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Rischi
biologici
Nessun ambiente
può essere considerato privo della presenza
di agenti biologici, sia che si tratti di
ambiente esterno (outdoor) che interno
(indoor).
La casa è un
ambiente di vita nel quale ciascun individuo
trascorre una parte più o meno rilevante del
suo tempo. Qui il “rischio biologico” è
legato alla presenza di microrganismi
(funghi, batteri, virus, parassiti,
protozoi), acari della polvere, allergeni di
derivazione vegetale e animale riscontrabili
nell’aria, nella polvere, nelle strutture e
negli arredi, negli impianti idrici e di
condizionamento dell’aria, negli animali da
compagnia, ed è influenzato da fattori
fisici tra cui umidità e temperatura.
I soggetti
potenzialmente esposti a tale rischio
includono tutte le fasce di età, comprese le
categorie più “deboli” come i bambini e gli
anziani, che spesso passano la maggior parte
della giornata tra le mura domestiche.
Gli effetti sulla
salute causati dalla presenza dei
contaminanti biologici sono classificabili
in tre tipologie: infettivo, tossico e
allergico e si possono manifestare con
diversa intensità in relazione a vari
fattori tra i quali le condizioni fisiche e
la suscettibilità di ciascun individuo.
Il rischio
biologico in ambito domestico può essere
controllato e ridotto mediante interventi
sia di tipo strutturale/impiantistico sia
con il rispetto di semplici norme igieniche
e comportamentali da parte di coloro che vi
abitano.
Principali
sorgenti di rischio biologico
Possono essere di
due tipi
animate:
§ esseri
umani
§ animali
domestici e non domestici (cani, gatti,
porcellini d’India, criceti, conigli,
tartarughe e varie specie di rettili,
volatili, ragni, scarafaggi, blatte, mosche,
zanzare, insetti imenotteri pungitori quali
api, vespe, calabroni)
§ piante
inanimate:
§ aria
§
acqua/impianti idrici
§ umidità
§ polvere
§
elementi strutturali (pareti, pavimenti,
soffitti)
§ arredi
(mobilio, tappezzerie)
§
impianti di condizionamento d’aria,
umidificatori, deumidificatori, purificatori
§
indumenti/calzature
§ derrate
alimentari
Ogni sorgente può
contenere vari biocontaminanti, i quali
possono essere trasmessi agli occupanti
dell’ambiente domestico attraverso varie
modalità. Di seguito si riporta un breve
panoramica (non esaustiva) dei principali
contaminanti biologici potenzialmente
presenti nelle diverse sorgenti.
Esseri umani
Se infetti, possono trasmettere batteri (es:
Bordetella pertussis, streptococchi,
meningococchi), virus (es: virus
dell’influenza, virus responsabili di
malattie esantematiche quali varicella,
morbillo), funghi (es. “tigna”) e parassiti
(es: scabbia). Le persone possono veicolare
artropodi di varia specie tra i quali
pidocchi del capo che, in soggetti
suscettibili, possono contribuire a
determinare varie sintomatologie allergiche.
Inoltre gli esseri umani possono essere
anche veicolo di allergeni di varia natura
tra cui quelli del cane, gatto e altri
animali che possono determinare sintomi
allergici in persone suscettibili anche in
assenza di animali.
Animali
Possono trasmettere batteri (es: salmonelle
dalle tartarughe d’acqua, Chlamydia psittaci
da pappagalli, Bartonella henselae da
gatti), virus (es: Cowpox virus), funghi (es:
Microsporum spp, Trichophyton spp),
parassiti (es: Cryptosporidium parvum).
Inoltre, i loro tessuti e/o deiezioni
possono rappresentare una fonte di
allergeni; in particolare derivati dermici,
pelo, urine, saliva di animali quali cani,
gatti, roditori, rettili, insetti possono
essere fonte di vari allergeni che a seguito
di contatto con individui suscettibili
possono dar luogo a manifestazioni
allergiche di vario tipo.
Piante
Possono essere fonte di vari allergeni
rappresentati ad esempio da pollini prodotti
dalle piante da appartamento così come
essere veicolati dall’aria esterna, dagli
insetti o da altri veicoli come nel caso
delle graminacee, parietaria, composite e
dar luogo a manifestazioni allergiche in
individui suscettibili. Da ricordare che
alcune specie di acari tra cui Tyrophagus
putrescentiae possono essere presenti su
alcuni fiori.
