AMLETO E VERSAR AMIANTO FVG 2025

PROTOCOLLO STATO DI CONSERVAZIONE DELL’AMIANTO FVG 2025

LAVORI SU MATERIALI CONTENENTI AMIANTO
fVG

La Regione Friuli Venezia Giulia ha adottato un protocollo organico per la gestione dei manufatti contenenti amianto (MCA) che unisce tre elementi fondamentali:

  1. procedure standard per segnalazione e comunicazione della presenza di amianto;

  2. un sistema informatizzato di tracciabilità e mappatura regionale;

  3. metodologie uniformi per la valutazione dello stato di conservazione e della pericolosità dei manufatti, finalizzate alla definizione delle priorità di intervento.


Le Linee guida sono emanate ai sensi dell’art. 10, comma 4, lett. b) della L.R. 20 ottobre 2017 n. 34 e si integrano con la normativa nazionale (L. 257/1992, D.M. 6/9/1994, DPR 8/8/1994), richiamando anche la norma tecnica UNI 11870 sul censimento dei materiali contenenti amianto.

Principio di fondo: la sola presenza di amianto non implica automaticamente un rischio inaccettabile; il rischio dipende dallo stato di degrado, dalla friabilità del materiale, dalle condizioni di esercizio e dal contesto di esposizione.



Ambito di applicazione e procedure di segnalazione

Le Linee guida si applicano ai manufatti contenenti amianto in opera, presenti in edifici pubblici o privati, luoghi di lavoro, blocchi di appartamenti, strutture aperte al pubblico, ecc. Non si applicano ai rifiuti abbandonati al suolo, per i quali valgono le regole del D.Lgs. 152/2006 e le indicazioni comunali e ARPA per la gestione dei rifiuti abbandonati.

Le principali catene procedurali sono:


  • Segnalazioni nei luoghi di lavoro: lavoratori o RLS/RLST compilano il modulo di segnalazione (Allegato 1) e lo inviano allo SPSAL, che verifica, effettua sopralluoghi e inserisce il manufatto in A.R.Am.

  • Segnalazioni di manufatti di terzi (cittadini): modulo all’attenzione del Sindaco o tramite CRUA; il Comune istruisce il caso, effettua verifiche, chiede informazioni al proprietario, può avvalersi della valutazione tecnica dell’Azienda Sanitaria e, se necessario, adotta ordinanza contingibile e urgente.

  • Comunicazioni da parte di proprietari e amministratori di condominio:

    • per MCA compatti (coperture, tubazioni, pavimenti): modulo di comunicazione accertata presenza amianto (Allegato 2) da inviare ad ARPA;

    • per amianto libero o in matrice friabile: modulo specifico (Allegato 4) da inviare all’Azienda Sanitaria.

  • Aggiornamenti di mappatura e post-bonifica: tramite moduli di aggiornamento A.R.Am. (Allegati 5 e 6).

In tutti i casi, la valutazione dello stato di conservazione e della pericolosità è centrale per decidere se procedere a controllo, messa in sicurezza o bonifica.


Principi della valutazione dello stato di conservazione

Il protocollo FVG ribadisce che il rischio per la salute è legato alla probabilità di rilascio di fibre respirabili nell’aria, non alla mera presenza del materiale. I fattori chiave sono:


  • tipo di amianto (compatto o friabile);

  • grado di integrità/danneggiamento del manufatto;

  • condizioni ambientali (vibrazioni, correnti d’aria, infiltrazioni, agenti atmosferici, attività di manutenzione);

  • caratteristiche dell’esposizione (numero di persone, tipo di attività, presenza di soggetti vulnerabili).

Per uniformare le valutazioni sul territorio, la Regione adotta due algoritmi standardizzati:

  1. AMLETO per le coperture in cemento-amianto “a vista”;

  2. VERSAR per manufatti, sia friabili che compatti, presenti all’interno di edifici.



Metodo AMLETO per le coperture in cemento-amianto

AMLETO è un algoritmo sviluppato dal Centro Regionale Amianto Lazio, dal Centro Regionale Amianto ARPA Emilia-Romagna e dall’ISPO Toscana, recepito e aggiornato dalla Regione Toscana con D.D. 2036/2019, e ora adottato anche dalla Regione FVG come metodo di riferimento per le coperture in cemento-amianto.

