Notiziario online sicurezza sul lavoro

  • QUALIFICAZIONE DEI LABORATORI CHE EFFETTUANO ANALISI SULL'AMIANTO

    • AMIANTO
    • by Testo Unico Sicurezza staff
    • 11.12.2022
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    Lista Laboratori Qualificati Ad Effettuare Analisi Sull’amianto   Un laboratorio accreditato da ACCREDIA per una o più prove per le quali chiede la qualificazione, può presentare i risultati, con valutazione positiva, di circuiti di interconfronto fatti chiedendo così di non partecipare al circuito nazionale del Ministero della Salute.  a) Il laboratorio deve presentare la valutazione positiva al circuito fatto nell’anno in corso o nel precedente.  Non sono accettati i riferimenti ai precedenti circuiti organizzati dal Ministero della Salute.  Unica eccezione la partecipazione al circuito straordinario fatto lo scorso autunno 2020.  b) La valutazione positiva al circuito deve essere fatta con i criteri dell’ente organizzatore (es. per circuiti HSE-RICE viene data dopo 3 round). Oppure partecipare al circuito nazionale del Ministero della Salute nel periodo previsto. c)  L’ente organizzatore deve essere accreditato ISO/IEC 17043 o riconosciuto per autorevolezza tecnico-scientifica (es. accreditato ISO/IEC 17025), essere esterno ai laboratori e garantire imparzialità.  Modello per la compilazione anagrafica della domanda e allegati per metodiche analitiche Check List – Scheda per la verifica organizzativa del laboratorio Check List – Scheda per la verifica della documentazione necessaria Protocolli metodiche analitiche MOCF aria - Rev03 MOCF massa - Rev04 SEM aria - Rev03 SEM massa - Rev02 FTIR - Rev04 DRX - Rev04 Fonte:Ministero della salute   Lista Dei Laboratori Qualificati Ad Effettuare Analisi Sull’amianto L'elenco viene aggiornato on line ogni 15 giorni.

  • BONIFICA DA AMIANTO

    • AMIANTO
    • by Testo Unico Sicurezza staff
    • 11.12.2022
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    Iter Procedurali E Figure Professionali Coinvolte   Il presente documento, tecnico inerente iter procedurali e ruolo delle figure pro- fessionali coinvolte nella bonifica di siti contaminati da amianto, è stato elaborato nell’ambito dell’attività di ricerca svolta dal Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti prodotti ed insediamenti antropici (Dit) dell’Inail con l’in- tento di contribuire ad accrescere il livello di sicurezza nei cantieri e fornire infor- mative, basate su leggi, circolari, norme tecniche e Linee Guida, per il miglioramen- to delle misure di prevenzione contro i rischi professionali in presenza di materiali contenenti amianto.L’attività di ricerca dell’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro (Inail), coordinata dalla Direzione centrale ricerca (Dc ricerca), e svolta da due Dipartimenti di ricerca, si espleta attraverso l’attuazione di piani triennali che esa- minano a trecentosessanta gradi i molteplici aspetti della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.Il Dit realizza progetti per lo sviluppo di procedure operative, metodologie, stru- mentazioni, impianti, etc. volti alla tutela dei lavoratori, degli ambienti di vita e alla salvaguardia delle matrici ambientali. L’attività, svolta in un contesto partecipativo tra le diverse PP.AA., associazioni di categoria ed enti di ricerca nazionali e interna- zionali, promuove la circolarità delle conoscenze tecnico-scientifiche nelle comu- nità nazionali e internazionali.Scopo dell’attività di ricerca è altresì la diffusione della cultura della prevenzione, di cui Inail si fa promotore, in un complesso lavoro di sinergia tra Enti pubblici e priva- ti, il cui fine principale è quello di integrare, armonizzare e divulgare le corrette pro- cedure di intervento e sicurezza da adottare a scala nazionale. Ciò al fine di indicare criteri riproducibili ed omogenei di intervento volti ad agevolare l’operato dei lavo- ratori addetti al settore e degli Organi di controllo competenti per territorio. INDICE: Le attività del Dit sul rischio amianto1 Quadro normativo2 Problematiche di un cantiere di bonifica amianto3 Fasi principali nella gestione dei cantieri di bonifica amianto 4 Figure professionali e relativi ruoli 5 Elaborati tecnico-amministrativi 6 Dispositivi di protezione collettiva e individuale 7 Formazione e addestramento dei lavoratori 8 Gestione delle emergenze 9 Specifiche sui corretti iter procedurali da adottare 10 Conclusioni Allegato 1 - D.lgs. 81/2008, Titolo IX, Capo III 70Frequently asked questions (Faq) Bonifica da amianto: iter procedurali e figure professionali coinvolte (.pdf - 1 mb) Fonte: Inail ALTRE RISORSE IN TEMA DI RISCHIO  AMIANTO