Aria
Può contenere un gran numero di
microrganismi in quanto agisce come mezzo
per il loro trasporto o dispersione, in
dipendenza delle proprietà fisiche
(dimensioni, forma...). L’aria è a sua volta
influenzata dall’intensità delle correnti,
dall’umidità relativa e dalla temperatura. I
microrganismi veicolati tramite la
ventilazione naturale (aria che entra dalla
finestra) dipendono dall’aria esterna e
dunque variano in relazione alla
stagionalità, alla posizione geografica....
Nell’aria indoor si ritrovano anche gli
agenti biologici trasmessi per via aerea e
provenienti da sorgente umana o animale.
Esempi includono Gram-positivi (in generale
a concentrazioni più elevate rispetto ai
Gram-negativi) quali Staphylococcus spp.,
Micrococcus spp., Bacillus spp. e
Gram-negativi tra i quali Pseudomonas spp. e
Moraxella spp. L’aria può inoltre veicolare
i pollini presenti nell’ambiente esterno
all’interno delle abitazioni essendo
peraltro influenzata da altre variabili
ambientali.
Acqua/impianti
idrici
Nella rete di distribuzione dell’acqua e nei
serbatoi possono essere presenti batteri
Gram-negativi (es. Pseudomonas,
Acinetobacter...), legionelle, protozoi.
L’acqua rappresenta un potenziale veicolo di
allergeni contribuendo al tempo stesso ad
aumentare l’umidità. Nell’ambiente esterno
condizioni climatiche caratterizzate da
pioggia e umidità favoriscono la dispersione
degli allergeni. Gli acari dell’ordine
Prostigmata sono cosmopoliti e rappresentati
da forme aquatiche, oltre che marine e
terrestri.
Umidità
Un alto tasso di umidità dell’aria, la
condensa e la presenza di umido all’interno
di una casa, conseguenza talvolta di danni
causati dall’acqua, favoriscono la
sopravvivenza e la crescita di acari della
polvere e di funghi, determinando
un’aumentata esposizione di coloro che vi
abitano ad allergeni e tossine. Molte specie
fungine crescono bene in ambienti umidi, tra
le quali Stachybotrys chartarum, Aspergillus,Penicillium,
Fusarium,Trichoderma ,Memnoniella,
Cladosporum, Alternaria.Ambienti indoor
umidi possono anche contenere batteri (es.:
alcuni micobatteri) e altri microrganismi,
tra cui le amebe.
Polvere
La polvere presente in ambiente domestico è
un materiale estremamente secco, per cui la
crescita microbica avviene con difficoltà,
nonostante presenti un pH quasi ottimale per
i microrganismi. Tra i batteri dominanti vi
sono Bacillus, Staphylococcus, Paenibacillus
e parecchi actinomiceti. Anche i funghi
possono crescere nella polvere, dalla quale
ricavano nutrienti necessari per la loro
crescita, tra i quali predominano
Penicillium, Cladosporium, Alternaria,
Aureobasidium ed Eurotium. Gli acari che
maggiormente si ritrovano nella polvere
domestica appartengono alle specie
Dermatophagoides pteronyssinus,
Dermatophagoides farinae Dermatophagoides
microceras e prediligono il cosiddetto
sistema letto. Altre specie sono
rappresentate da Lepidoglyphus destructor,
Tyrophagus putrescentiae.
Elementi
strutturali (pareti, pavimenti, soffitti)
Questi elementi consentono la crescita di
vari microrganismi (funghi, batteri) per la
presenza di alcuni materiali (particolari
colle, vernici, legnami) utilizzati in fase
di costruzione, oltre che per accumulo di
polvere e di umidità.
Arredi
(mobilio, tappezzerie)
Soprattutto in condizioni di cattiva
gestione, pulizia e manutenzione il mobilio
e la tappezzeria possono fungere da serbatoi
per funghi, acari della polvere che
contribuiscono alla produzione/escrezione di
vari allergeni. Tra le varie specie si può
ricordare Lepidoglyphus destructor che può
essere presente nei divani e tappezzeria in
genere.
Impianti di
condizionamento d’aria, umidificatori,
deumidificatori, purificatori
Negli ambienti climatizzati possono essere
presenti microrganismi capaci di indurre
patologie di tipo infettivo e allergico.
Responsabili delle prime è ad esempio
Legionella pneumophila, in grado di crescere
nelle parti dove ristagna acqua di condensa,
di solito in corrispondenza delle batterie.