È un modello bidimensionale che, tramite un’ispezione visiva standardizzata, fornisce indicazioni operative sul comportamento da tenere rispetto alle coperture in cemento-amianto “a vista”, definendo in quale area di rischio ricade il manufatto e quale azione (monitoraggio o bonifica) sia prioritaria.

Struttura del metodo: scheda 1 (contesto) e scheda 2 (stato delle lastre)

Il metodo utilizza due schede:

  • Scheda n. 1 – Descrizione della copertura e del contesto
    Raccoglie i dati generali (destinazione d’uso, coordinate, estensione, altezza, anno di posa) e valuta il contesto attraverso i parametri A–L, ciascuno con punteggio:

    • A – Rivestimenti o trattamenti superficiali: la presenza di trattamenti protettivi riduce il punteggio perché limita il rilascio di fibre.

    • B – Tipo di struttura di sostegno: una struttura continua e calpestabile è più sicura rispetto alle lastre appoggiate su travetti non calpestabili, che comportano rischio di sfondamento.

    • C – Estensione della copertura: superfici maggiori di 500 m² aumentano il punteggio.

    • D – Accessibilità: coperture facilmente accessibili hanno punteggio più alto.

    • E – Necessità di accesso (antenne, camini, impianti): più manutenzioni, più probabilità di danno.

    • F – Presenza di aperture (finestre, balconi, terrazzi) entro 20 m: maggiore rischio per residenti/lavoratori vicini.

    • G – Adiacenza ad aree scolastiche, strutture sanitarie, luoghi di culto, aree sportive e zone residenziali entro 100 m: incrementa la priorità di intervento per la presenza di popolazione sensibile e ad alta densità.

    • H1/H2 – Stato d’uso dell’edificio (abbandonato, in uso industriale/artigianale, residenziale, pubblico, inutilizzato).

    • I – Presenza di materiale infiammabile sotto copertura (con o senza certificato antincendio).

    • L – Ubicazione in zona sismica (zone 1–4 secondo DGR 845/2010): le zone a maggiore pericolosità sismica ricevono punteggi più alti.

    La somma di questi punteggi fornisce il valore del contesto da riportare sull’asse orizzontale del grafico.

  • Scheda n. 2 – Stato di conservazione delle lastre
    Valuta lo stato fisico della copertura, anche per singolo lato (Nord, Sud, Est, Ovest), con i parametri M–R:

    • M – Percentuale di lastre danneggiate;

    • N – Compattezza del materiale, verificata con rottura di un angolo tramite pinza (rottura netta vs sfrangiata);

    • O – Affioramento di fibre valutato con lente d’ingrandimento;

    • P – Impossibilità di ispezione ravvicinata (assegnazione diretta di 10 punti quando non si possono valutare N e O);

    • Q – Stato di conservazione di fissaggi e supporti (ruggine, disaccoppiamento, assenza di fissaggi);

    • R – Presenza di “stalattiti” di materiale polverulento in corrispondenza dei punti di gocciolamento, indice di rilascio di fibre.

La somma dei punteggi M–R fornisce il valore dello stato di conservazione delle lastre, riportato sull’asse verticale del grafico, considerando il lato peggiore se la copertura è non uniforme.

Le quattro zone di intervento

La coppia di valori (contesto, stato lastre) individua sul piano cartesiano un punto che cade in una delle quattro zone A–D, ognuna associata ad una strategia:

  • Zona A – Monitoraggio e controllo periodico

    • Coperture in condizioni relativamente buone e/o contesti poco critici.

    • È sufficiente un controllo annuale e la manutenzione ordinaria secondo il programma di gestione dell’amianto.

  • Zona B – Rimozione da programmare (entro 3 anni)

    • Coperture con degrado e contesto moderatamente critico.

    • Si pianifica la bonifica in un arco temporale definito; le aree più danneggiate vanno comunque messe in sicurezza nel frattempo.

