IL LAVORO
AL VIDEOTERMINALE
L’utilizzo sistematico o
abituale di videoterminali comporta l’assunzione
di alcune precauzioni per la tutela della salute
sul lavoro. Il D.Lgs. 81/08 definisce questo
operatore come colui "che utilizza
un'attrezzatura munita di videoterminali, in
modo sistematico o abituale, per venti ore
settimanali, dedotte le interruzioni".
I posti di lavoro devono
essere analizzati con particolare riguardo
rispetto:
- ai rischi per la vista e per
gli occhi;
- ai problemi legati alla
postura ed all’affaticamento
fisico o mentale;
- alle condizioni ergonomiche
e di igiene ambientale.
A questa analisi dovranno
seguire misure appropriate per ovviare ai rischi
riscontrati. Le mansioni dovranno essere
assegnate anche secondo una distribuzione del
lavoro che consente di evitare il più possibile
la ripetitività e la monotonia delle operazioni.
Il lavoratore dovrà essere
informato e formato, in particolare per quanto
riguarda:
- le misure applicabili al
posto di lavoro;
- le modalità di svolgimento
dell'attività;
- la protezione degli occhi e
della vista.
Svolgimento quotidiano del
lavoro
Il lavoratore ha diritto ad
una pausa ovvero cambiamento di
attività con modalità stabilite
dalla contrattazione collettiva
anche aziendale o comunque di
quindici minuti ogni centoventi
minuti di applicazione
continuativa al videoterminale.
Le modalità e la durata
delle interruzioni possono
essere stabilite temporaneamente
a livello individuale ove il
medico competente ne evidenzi la
necessità.
È comunque esclusa la
cumulabilità delle interruzioni
all'inizio ed al termine
dell'orario di lavoro.
Nel computo dei tempi di
interruzione non sono compresi i
tempi di attesa della risposta
da parte del sistema
elettronico, che sono
considerati, a tutti gli
effetti, tempo di lavoro, ove il
lavoratore non possa abbandonare
il posto di lavoro.
La pausa è considerata a
tutti gli effetti parte
integrante dell'orario di lavoro
e, come tale, non è
riassorbibile all'interno di
accordi che prevedono la
riduzione dell'orario
complessivo di lavoro.
Sorveglianza sanitaria
I lavoratori, prima di
essere addetti alle attività di
cui al presente titolo, sono
sottoposti ad una visita medica
per evidenziare eventuali
malformazioni strutturali e ad
un esame degli occhi e della
vista effettuati dal medico
competente. Qualora l'esito
della visita medica ne evidenzi
la necessità, il lavoratore è
sottoposto ad esami
specialistici.
La periodicità delle visite
di controllo, fatti salvi i casi
particolari che richiedono una
frequenza diversa stabilita dal
medico competente, e' biennale
per i lavoratori classificati
come idonei con prescrizioni e
per i lavoratori che abbiano
compiuto il cinquantesimo anno
di età; quinquennale negli altri
casi.
Il lavoratore e' sottoposto
a controllo oftalmologico a sua
richiesta, ogniqualvolta
sospetti una sopravvenuta
alterazione della funzione
visiva, confermata dal medico
competente, oppure ogniqualvolta
l'esito della visita periodica
ne evidenzi la necessità.
L’uso sicuro del
videoterminale
Va chiarito, preliminarmente,
che tutti gli studi e le indagini
epidemiologiche sinora svolti portano ad
escludere, per i videoterminali, rischi
specifici derivanti da radiazioni, ionizzanti e
non ionizzanti, sia a carico dell'operatore sia
della prole. Sia le radiazioni ionizzanti che i
campi elettromagnetici sono quelli riscontrabili
nei comuni ambienti di vita ove sono utilizzate
apparecchiature elettriche e televisive.
Nelle lavoratrici gestanti
sono presenti variazioni posturali legate alla
gravidanza che potrebbe favorire l'insorgenza di
disturbi dorso-lombari atti a giustificare la
modifica temporanea delle condizioni o
dell'orario di lavoro.
Al fine di prevenire i
disturbi che talvolta si accompagnano ad una
utilizzazione dei videoterminali e' necessario
attenersi alle indicazioni di seguito elencate.
La postazione
Il piano di lavoro deve
avere:
- superficie sufficientemente
ampia per disporre i materiali
necessari e le attrezzature
(video, tastiera, ecc.) e
consentire un appoggio per gli
avambracci dell'operatore
davanti alla tastiera, nel corso
della digitazione;
- profondità tale da
assicurare una corretta distanza
visiva dallo schermo, tenendo
presente che schermi di grandi
dimensioni richiedono tavoli di
maggiore profondità;
- colore della superficie
chiaro, possibilmente diverso
dal bianco, ed in ogni caso non
riflettente;
- stabilità e altezza, fissa o
regolabile, indicativamente fra
70 e 80 cm;
- uno spazio idoneo per il
comodo alloggiamento e la
movimentazione degli arti
inferiori e per infilarvi il
sedile.
Il sedile deve:
essere di tipo girevole,
saldo contro slittamento e
rovesciamento, dotato di
basamento stabile o a cinque
punti di appoggio;
disporre del piano e dello
schienale regolabili in maniera
indipendente così da assicurare
un buon appoggio dei piedi ed il
sostegno della zona lombare;
avere i bordi del piano
smussati, in materiale non
troppo cedevole, permeabile al
vapore acqueo e pulibile;
essere facilmente spostabile
anche in rapporto al tipo di
pavimento;
qualora fosse necessario,
essere dotato di un poggiapiedi
separato, per far assumere una
postura adeguata agli arti
inferiori dell'operatore.