  • AMIANTO NATURALE E AMBIENTI DI LAVORO

    • AMIANTO
    • by Testo Unico Sicurezza staff
    • 11.12.2022
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    Presenza Di Amianto Di Originie Naturale (NOA - Naturally Occurring Asbestos) In Italia, Pricipali Soluzioni Di Sicurezza Applicabili A Scala Operativa.   In Italia, per la sua conformazione geologica, esistono diversi affioramenti di rocce che possono contenere amianto naturale e che sono state sfruttate per l’estrazione del minerale grezzo.L’amianto, infatti, è un minerale presente in natura; con questo termine si intende un gruppo costituito da sei minerali fibrosi (Crisotilo, Crocidolite, Amosite, Tremolite, Antofillite, Actinolite), ampiamente sfruttati e commercializzati in passato, fino alla messa al bando sancita dalla l. 257/1992.Questa pubblicazione si prefigge l’obiettivo di diffondere informazioni e conoscenze attraverso la trattazione e la descrizione delle evidenze geologiche e delle attività lavorative che possono insistere su aree con presenza di amianto naturale, al fine di migliorare la consapevolezza per la gestione di tali situazioni.Infatti, il corpo centrale di questo documento consiste in una serie di indicazioni operative utili ad una migliore gestione e all’impiego delle risorse del territorio.Per tale motivo, il volume, che può rappresentare una sintesi delle conoscenze relative alla gestione dei siti con presenza di Noa in Italia, ha un carattere volutamente operativo e non solo informativo.In questo lavoro sono riportate le informazioni in merito agli affioramenti italiani di ofioliti (dal nome greco ophis, serpente, più comunemente note con il nome commerciale di “Pietre Verdi”), che rappresentano le principali litologie in cui è possibile riscontrare minerali di amianto, e ad altri tipi di affioramenti.I principali fattori antropici che contribuiscono all’affioramento di litotipi contenenti amianto, da cui può essere prodotta aerodispersione di fibre, sono legati ad attività produttive (industrie estrattive, lavorazione di litoidi, realizzazione di infrastrutture, reti di sottoservizi) o a insediamenti urbani.È importante quindi fornire e divulgare specifiche indicazioni tecniche in modo che possano essere approntate tutte le misure di prevenzione necessarie, prima dell’inizio delle lavorazioni, anche in caso di situazioni di potenziale presenza di amianto.Il termine “potenziale” si riferisce a rocce e affioramenti in cui è possibile, dal punto di vista geopetrogenetico, la presenza di minerali di amianto dei quali però non sono disponibili studi approfonditi o che non sono stati ancora censiti ai sensi del d.m. 101/2003.   INDICE DELLA PUBBLICAZIONE1. Introduzione2. Normativa in tema di amianto2.1 Legislazione europea2.2 Legislazione nazionale2.3 Legislazione regionale3. Minerali di amianto: origine e geologia4. Naturally occurring asbestos (Noa)5. Mappatura delle aree in presenza di Noa5.1 La mappatura ai sensi del d.m. 101/035.2 Le attività dell’Inail5.3 Inquadramento geologico regionale6. Azioni di prevenzione in siti produttivi con presenza di Noa6.1 Estrazione e lavorazione di pietre ornamentali e di pietrisco6.1.1 Estrazione e lavorazione di pietre ornamentali6.1.2 Estrazione e lavorazione di pietrischi6.2 Bonifica e messa in sicurezza di siti contaminati da amianto naturale6.3 Scavi per gallerie stradali e ferroviarie6.4 Scavi e opere di urbanizzazione a diverse scale6.5 Lavorazioni agrarie e forestali6.5.1 Lavorazioni agrarie6.5.2 Lavorazioni forestali6.6 Rimozione e smaltimento/bonifica di ballast7.Considerazioni generali per la gestione dei rischi correlati alla presenza di amianto naturale negli ambienti di lavoro   Allegato 1 - “Elenco non esaustivo della legislazione europea in tema di amianto”Allegato 2 - “Elenco non esaustivo della legislazione nazionale in tema di amianto”Allegato 3 - “Elenco della legislazione regionale in tema di amianto”   Fonte:Edizioni: Inail - 2021   SCARICA IL DOCUMENTO