In queste stesse parti si possono formare
colonie di miceti (es: Fusarium, Phialophora
spp). Anche la superficie delle griglie di
immissione ed emissione dell’aria e quella
dei filtri e delle tubature sono
microambienti che, se umidi, possono
diventare luoghi adatti per la crescita di
funghi (es: Penicillium, Acremonium,
Aspergillus). Gli umidificatori possono
essere contaminati da parassiti, tra cui
alcune amebe (Naegleria gruberi,
Acanthoamoeba). Condizionatori e
umidificatori possono anche essere
contaminati da batteri (es: Staphylococcus
aureus, Streptococcus pneumoniae,
Micrococcus, Pseudomonas aeruginosa,
Haemophilus, Proteus...).
Indumenti/calzature
Gli occupanti di un edificio adibito ad uso
domestico allorché si recano in ambiente
esterno possono trasportare nell’indoor
microrganismi di vario tipo che aderiscono a
indumenti e calzature.
Derrate
alimentari
Gli alimenti possono essere responsabili
delle cosiddette malattie di origine
alimentare, termine con il quale viene
indicata dall’Organizzazione Mondiale della
Sanità (OMS) qualsiasi malattia di natura
infettiva o tossica causata o che si suppone
causata da consumo di cibo o acqua. Le
derrate alimentari, soprattutto se mal
conservate, sono responsabili sia di
tossinfezioni determinate da tossine
prodotte nel tratto gastrointestinale da
microrganismi ingeriti con i cibi (es:
Clostridium perfringens, Vibrio cholerae),
che di intossicazioni dovute a sostanze
tossiche o tossine elaborate dai
microrganismi negli alimenti che vengono
ingeriti, senza che necessariamente venga
assunto anche il patogeno (es: Clostridium
botulinum, Bacillus cereus). Fanno parte
delle malattie di origine alimentare anche
le infezioni causate dall’ingestione di cibi
contaminati da microrganismi capaci di
invadere e moltiplicarsi all’interno
dell’ospite (es: Salmonella spp., Lysteria
monocytogenes). Le derrate alimentari
possono anche essere infestate da acari di
diversa specie tra cui Dermatophagoides
farinae presente nella farina, così come
dagli acari della famiglia Acaridae presenti
in molte derrate alimentari e da specie di
altra famiglia quale Lepidoglyphus
destructor presente nei cereali, salumi,
frutta secca.
Effetti sulla salute
L’esposizione ad agenti biologici e più
in generale ai biocontaminanti può
determinare tre tipi di effetti diversi
sulla salute umana: infettivo, tossico e
allergico.
Patologie di tipo infettivo
Non sempre la presenza di un microrganismo
in un individuo determina una malattia: la
risposta varia in base al rapporto che si
crea tra l’aggressività del patogeno e le
capacità di difesa (naturali o indotte)
dell’ospite. Il processo che va
dall’infezione alla malattia include infatti
varie fasi: il patogeno deve venire a
contatto con l’ospite, penetrarvi e
moltiplicarsi, eludere i meccanismi di
difesa, invadere uno specifico tessuto e
infine provocare il danno. In generale i
virus danneggiano le cellule dell’ospite
(effetto citopatico) attraverso l’inibizione
dei meccanismi di difesa di quest’ultimo; la
crescita dei batteri, dei funghi e dei
protozoi, accompagnata o meno
dall’elaborazione di tossine, è in grado di
compromettere la funzionalità dei tessuti e
provocare malattia.
In ambiente domestico predominano le
malattie infettive trasmesse per via aerea.
Patologie di tipo tossico
Per tossina si intende una sostanza prodotta
da un organismo animale, vegetale o
microbico che è dannosa per la salute.
Le tossine batteriche si suddividono in
tossine di natura proteica (esotossine) e
nel lipopolisaccaride batterico
(endotossina).
Le esotossine comprendono genericamente
tutte le sostanze proteiche termolabili
rilasciate nell’ambiente circostante da un
microrganismo in crescita che siano letali o
tossiche per un organismo animale o
vegetale.
Esse vengono prodotte sia dai batteri
Gram-positivi che dai Gram-negativi e sono
caratterizzate dalla specificità degli
effetti dannosi, tipici di ciascuna
esotossina, e dall’intensità dell’azione
tossica che risulta essere molto elevata
anche a bassa concentrazione.
Dal punto di vista medico le principali
tossine proteiche prodotte da batteri
agiscono a diversi livelli producendo
manifestazioni tossiche diversificate in
funzione dell’organo bersaglio principale.