L’ambiente di lavoro
Rumore: non deve perturbare
l'attenzione e la comunicazione
verbale. Può essere necessario
segregare o insonorizzare le
stampanti ad impatto;
Microclima: come per il
comune lavoro d'ufficio. E'
necessario evitare correnti
d'aria e che l'aria non sia
troppo secca per evitare
possibili irritazioni degli
occhi. Altrettanta precauzione
andrà posta nell’evitare fonti
di calore radiante poste nelle
immediate vicinanze della
postazione, quali impianti di
riscaldamento ma anche finestre
che possano essere colpite da
irraggiamento solare diretto;
Illuminazione: al fine di
evitare riflessi sullo schermo,
abbagliamenti dell'operatore ed
eccessivi contrasti di
luminosità la postazione di
lavoro va correttamente
orientata rispetto alle finestre
presenti nell'ambiente di
lavoro. L'illuminazione
artificiale dell'ambiente deve
essere realizzata con lampade
provviste di schermi ed esenti
da sfarfallio, poste in modo che
siano al di fuori del campo
visivo degli operatori; in caso
di lampade a soffitto non
schermate, la linea tra l'occhio
e la lampada deve formare con
l'orizzonte un angolo non
inferiore a 60°.
Computer portatili
L’impiego prolungato dei
computer portatili necessita della fornitura di
una tastiera e di un mouse o altro dispositivo
di puntamento esterni nonché di un idoneo
supporto che consenta il corretto posizionamento
dello schermo.
Per evitare l'insorgenza di
disturbi muscolo-scheletrici
assumere la postura corretta
di fronte al video, con piedi
ben poggiati al pavimento e
schiena poggiata allo schienale
della sedia nel tratto lombare,
regolando allo scopo l'altezza
della sedia e l'inclinazione
dello schienale;
posizionare lo schermo del
video di fronte in maniera che
lo spigolo superiore dello
schermo sia posto un po' più in
basso dell'orizzontale che passa
per gli occhi dell'operatore e
ad una distanza dagli occhi pari
a circa 50-70 cm;
disporre la tastiera davanti allo schermo,
salvo che lo schermo non sia utilizzato in
maniera saltuaria, e il mouse, od eventuali
altri dispositivi di uso frequente, sullo stesso
piano della tastiera ed in modo che siano
facilmente raggiungibili;
• seguire la digitazione e utilizzare il
mouse evitando irrigidimenti delle dita e del
polso, curando di tenere gli avambracci
appoggiati sul piano di lavoro in modo da
alleggerire la tensione dei muscoli del collo e
delle spalle;
• evitare, per quanto possibile, posizioni di
lavoro fisse per tempi prolungati. Nel caso ciò
fosse inevitabile si raccomanda la pratica di
frequenti esercizi di rilassamento (collo,
schiena, arti superiori ed inferiori).
Per evitare l'insorgenza di
problemi visivi
illuminare correttamente il
posto di lavoro, possibilmente
con luce naturale, mediante la
regolazione di tende o
veneziane, ovvero con
illuminazione artificiale. Le
condizioni di maggiore comfort
visivo sono raggiunte con
illuminamenti non eccessivi e
con fonti luminose poste al di
fuori del campo visivo e che non
si discostino, per intensità, in
misura rilevante da quelle degli
oggetti e superfici presenti
nelle immediate vicinanze, in
modo da evitare contrasti
eccessivi;
orientare ed inclinare lo
schermo per eliminare, per
quanto possibile, riflessi sulla
sua superficie;
assumere la postura corretta
di fronte al video in modo tale
che la distanza occhi-schermo
sia pari a circa 50-70 cm;
disporre il porta-documenti,
se presente, alla stessa altezza
e distanza dagli occhi dello
schermo;
distogliere periodicamente
lo sguardo dal video per
guardare oggetti lontani, al
fine di ridurre l'affaticamento
visivo;
durante le pause ed i
cambiamenti di attività
previsti, e' opportuno non
dedicarsi ad attività che
richiedano un intenso impegno
visivo, come ad esempio la
correzione di un testo scritto;
cura della pulizia periodica
di tastiera, mouse e schermo;
si raccomanda l'utilizzo di
eventuali mezzi di correzione
della vista se prescritti.
Per evitare disturbi da
affaticamento mentale.
Nel lavoro al videoterminale
è possibile riscontrare una certa difficoltà
degli operatori a seguire adeguatamente il
continuo aggiornamento dei software. E' utile,
al riguardo:
- seguire le indicazioni e la
formazione ricevuti per l'uso
dei programmi e delle procedure
informatiche;
- disporre di tempo
sufficiente per acquisire le
necessarie competenze ed
abilità;
- rispettare la corretta
distribuzione delle pause;
- utilizzare software per il
quale si e' avuta l'informazione
necessaria, ovvero facile da
usare;
- in caso di anomalie del
software e delle attrezzature,
e' bene che l'operatore sappia
di poter disporre di un
referente per la soluzione del
problema.
Infine, si ricorda che la conoscenza del
contesto in cui si colloca il risultato del
lavoro al videoterminale, e' un elemento utile
per l'attenuazione di uno dei possibili fattori
di affaticamento mentale.
A cura del Servizio Prevenzione e Protezione
dell’Alma Mater Studiorum – Università di
Bologna