  • ALGORITMO AGGIORNATO 2021 AMLETO AMIANTO

    • AMIANTO
    • by Testo Unico Sicurezza staff
    • 11.12.2022
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    Algoritmo Aggiornato 2021  Per La Valutazione Dello Stato Di Conservazione Delle Coperture In Cemento-Amianto E Del Contesto In Cui Sono Ubicate- Revisione Giugno 2021 E' Stata aggiornato a Giugno 2021 l'algoritmo che permette di valutare lo stato di conservazione delle coperture in amianto, mediante algoritmo Amleto rilasciato dal Centro di Riferimento Regionale Amianto (CRRA) del Lazio. Amleto è un algoritmo basato su un modello bidimensionale che ha lo scopo di fornire uno strumento operativo, di facile applicazione, per ricavare indicazioni sul comportamento da tenere nei confronti di materiali in cemento contenenti amianto “a vista”, valutandone lo stato di conservazione ed il contesto in cui sono ubicati. Lo strumento si dimostra particolarmente utile per la definizione delle azioni che devono essere intraprese (monitoraggio e/o bonifica) dal proprietario e/o dal responsabile dell’attività che si svolge nei locali interessati dalla presenza di questi materiali contenenti amianto (MCA).Il metodo è applicabile principalmente alle coperture in cemento-amianto (c-a). Gli indicatori considerati fanno capo a due distinte tipologie di parametri: questo perché per determinare la presenza del rischio è necessario considerare, oltre lo stato di conservazione del materiale, il contesto in cui è inserito l’edificio.A ciascun parametro viene attribuito un punteggio stabilito in modo da limitare la variabilità dovuta alla soggettività del rilevatore. I parametri relativi alla descrizione e al contesto in cui è ubicata la copertura vanno valutati complessivamente per l’intera superficie mentre per quanto riguarda lo stato di conservazione della copertura, nel caso in cui non sia uniforme, si deve tener conto della situazione che presenta maggiori criticità.Va sempre prevista una documentazione fotografica a corredo delle schede.Ai fini della valutazione dello stato di conservazione della copertura in cemento amianto per verificare se occorre effettuare la bonifica della copertura e con quale grado di urgenza, si fa presente che nel caso di evento di natura eccezionale (ad esempio evento atmosferico, caduta di alberi, ecc.) la superficie danneggiata dall'evento (lastre divelte e/o spezzate) è esclusa dalla superficie complessiva valutata con l'algoritmo, fatti salvi gli obblighi riguardanti il ripristino della superficie danneggiata derivanti dalla normativa vigente e la facoltà da parte del proprietario dell'immobile di procedere in ogni caso alla bonifica dell'intera copertura in c-a.Nell'ambito delle valutazioni periodiche del programma di controllo di cui al Decreto del Ministero della Sanità 6 settembre 1994, nel caso in cui siano presenti lastre maggiormente danneggiate imputabili al degrado complessivo della copertura, tale superficie danneggiata deve essere inclusa nell'insieme della superficie della copertura oggetto di valutazione con l'algoritmo.Si evidenzia infine che per quanto la normativa nazionale (D.M. 6/09/1994) preveda come tecnica di trattamento dei MCA anche l’incapsulamento, tale metodologia, seppur consentita, non è da ritenersi preferibile rispetto alla rimozione nell’ottica di una definitiva soluzione alle problematiche concernenti l’amianto e considerando la vetustà che tali manufatti ormai hanno.Guida alla compilazioneLa scheda n. 1 descrive la localizzazione ed il contesto in cui si trova la copertura in c-a ed evidenzia la vicinanza a finestre e balconi o luoghi con presenza di persone.I parametri da valutare sono:A) Rivestimenti o trattamenti superficiali – Dopo anni dall’installazione le coperture subiscono un deterioramento per azione delle piogge acide, degli sbalzi termici, dell’erosione eolica e di organismi vegetali, che determinano corrosioni superficiali con affioramento delle fibre e conseguente liberazione di queste in aria. Quindi la presenza di rivestimenti o trattamenti superficiali,che limitano il rilascio di fibre, abbassa