANTI TECNOLOGICI E DI SERVIZIO

    • INAIL
    • by Testo Unico Sicurezza staff
    • 11.12.2022
    0.00 of 0 votes

    Sicurezza Degli Impianti Tecnologici E Di Servizio - Focus Sulla Misura S.10 Del Codice Di Prevenzione Incendi Il “Codice di prevenzione incendi”, nella sezione S “Strategia antincendio”, prevede dieci capitoli dedicati alle “Misure” di riduzione del rischio di incendio.Il capitolo S.10 del Codice, dedicato alla sicurezza degli impianti tecnologici e di servizio, “restringe” il campo di applicazione ai soli impianti tecnologici e di servizio per l’attività, sottolineando che per gli impianti tecnologici di processo (non quelli destinati a servire il fabbricato) è necessario procedere alla valutazione del rischio incendio specifica per l’impianto considerato, evidenziando, inoltre, l’eventuale possibilità di effettuare anche la valutazione ATEX.La progettazione della sicurezza antincendio nelle attività soggette alle visite ed ai controlli dei Vigili del Fuoco e, in generale, nei luoghi di lavoro, al fine di ridurre l’insorgenza di un incendio e di limitarne le conseguenze, è sancita dal d.p.r. 1 agosto 2011 n. 151 per le attività soggette, mentre nei luoghi di lavoro è prescritta dall’art.17 del d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i. (Testo unico per la sicurezza).Le suddette misure, che si basano sulla preliminare valutazione del rischio incendio, possono essere individuate a partire da un approccio progettuale di tipo prescrittivo o di tipo prestazionale.Si ribadisce che tali obblighi valgono anche in attività che non sono luoghi di lavoro in virtù del d.lgs. 139 dell’8marzo 2006 e s.m.i..La progettazione antincendio, nel rispetto della normativa vigente in materia, può essere effettuata elaborando soluzioni tecniche flessibili e aderenti alle specifiche caratteristiche ed esigenze delle attività soggette al controllo di prevenzione incendi (metodo prestazionale).In questo contesto si inserisce il Codice di prevenzione incendi (Co.P.I.) il quale, senza effettuare uno strappo rispetto al passato, si propone come promotore del cambiamento, privilegiando l’approccio prestazionale, in grado di garantire standard di sicurezza antincendio elevati mediante un insieme di soluzioni progettuali, sia conformi che alternative.In sostanza, il Codice rappresenta uno strumento finalizzato all'ottenimento degli obiettivi di sicurezza antincendio, caratterizzato da un linguaggio allineato con gli standard internazionali.La strategia antincendio in esso rappresentata, in dipendenza dei livelli di prestazione scelti, garantisce i prefissati obiettivi di sicurezza, mediante diverse soluzioni progettuali, grazie alla compresenza ed all’apporto delle varie misure antincendio.Si segnala che il d.m. 12 aprile 2019, modificando il d.m. 3 agosto 2015, prevede l'eliminazione del cosiddetto “doppio binario” per la progettazione antincendio delle attività soggette al controllo da parte dei VV.F.; in particolare sono stati introdotti due elementi:• l'ampliamento del campo di applicazione del Codice (sono state inserite alcune nuove attività dell'allegato I al d.p.r. 1 agosto 2011 n. 151);• l'obbligatorietà dell'utilizzo del Codice per la progettazione delle attività non normate, in luogo dei"criteri tecnici di prevenzione incendi".In definitiva, risultano 491 le attività soggette comprese nel citato allegato I, per le quali la Regola TecnicaOrizzontale (RTO) del Codice rappresenta l'unico riferimento progettuale possibile.Peraltro, è recentemente entrato in vigore il d.m. 18 ottobre 2019, Modifiche all'allegato 1 al decreto del Ministro dell'interno 3 agosto 2015, recante «Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell'articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139». (19A06608) (GU Serie Generale n. 256 del 31 ottobre 2019 - Suppl. Ordinario n. 41).Le motivazioni di tale revisione si leggono in premessa all’articolato:Ritenuto necessario proseguire il percorso di aggiornamento delle vigenti disposizioni tecniche in materia di prevenzione incendi sulla base dei più aggiornati standard internazionali;Ravvisata l'opportunità', in ragione dell'entità delle modifiche apportate, di sostituire integralmente alcune sezioni dell'allegato 1 al decreto del Ministro dell'interno del 3 agosto 2015, anche per favorire una più immediata lettura del testo.Da ultimo si segnala la pubblicazione del d.m. 14 febbraio 20202 recante “Aggiornamento della sezione V dell’allegato 1 al decreto 3 agosto 2015, concernente l’approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi”. (20A01155) (GU Serie Generale n. 57 del 6 marzo 2020), che aggiorna le cinque RTV finora pubblicate permettendo un completo allineamento con le modifiche introdotte dal d.m. 18 ottobre 2019.In realtà le “nuove” RTV non riportano alcuna variazione sostanziale e, anche per questo motivo, nel prosieguo della pubblicazione, si continueranno a menzionare i decreti originari afferenti alla pubblicazione delle RTV. Sono stati poi emanati il d.m. 6 aprile 2020, che ha corretto dei refusi in V.4 e V.7 ed introdotto la V.9 (RTV Asili Nido), il d.m. 15 giugno 2020, che ha introdotto la V.6 (RTV Autorimesse), cogente dal 19 novembre 2020, il d.m. 10 luglio 2020, che ha introdotto la V.10 (RTV Musei, gallerie, esposizioni, mostre, biblioteche ed archivi in edifici tutelati) e il d.m. 29 marzo 2021, che ha introdotto la V.11 (RTV Strutture Sanitarie)Prodotto: VolumeEdizioni: Inail - 2021 SCARICA IL DOCUMENTO INAIL

servizi sicurezza

Piano Di Emergenza Ed Evacuazione Redatto In Riferimento Al D.M. 3 Agosto 2015 E In Attuazione Dell’art. 46 Comma 3 Del D.Lgs. N. 81 Del 9 Aprile 2008 E D.M. 02/09/2021

DOCUMENTO VALUTAZIONE DEI RISCHI SPECIFICO PER SETTORI ATECO EDITABILE IN WORD

POS PIMUS PSC FASCICOLO  DVR EDILIZIA TUTTO EDITABILE IN WORD

MATERIALE DIDATTICO IN POWERPOINT PER LA FORMAZIONE SULLA SICUREZZA SUL LAVORO

TUTTO EXCEL CALCOLO RISCHI SPECIFICI

NEWSLETTER PROFESSIONAL SICUREZZA SUL LAVORO
AREA  CONDIVISIONE MATERIALE GRATUITO RISERVATA AGLI ISCRITTI DELLA NEWSLETTER PROFESSIONAL

Verisone Gratuita Movarisch Light In Excel

Verisone Movarisch Pro In Excel