Gli effetti delle esotossine sui tessuti
possono essere classificati, in base al sito
d’azione come: enterotossine (disturbi
intestinali come per la t. colerica),
neurotossine (agiscono sulla trasmissione
degli impulsi nervosi, come per la t.
tetanica e botulinica), citotossiche
(distruzione delle cellule, come la t.
difterica), pirogene (stimolano il rilascio
di citochine con conseguente comparsa di
febbre e shock, come per la t. prodotta da
Staphylococcus aureus).
Esse sono efficaci nell’evocare la risposta
anticorpale, infatti per alcune esotossine
sono disponibili antigeni utilizzati per la
vaccinazione (ad es. difterite, tetano,
pertosse).
Il liposaccaride batterico, presente
nella membrana esterna dei batteri
Gram-negativi, ha una porzione glicolipidica
(lipide A) che rappresenta l’endotossina
vera e propria.
L’endotossina è rilasciata alla morte del
batterio ed è estremamente resistente al
calore e agli agenti fisici; per questo
motivo sono frequenti contaminanti
ambientali.
Il rilascio di elevate quantità di
endotossine nel corpo umano può indurre
risposte infiammatorie acute sistemiche,
capaci di causare malattie gravi e/o la
morte.
Data la loro incapacità a evocare gli
anticorpi protettivi, è molto difficile
ottenere un’immunità efficace contro le
endotossine.
Le micotossine sono molecole prodotte da
funghi, tossiche per gli animali e per gli
esseri umani.
Endotossine pirogene ed esotossine sono
presenti e secrete come metaboliti secondari
nelle cellule fungine, con effetti
diversificati a seconda del substrato.
Alcune micotossine, quale l’aflatossina
prodotta da Aspergillus fumigatus e
parasiticus, sono potenti cancerogeni.
Molte micotossine sono immunotossiche.
Grande attenzione è stata rivolta a
micotossine (tricotecene, tricodermina,
sterigmatocistina, satratossina G) prodotte
da Stachybotrys chartarum e Aspergillus
versicolor, presenti in materiali e polvere
di edifici con problemi di umidità o acqua.
Non è tuttavia noto se i livelli di
micotossine che possono aerosolizzare negli
edifici mediante l’umidità son
sufficientemente alti da causare danni alla
salute umana.
Patologie di tipo allergico
Gli allergeni possono indurre manifestazioni
di diversa entità in soggetti suscettibili
in ambito domestico (ambienti di vita).
Gli allergeni possono agire sulle persone
attraverso diverse modalità e meccanismi
fisio-patologici determinando patologie a
carico di vari organi e tessuti.
In particolare gli allergeni possono
determinare patologie a carico dell’apparato
respiratorio (asma, rinite, alveolite),
cutaneo (orticaria, eczema, dermatite),
oculare (congiuntivite), sistemico
(anafilassi).
La manifestazione e l’entità delle diverse
patologie sono multifattoriali comprendendo
la suscettibilità, la sensibilizzazione e lo
stato immunitario individuale, la durata e
la frequenza delle esposizioni, le
condizioni climatiche e microclimatiche.
Così l’asma ha tra le sue manifestazioni
respiro corto, tosse con possibilità di
evolvere in crisi asmatiche;
la rinite annovera tra le sue manifestazioni
salve di starnuti, ostruzione nasale;
l’alveolite ha manifestazioni quali crisi
dispnoiche, tosse persistente;
manifestazioni cutanee possono essere
rappresentate da infiammazione, gonfiore,
rossore, prurito, vesciche; orticaria può
manifestarsi con rigonfiamenti, prurito;
eczema con secchezza della cute, prurito;
dermatite con macchie e vescicole, prurito.
A livello oculare possono manifestarsi
congiuntivite con prurito, lacrimazione,
irritazioni, fotofobia. L’esordio più grave
è rappresentato dallo shock anafilattico che
rappresenta una reazione sistemica grave
potendo evolvere in collasso e, seppur
raramente, esitare in decesso
dell’individuo.
L’entità e la gravità della patologia
allergica è il risultato di numerosi
fattori, tra cui la suscettibilità
individuale, il numero di contatti che il
singolo individuo ha avuto con l’allergene o
gli allergeni, concomitanti allergie, stato
immunitario dell’individuo, entità di
allergene, durata dell’esposizione,
condizioni ambientali.
Così l’importanza del numero di contatti con
gli allergeni risulta esplicativo nel caso
di allergia al veleno di imenotteri laddove,
a seguito di una prima puntura l’individuo
può manifestare una reazione locale o estesa
nella sede della puntura, così come reazioni
sistemiche fino ad anafilassi anche letale.