il punteggio complessivo.B) Lastre appoggiate su struttura di sostegno – Viene attribuito un punteggio 0 nel caso in cui la copertura in c-a sia montata direttamente su una struttura calpestabile continua, in quanto la presenza di tale struttura rappresenta una barriera fisica tra la copertura e l’ambiente sottostante, impedendo su tutta la superficie lo sfondamento accidentale. Viene attribuito il punteggio 3 se nella copertura e/o nella struttura calpestabile di appoggio alle lastre vi sono aperture, quindi possibilità di accesso o possibilità di sfondamento. Viceversa la mancanza di una struttura calpestabile fa sì che su tutta la copertura vi sia il rischio di sfondamento e pertanto si assegna il valore massimo di 6punti.C) Estensione superficie della copertura – Viene assegnato un punteggio superiore se la copertura in c-a ha una superficie maggiore di 500 mq.D) Accessibilità – Deve essere valutata l’accessibilità del materiale per stimare la probabilità che gli occupanti dell’area danneggino accidentalmente o intenzionalmente, per vandalismo, il materiale. Una facile accessibilità aumenta inoltre la probabilità che persone si rechino sulla copertura senza opere provvisionali di sicurezza.E) Necessità di accesso – Se vi è necessità di accedere alla copertura o in prossimità della stessa, ad esempio per attività di manutenzione, la probabilità di esposizione o quella che il materiale venga danneggiato è maggiore.F) Esistono nell’edificio o in quelli adiacenti aperture con affaccio sulla copertura – Viene attribuito un punteggio se sono presenti aperture tipo terrazzi, balconi e finestre contigue ad una distanza minore o uguale a 20 m dalle lastre in posa perché possono essere elementi importanti nella definizione del rischio per coloro che abitano e/o lavorano nelle vicinanze.G) Adiacenza con aree ad alta densità abitativa e di uso pubblico – La presenza o meno, a una distanza inferiore o uguale a 100 m dal manufatto con copertura in c-a, di edifici abitati specialmente da popolazione in età molto giovane, come gli studenti, o con problemi di salute (luoghi di cura) determina priorità d’intervento vista la presenza di una popolazione più sensibile o un coinvolgimento di più soggetti data un’alta densità abitativa.H1) Edificio abbandonato – Se l’edificio è abbandonato implica la mancanza di un programma di controllo, custodia e manutenzione da parte del proprietario; questo può favorire il degrado del manufatto in c-a e il danneggiamento causato da eventuali atti vandalici (ad esempio edificio industriale abbandonato a seguito di fallimento, ecc.).H2) Edificio in uso – Il punteggio è associato al tipo di attività che si svolge nell’area. Si intende edificio inutilizzato quel manufatto in cui non vi sono attività ma non si trova in stato di abbandono.I) Presenza rilevante di materiale infiammabile sottostante alla copertura – È un fattore legato alla sicurezza, in quanto si presume siano strutture a rischio incendio elevato e l’eventuale verificarsi dell’evento dannoso può interessare la copertura, compromettendone l’integrità e causando un elevato inquinamento ambientale. Il calcolo del rischio aggiuntivo i) si effettua solo nei casi di presenza di unità produttive con esclusione delle civili abitazioni.L) Ubicazione in zona sismica - Tutti i materiali in c-a presenti nelle strutture edilizie subiscono una frantumazione in polvere in caso di crolli dovuti ad eventi sismici rilevanti. Si ritiene pertanto di dover incrementare il punteggio relativo al contesto di ubicazione della copertura con un valore crescente – da 0 a 6 – proporzionalmente al grado di pericolosità della zona sismica in cui è situata la copertura oggetto di valutazione. È presente una mappa del territorio nazionale con una classificazione stabilita dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) nel 2004 e facenteparte dell’allegato 1b dell’Ordinanza PCM n. 3519 del 28 aprile 2006, in cui sono indicati i valori di “g” in termini di accelerazione massima del suolo. Si assegna pertanto un punteggio Per aggiornare e riclassificare sismicamente