  • Zona C – Rimozione quanto prima (entro 1 anno)

    • Degrado significativo e/o contesti particolarmente sensibili.

    • La rimozione è prioritaria e va programmata in tempi brevi, compatibilmente con esigenze tecniche e organizzative.

  • Zona D – Rimozione immediata (entro 6 mesi)

    • Situazioni di marcato degrado e alto rischio potenziale di rilascio di fibre.

    • Necessaria bonifica tempestiva, con possibile attivazione di provvedimenti urgenti da parte del Comune/Sindaco.

Quando il punto cade esattamente sulla linea di separazione, si adotta sempre l’area più cautelativa, cioè quella con richiesta di intervento più urgente.


Metodo VERSAR per i manufatti interni (friabili e compatti)

Origine e campo di applicazione

Il metodo VERSAR nasce negli anni ’80 negli Stati Uniti (società Versar, poi ripreso dall’EPA) e viene adottato dalla Regione FVG per valutare i MCA presenti all’interno di edifici e in ambienti confinati, siano essi: intonaci spruzzati, rivestimenti isolanti di tubazioni e caldaie, pannelli e cartoni, feltri, guarnizioni, filtri, ecc., sia in matrice friabile sia compatta.

La valutazione viene condotta per singolo locale o area omogenea, in modo da cogliere correttamente le specifiche condizioni di esposizione.

Fattori di danno

I fattori di danno sono sei parametri che descrivono lo stato del materiale:

  1. Danno fisico

    • Da “nessuno” (lastre integre) a “elevato” (affioramenti evidenti di fibre, rotture con parti mancanti).

  2. Danno da acqua

    • Presenza/assenza di infiltrazioni che solubilizzano la matrice e favoriscono il rilascio di fibre (zone con efflorescenze, depositi nei punti di gocciolamento).

  3. Vicinanza ad elementi soggetti a manutenzione

    • Distanza da elementi su cui si interviene frequentemente (lampade, impianti, canali) che aumenta il rischio di danneggiamento.

  4. Tipo di manufatto

    • Punteggi differenti per tubazioni, caldaie, sistemi di ventilazione/condizionamento, soffitti e pareti, in base al loro peso sul rischio.

  5. Potenzialità di contatto

    • Combina altezza da terra (< o > 3 m) e facilità di danneggiamento (alta, moderata, bassa).

  6. Contenuto percentuale di amianto

    • Maggiore è la percentuale in peso (1–30%, 30–50%, >50%), maggiore è il punteggio.

I punteggi sono tabellati per ridurre la soggettività del rilevatore e vengono sommati per ottenere un indicatore complessivo di danno.

Fattori di esposizione

I fattori di esposizione sono nove e descrivono quanto facilmente le eventuali fibre rilasciate possano raggiungere e coinvolgere gli occupanti:

  1. Friabilità del materiale (da non friabile a facilmente sbriciolabile con le mani).

  2. Estensione della superficie contaminata (<1, 1–10, 10–100, >100 m²).

  3. Caratteristiche delle pareti (lisce, moderatamente porose, porose, molto ruvide), che influenzano la capacità di trattenere fibre.

  4. Ventilazione (posizione rispetto alle bocchette, presenza di aspirazione/emissione).

  5. Movimento d’aria (correnti dovute ad aperture, ventilatori, uso del locale).

  6. Tipo di attività svolta (elevata – palestre, sale concerto; moderata – aule, servizi igienici; bassa – uffici, biblioteche).

  7. Tipo di pavimento (moquette/tappeti, piastrelle, calcestruzzo; diversi gradi di accumulo di fibre).

  8. Barriere (controsoffitti, trattamenti incapsulanti, griglie, assenza di barriere).

  9. Popolazione esposta (numero di persone che frequentano l’area, da meno di 10 a più di 1000).

La somma di questi punteggi fornisce l’indicatore di esposizione.

Zone di rischio e azioni conseguenti

Gli indicatori di danno (asse verticale) e esposizione (asse orizzontale) individuano un punto in un diagramma con sei zone di rischio, ognuna associata a precise azioni:

  • Zone a rischio più elevato

    • Richiedono interventi tempestivi di bonifica (rimozione, confinamento o incapsulamento), spesso con limitazione immediata dell’accesso alle aree interessate.