Proprio il manifestarsi di reazioni
sistemiche ad una prima puntura di
imenotteri può rendere l’individuo più a
rischio di shock anafilattico a seguito di
una successiva puntura.
Come avviene
la trasmissione degli agenti biologici
all’uomo
La trasmissione
include qualunque meccanismo attraverso cui
un agente infettivo viene diffuso da una
sorgente all’ambiente o a un altro essere
animato.
Trasmissione diretta
1.
Contatto diretto tra esseri animati
(accarezzare un animale...)
2.
Droplet: proiezione diretta (entro 1
metro) di goccioline, generate mediante lo
starnuto, la tosse, il parlare..., nella
congiuntiva dell’occhio o nelle membrane
mucose di naso e bocca.
Trasmissione
indiretta
1.
Attraverso un veicolo:
§
Contatto indiretto attraverso materiali o
oggetti d’uso contaminati che permettono la
sopravvivenza dell’agente (fazzoletti,
lenzuola, pentolame o posateria,...)
§
Sostanza che mantiene in vita l’agente fino
a quando è ingerito o viene inoculato
nell’ospite (acqua, alimenti,...)
2.
Attraverso un vettore:
§
Meccanica: semplice trasporto meccanico da
parte di un insetto (senza moltiplicazione o
sviluppo del microrganismo)
§
Biologica: il microrganismo deve
moltiplicarsi e/o svilupparsi prima che
l’artropode possa trasmettere all’uomo la
forma infettiva dell’agente, attraverso la
saliva durante una morsicatura, attraverso
il rigurgito o per deposizione sulla cute di
feci o altro materiale in grado di penetrare
successivamente attraverso la ferita del
morso o un’area traumatizzata per
sfregamento (es: zanzara, zecca, pulce,
roditore).
Trasmissione
attraverso l’aria
Disseminazione di aerosol microbici verso
un’adatta porta di ingresso, rappresentata
di solito dal tratto respiratorio. Gli
aerosol microbici sono sospensioni aeree di
particelle costituite parzialmente o
interamente da microrganismi, possono
rimanere sospesi in aria per lunghi periodi
di tempo perdendo o conservando la capacità
o la virulenza infettiva. Particelle della
grandezza di 1-5 micron sono facilmente
inalate negli alveoli prima che si
depositano.
§ Droplet
nuclei: piccoli residui risultanti
dall’evaporazione di liquido emesso in forma
di goccioline da un ospite infetto.
§
Polvere: piccole particelle di varia
grandezza che possono provenire da abiti,
letti, pavimenti contaminati o terreno (ad
es. le spore fungine che il vento o
l’agitazione meccanica sollevano dal terreno
asciutto).
Come avviene l’esposizione agli
allergeni
Esposizione diretta
Il contatto con animali quali gatto e cane,
contatto con gli acari ma anche il contatto
con le loro deiezioni, escrezioni, tessuti.
Pelo, derivati dermici, saliva, urine,
rappresentano fonti di esposizione che a
seguito di contatto possono determinare
reazioni allergiche
Esposizione indiretta
La puntura di insetti quali imenotteri,
morsi di altri animali. Il veleno di alcuni
insetti tra cui api, vespe, calabroni,
possono indurre effetti allergizzanti in
individui suscettibili; anche la saliva di
animali può essere il veicolo attraverso cui
si può avere esposizione ad allergeni
Esposizione attraverso inalazione
L’inalazione di acari, di pollini. Sia il
corpo interno dell’acaro che sue parti e/o
deiezioni possono determinare effetti
allergici
Esposizione attraverso ingestione
Derrate alimentari contaminate da acari o da
allergeni di altra natura possono indurre
nei soggetti suscettibili sintomatologia
allergica.
Misure di
prevenzione
In ambiente
domestico la presenza di contaminanti di
origine biologica (nella polvere, negli
aerosol) può essere controllata adottando
specifici comportamenti e pianificando
periodici programmi di manutenzione delle
fonti inquinanti o potenzialmente
inquinanti.
Le principali misure di prevenzione devono
essere adottate sia in fase di costruzione
degli edifici (utilizzo di materiali idonei)
che da parte degli occupanti, responsabili
della gestione dell’acqua, del
riscaldamento, del sistema di ventilazione,
dell’igiene personale e dell’ambiente.
Fattori
importanti da controllare e monitorare sono:
Umidità
Un eccesso di umidità favorisce la crescita
di muffe, funghi e batteri.