il territorio laziale, la Direzione Regionale Ambiente e Cooperazione tra i Popoli, tramite l’Area Difesa del Suolo, ha avviato nel 2007 una convenzione con l’ENEA per l’elaborazione della pericolosità sismica regionale di base, dalla quale in seguito si è partiti, congiuntamente all’elaborato di riferimento emanato con l’OPCM 3519/2006, per predisporre una nuova proposta di classificazione sismica (come riportato in Tabella 1). La scheda n. 2 serve per valutare lo stato di conservazione della copertura attribuendo un punteggio ai vari parametri di seguito riportati:M) Lastre – È importante quantificare la superficie danneggiata ed i motivi di tale danneggiamento per stabilire le azioni da intraprendere e se è utile continuare la valutazione o suggerire un intervento di bonifica. Il punteggio assegnato cresce in funzione della superficie danneggiata. La superficie danneggiata viene misurata in numero di lastre danneggiate.N) Compattezza del materiale – Nelle lastre piane o ondulate l’amianto è inglobato in una matrice non friabile, che, quando è in buono stato di conservazione, impedisce il rilascio spontaneo di fibre. Per valutare la compattezza del materiale si assegna il valore 0 o 5 rispettivamente se con una pinza da meccanici un angolo si rompe nettamente con un suono secco o se la rottura è facile, sfrangiata e con un suono sordo. Se non è possibile raggiungere la copertura si assegna il valore10 al punto P.O) Affioramento di fibre – Per valutare se la matrice cementizia ingloba totalmente (punti 0) o parzialmente (punti 5) i fasci di fibre o se sono addirittura facilmente asportabili con delle pinzette (punti 9). Tale considerazione deve essere fatta osservando con una lente di ingrandimento la superficie esposta agli agenti atmosferici.P) Se non risulta possibile raggiungere la copertura o l’osservazione da vicino – Si attribuisce il valore 10. In tal caso non è valutabile il punto N e O.Q) Stato di conservazione degli elementi di fissaggio – Questo parametro assegna un punteggio maggiore se diversi elementi di fissaggio delle lastre risultano arrugginiti, facilmente disaccoppiati o addirittura assenti, in quanto facilitano la vibrazione delle lastre o addirittura il movimento delle stesse in caso di vento o agenti atmosferici di ingente rilevanza.R) Stalattiti – Un indicatore della dispersione di fibre è dato dalla presenza di materiale polverulento conglobato in stalattiti in corrispondenza dei punti di gocciolamento.Procedura di calcoloSommare i punteggi attribuiti ai parametri che descrivono il contesto in cui è ubicata la copertura. Riportare il totale ottenuto sull’asse delle ascisse del grafico. Analogamente sommare i punteggi attribuiti ai parametri che descrivono lo stato di conservazione della copertura e riportare il totale sull’asse delle ordinate del grafico (si deve tener conto del punteggio relativo al lato peggiore).La coppia di valori così ottenuta individua un punto sul piano del grafico che cade in una delle quattro zone in cui è diviso il grafico stesso ed a cui corrispondono le azioni da intraprendere. Interpretazione dei risultati:• Zona A – Monitoraggio e controllo periodico (1 volta l’anno)• Zona B – Rimozione da programmare (entro 3 anni). Le aree danneggiate dovrebbero essere sistemate con interventi limitati, controllo periodico delle aree al fine di evitare danni ulteriori (1 volta l’anno)• Zona C – Rimuovere prima possibile. La rimozione può essere rimandata alla prima occasione utile ma non protratta nel tempo (entro 1 anno)• Zona D – Rimozione immediata (entro 6 mesi)N.B. Nel caso in cui il punto ottenuto dalla coppia di valori (totali della scheda 1 e 2) si collochi nella linea di separazione delle aree del grafico, il risultato va considerato nell’area peggiore. Fonte: Regione Lazio Note: La regione Toscana e Friuli Venezia Giulia applica lo stesso algoritmo ma con revisione diversa rispetto a quello aggiornato dalla regione Lazio e per questo motivo ad oggi abbiamo predisposto due differenti fogli excel dello stesso algoritmo Amleto VAI AL FOGLIO DI CALCOLO "AMLETO AMIANTO 2021"