  • Zone intermedie

    • Indicano la necessità di bonifica programmata in tempi definiti, affiancata da misure gestionali (limitazione delle lavorazioni che possono danneggiare il materiale, controlli visivi periodici, eventuali monitoraggi ambientali).

  • Zone a rischio più basso

    • Consentono di optare per un programma strutturato di controllo e manutenzione, mantenendo il materiale in opera ma in condizioni di gestione sicura, con sorveglianza nel tempo e aggiornamento della valutazione in caso di cambiamento delle condizioni.

In questo modo il metodo VERSAR consente di ordinare le priorità di intervento su una pluralità di manufatti e locali, garantendo uniformità di approccio e trasparenza nelle decisioni.

Fonte: FVG 2025

SCARICA LA LINEA GUIDA 2025


MESSAGGIO INFORMATIVO SUL NOSTRO SERVIZIO DI NEWSLETTER PROFESSIONAL:

Gli iscritti alla nostra Newsletter Professional hanno accesso all'area condivisione gratuita dove trovare oltre 7000 file gratuiti  utili sulle tematiche prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro e cantieri temporanei e mobili.

Abbonarsi alla nostra newsletter è conveniente e permette di ricevere via mail notizie, approfondimenti,software freeware,documenti in materia di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro...e non solo.

L'iscrizione alla newsletter darà diritto a ricevere le mail contenenti notizie in materia di prevenzione e sicurezza, ad accedere al download del software freeware condiviso gratuitamente con tutti gli iscritti (Trovi il materiale condiviso gratuitamente, Fogli excel utili per la gestione sicurezza, software freeware, Dwg per layout in Autocad,Schede di sicurezza
..Manuali..Approfondimenti...e altro ancora).

L'iscrizione da' diritto anche a particolari scontistiche su vari servizi offerti.

L'iscrizione alla Newsletter Professional non ha scadenze o rinnovi annuali da sostenersi.


NEWSLETTER PROFESSIONAL


tutte le risorse gratuite presenti sono scaricabili per gli iscritti alla nostra Newsletter Professional
Sei gia' iscritto alla nostra Newsletter Professional?
Inserisci l'email con cui ricevi le news Periodiche per procedere con il download.Se non sei ancora iscritto scopri come farlo cliccando sul pulsante Maggiori Info..
Maggiori Info sulla Newsletter Professional

Banner uno Scopri i vantaggi di iscriversi alla nostra newsletter professional MOVARISCH calcolo rischio chimico per la salute in Excel Raccolta file Excel per la sicurezza
Banner due Risorse per la formazione Sicurezza in edilizia Piano emergenza ed evacuazione in Word
Banner tre Modelli di DVR in Word
Banner applicativo web Applicativi Web per la sicurezza sul lavoro


Maggiori Info

Cookie tecnici

I Cookie tecnici sono essenziali per il corretto funzionamento del sito e non raccolgono dati personali. Non possono essere disattivati ??perché forniscono servizi di base (in particolare legati alla sicurezza), consentono di ricordare le preferenze (come la lingua) e di ottimizzare l'esperienza di navigazione sul sito.

ReCaptcha

Questo servizio Google viene utilizzato per proteggere i moduli Web del nostro sito Web e richiesto se si desidera contattarci. Accettandolo, accetti l'informativa sulla privacy di Google: https://policies.google.com/privacy

Google Analytics

Google Analytics è un servizio utilizzato sul nostro sito Web che tiene traccia, segnala il traffico e misura il modo in cui gli utenti interagiscono con i contenuti del nostro sito Web per consentirci di migliorarlo e fornire servizi migliori.

YouTube

I video integrati forniti da YouTube sono utilizzati sul nostro sito Web. Accettando di guardarli accetti le norme sulla privacy di Google: https://policies.google.com/privacy

Google Ad

Il nostro sito Web utilizza Google Ads per visualizzare contenuti pubblicitari. Accettandolo, si accetta l'informativa sulla privacy di Google: https://policies.google.com/technologies/ads?hl=it