Negli ambienti indoor l’atmosfera umida crea
un ambiente poco salubre: per questo è
indispensabile provvedere ad arieggiare
l’ambiente, o, se le temperature esterne non
lo permettono, a cercare di ridurre
l’umidità con apparecchi deumidificatori.
L’umidità può inoltre derivare dal terreno
circostante e/o dalle condizioni
metereologiche esterne che per capillarità e
per permeabilità delle mura penetra
all’interno dell’abitazione. In questo caso
bisogna fare attenzione ai materiali
utilizzati per la costruzione degli edifici
e comunque prevedere dei sistemi di
condizionamento che possano mantenere una
percentuale d’umidità compresa tra il 40% e
il 60%. Un'abitazione con un livello di
umidità relativa troppo basso darà rischi di
affezioni respiratorie, secchezza delle
mucose del naso e degli occhi, problemi del
sonno, problemi di elettricità statica
(piccole scosse elettriche strofinando certi
tessuti).
Un'abitazione con un livello di umidità
relativa troppo alta, situazione tipica che
si verifica nei periodi piovosi, provoca
proliferazione di microorganismi e muffe,
genera minore capacità di termoisolamento
nelle strutture e negli ambienti, l'aria
stessa è percepita come meno confortevole e
vi possono essere più facilmente fenomeni di
condensazione con conseguenti possibili
ossidazioni ed deterioramenti.
Inoltre, per evitare che si possano formare
corrosioni o habitat particolarmente umidi
che possano favorire la crescita e
sopravvivenza di funghi e batteri, è
auspicabile effettuare periodicamente
un’idonea manutenzione degli edifici e di
tutti gli impianti presenti e intervenire
immediatamente nel caso si verifichino
danneggiamenti evidenti di struttura e di
apparecchiature.
Areazione
Una situazione di scarso ricambio dell’aria
può favorire il ristagno di agenti biologici
dannosi. L’uomo attraverso l’atto del
parlare, cantare, starnutire etc. rilascia
nell’ambiente una quantità più o meno grande
di gocce e goccioline di diametro variabile
sotto forma di aerosol, che può diffondere
alcuni microrganismi.
L’areazione periodica degli ambienti
confinati rappresenta l’unica misura idonea
in grado di evitare un accumulo di aerosol
potenzialmente contaminato e ridurre il
rischio di infezione nell’uomo. Questa può
avvenire tradizionalmente con i ricambi di
aria con l’esterno oppure attraverso
l’utilizzo di
condizionatori/deumidificatori. I rischi
legati all'uso di queste apparecchiature
sono dovuti ad un uso improprio e a una
scarsa pulizia e manutenzione. Tutti gli
elementi costituenti i condizionatori
possono essere fonte d’inquinamento, sia
come sito di crescita e moltiplicazione dei
contaminanti biologici, sia come trasporto e
disseminazione degli stessi. Infatti nei
filtri e nei condotti degli apparecchi
possono annidarsi acari, polveri, muffe,
allergeni batterici o di origine animale,
responsabili di numerose allergie e problemi
respiratori.
E’ quindi importante seguire alcuni
accorgimenti per evitare problemi di
malfunzionamento:
1.
prima di posizionare il condizionatore
accertarsi che la parte esterna non sia
collocata su una strada trafficata o vicina
ad una raccolta di rifiuti;
2.
fare una manutenzione periodica dei
filtri;
3.
accertarsi che non ci sia una
eccessiva umidità in modo da non
sovraccaricare il condizionatore;
4.
coordinare la disposizione del sistema
di illuminazione e di altre attrezzature nel
soffitto, per fornire un libero accesso
durante il controllo e la manutenzione dei
filtri del sistema di ventilazione e
condizionamento e altri componenti.
Bisogna tener
presente che nei casi di allergia dovuta ai
pollini l’areazione delle abitazioni può
rappresentare una modalità attraverso la
quale tali allergeni possono, dall’ambiente
esterno, entrare nelle case e contribuire
quindi ad un aumento della presenza dei
pollini indoor. Per tale motivo converrebbe
non arieggiare nelle ore più calde ma
effettuarla nelle ore notturne.
Polverosità
La polvere può veicolare alcuni organismi,
microrganismi, scaglie di origine biologica
(vegetale, animale, microbica) e, se non
adeguatamente rimossa, può accumularsi e
favorire la sopravvivenza di particolato
biologico.
La migliore prevenzione per evitare un
accumulo di polvere nelle abitazioni è
rispettare un’adeguata igiene personale e
dell’ambiente.