  • ANALISI E GESTIONE DEI SUOLI CONTAMINATI DA AMIANTO E SUPERFICI CONTENENTI AMIANTO

    • AMIANTO
    • by Testo Unico Sicurezza staff
    • 11.12.2022
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    Superfici Contenenti Amianto: Il Telerilevamento Per Una Mappatura In Sicurezza E Analisi E Gestione Dei Suoli Contaminati Da Amianto  L’Italia, in passato, è stata tra i maggiori produttori e utilizzatori mondiali di amianto e di Materiali Contenenti Amianto (MCA). Successivamente, la legge 257/92, pur mettendo al bando la loro produzione, importazione e commercializzazione, non ne ha vietato l’utilizzo.  Con il d.m. 101/03 le regioni hanno iniziato a mappare i siti con presenza di superfici in cemento amianto (Ca) e i dati fin qui raccolti e trasmessi al Ministero dell'ambiente e tutela del territorio e del mare, hanno permesso di evidenziare una disomogeneità nell'espletamento di tale compito.  Ciò ha portato il Dit dell'Inail a realizzare, con questo lavoro, una disamina sulle piattaforme, i sensori, gli algoritmi e le principali tecniche per l'identificazione e il riconoscimento delle superfici in Ca da remoto.  Il documento illustra, inoltre, le varie criticità che si possono presentare nell'acquisizione e nel processamento dei dati da remoto, siano essi riferibili alla presenza di amianto di origine antropica che naturale.  Tali elementi conoscitivi potranno risultare di supporto alle pubbliche amministrazioni al fine di una mappatura più omogenea, più attendibile e a più ampia scala. DOWNLOAD Prodotto: Fact sheetEdizioni: Inail - 2020

servizi sicurezza

Piano Di Emergenza Ed Evacuazione Redatto In Riferimento Al D.M. 3 Agosto 2015 E In Attuazione Dell’art. 46 Comma 3 Del D.Lgs. N. 81 Del 9 Aprile 2008 E D.M. 02/09/2021

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