In condizioni normali la pelle rappresenta
già una barriera naturale all’aggressione
dei germi e non richiede particolari
precauzioni. In caso di ferite, escoriazioni
e tagli, la protezione della cute può venire
meno e i microrganismi presenti sulla pelle
o portati dall’esterno possono dare origine
a infezioni. In tal caso è necessario un
lavaggio accurato della parte lesa ed
eventualmente l’utilizzo di un disinfettante
qualora la ferita sia particolarmente
estesa.
Una pulizia frequente e un buon lavaggio con
normali prodotti detergenti è tutto ciò che
serve per mantenere l'ambiente domestico
sotto controllo. Una drastica diminuzione
della carica batterica ambientale può però
rendersi necessaria quando in casa vi sono
persone particolarmente suscettibili al
rischio di infezioni, come i malati con
compromissione delle difese immunitarie per
un trattamento corticosteroideo protratto o
perché affetti da AIDS o pazienti in dialisi
domiciliare. In questi casi, si può ridurre
la carica microbica di pavimenti, servizi
igienici e arredi lavandoli con una
soluzione di ipoclorito di sodio, la
comunissima ed economica varechina in
ragione di 30 ml per litro di acqua, avendo
solo l'avvertenza di non usarla su superfici
metalliche perché le corrode e neppure
insieme ad acidi o prodotti che li
contengono (ad esempio i disincrostanti per
i water) perché sviluppa vapori tossici.
Animali
domestici
Fonte di inquinamento ambientale di origine
biologica.
La prima regola da seguire quando si sceglie
di avere un animale da compagnia in casa è
quella di accudirlo nel modo migliore e
mantenerlo in buona salute. Gli animali
infatti possono veicolare microrganismi che
causano malattie nell’uomo, che sono
definite zoonosi. Inoltre, in alcuni
soggetti particolarmente suscettibili, la
presenza di un animale in casa può essere
causa di allergie respiratorie. Il rischio
infettivo e allergico per l’uomo, sebbene
basso, può essere ridotto seguendo alcune
regole:
§ Nella
scelta di un animale da compagnia escludere
gli animali selvatici o esotici, che
potrebbero essere portatori di malattie di
difficile identificazione.
§
Sottoporli ai cicli vaccinali previsti e
portarli dal veterinario periodicamente per
visite di controllo.
§
Eliminare i parassiti (pulci, zecche)
dall'animale domestico con gli appositi
prodotti. E' consigliabile utilizzare gli
spray, oltre che sull'animale, anche su
tappeti e moquette.
§ Lavare
quotidianamente con acqua molto calda le
ciotole del cibo e le vaschette per l'acqua.
Sostituire spesso la sabbia delle lettiere e
allontanare gli escrementi. Pulire di
frequente e a fondo canili, cucce, gabbie.
§ È
antigienico baciare gli animali o lasciarsi
leccare, specie sul viso, o portare le mani
alla bocca dopo averli toccati. Abituare
soprattutto i bambini a rispettare queste
regole.
§ In caso
di morso di animale conosciuto o randagio
rivolgersi subito al medico per le cure del
caso e isolare, se possibile, l'animale per
sottoporlo al controllo del veterinario.
Disinfettare con cura i graffi di gatto e le
beccate di uccello, perché possono essere
veicolo di alcune malattie.
§ Lavare
spesso le mani, soprattutto ai bambini che
giocano con la terra e possono portarsi alla
bocca le mani sporche.
§ Lavare
accuratamente la frutta e la verdura perché
possono essere inquinate da urine e feci di
animali infetti.
§ Non
mangiare carne cruda. Nutrire sempre gli
animali con carne ben cotta.
Nel caso di
allergeni derivanti da artropodi tali misure
preventive possono essere valide. Nel caso
in cui siano implicati allergeni derivati da
altri animali quali cani, gatti, roditori la
migliore prevenzione è rappresentata
dall’allontanamento dell’animale oppure in
alternativa attuare una accurata igiene
dell’animale e del luogo che l’animale
frequenta abitualmente, limitare e/o ridurre
i contatti con il soggetto allergico e, se
possibile, posizionare la cuccia
dell’animale al di fuori della casa.
Arredo/pavimenti/mura domestiche
La tappezzeria e tutti i materiali di
costruzione e arredo (materassi, cuscini,
divani, poltrone, tappeti, moquette,
tendaggi, pavimenti etc.) sono i luoghi dove
si annida più facilmente la maggior parte
dei contaminanti biologici. Per ridurre il
rischio biologico derivante dagli arredi
presenti in casa e dai materiali utilizzati
per la costruzione delle abitazioni vengono
di seguito elencati alcuni utili
accorgimenti:
§
Minimizzare la quantità di materiale tessile
all’interno degli edifici.
§
Accertarsi che sia la moquette che la
tappezzeria in generale possano essere
pulite facilmente.
§ Pulire
regolarmente tutti i tipi di tappezzeria per
impedire l’accumulo delle sostanze
inquinanti.
§
Ripulire e asciugare immediatamente i
liquidi rovesciati sui vari tipi di
tappezzerie/moquette per evitare l’insorgere
della muffa.
§ Per
ridurre la carica allergenica all’interno
delle abitazioni, utilizzare coprimaterassi
e copricuscini, fabbricati in opportuni
materiali in grado di impedire il passaggio
degli acari dal materasso.
§
Verificare che la moquette sia prodotta in
modo tale da impedire la penetrazione di
liquidi allo strato inferiore dove l'umidità
può provocare lo sviluppo della muffa.
§ Non
installare la moquette vicino a sorgenti
d’acqua come lavandini, docce e altri luoghi
dove potrebbe insorgere umidità.
§
Prevedere interventi di manutenzione delle
pareti, delle pavimentazioni etc. ogni
qualvolta si verifichi comparsa di umidità
§
Favorire la ventilazione e il ricambio di
aria.
§ Non
asciugare indumenti e biancheria all’interno
di ambienti già umidi.
§
Eliminare i difetti di isolamento
dell’abitazione con particolare attenzione
alle infiltrazioni d’acqua.
§ Lavare
regolarmente con candeggina le tende della
doccia, i lavandini, la vasca e le pareti di
bagno e cucina.
§
Utilizzare i depuratori di aria muniti di
filtri adeguati, che possono essere efficaci
nel rimuovere le spore fungine.
§ Porre i
mobili a distanza dalle pareti, in modo da
permettere all’aria di circolare.
§
Eliminare le macchie di muffa dalle pareti
lavando con candeggina o fungicidi e solo in
seguito imbiancare.
§
Effettuare una regolare pulizia e
manutenzione dei condizionatori.
§ In caso
di uso di umidificatori operare nel modo
indicato dal produttore e soprattutto
effettuare una frequente pulizia e la
sostituzione giornaliera dell’acqua
utilizzata.
§ Pulire
accuratamente l’ambiente: lavare con acqua
calda o vapore le superfici.
§ Pulire
accuratamente e soprattutto asciugare
tappeti, moquette e materiali che possono
trattenere umidità.
§
Apportare manutenzioni di controllo e
pulizie periodiche dei sistemi di
ventilazione, deumidificazione e
condizionamento.
§ In
bagno attivare la ventola aspirante o aprire
la finestra.
§
Asciugare immediatamente tutto il materiale
umido.
§ Pulire
regolarmente le guarnizioni dei frigoriferi,
vuotare e pulire frequentemente le vaschette
dell’acqua nei frigoriferi autosbrinanti.
§
Limitare il numero delle piante ornamentali
(le muffe possono essere aerodisperse quando
le piante sono rinvasate, spostate o
innaffiate, e comunque aumentano l’umidità
ambientale).
Va inoltre
sottolineata l’importanza di conoscere la
propria suscettibilità nei confronti di
determinati allergeni. La consapevolezza
permette infatti al singolo individuo di
poter adottare misure di prevenzione
finalizzate ad evitare in molti casi il
contatto con il singolo allergene e, laddove
possibile ridurre l’esposizione a livelli
più bassi possibili. Infine, è opportuno che
i soggetti consapevoli della propria
allergia abbiano sempre a disposizione i
farmaci da utilizzare.
Fogli di
approfondimento
In questa sezione
sono riportati alcuni Fogli di
approfondimento sui principali agenti legati
al rischio biologico e allergologico in
ambito domestico. Le voci sotto elencate
raggruppano più agenti, per ciascuno dei
quali viene data una breve descrizione di
carattere generale, indicazioni su dove si
trovano, come si trasmettono all’uomo (per
virus, batteri e biocontaminanti), come
l’uomo è esposto (per allergeni), come
prevenire e controllare l’infezione e/o la
malattia, come prevenire e controllare le
allergie.
Link al sito
Ispesl.it:
§
Batteri
§
Virus
§
Biocontaminanti
§
Allergeni di origine animale
§
Allergeni di origine vegetale
Fonte:
http://www.ispesl.it/
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