PIANO di CONTROLLO e MANUTENZIONE delle ATTREZZATURE DI LAVORO

linee guida per la manutenzione Macchine

In generale tutte le attrezzature e gli impianti devono essere soggetti a  controlli e manutenzione secondo programmi stabiliti dal datore di lavoro  (vedi es. artt. 64, 71, 80, 86 del D.Lgs. 81/2008) e queste attività devono essere esplicitate nel documento di valutazione dei rischi (DVR)  o in altra documentazione a cui comunque  il DVR dovrà far riferimento, al fine di esercitare una corretta gestione dei rischi derivanti dall’uso delle attrezzature stesse.
 
 
In particolare:
 
- le attrezzature di cui all’allegato VII (es. apparecchi di sollevamento,  piattaforme   di   lavoro PLE, impianti  a pressione, idroestrattori ecc.) e
- gli impianti elettrici,  gli impianti contro le scariche atmosferiche  
 
sono da sottoporre a diversi  tipi di intervento  al fine di garantirne lo stato di sicurezza  e  che il decreto legislativo 81/2008  divide in :
 
- verifiche  periodiche  che hanno carattere cogente e vengono svolte solo dai soggetti abilitati , con periodicità definita (artt. 71 e 86 D.Lgs. 81/08);
 
-  controlli  che devono essere eseguiti laddove previsti dalle norme di buona tecnica e   su tutte   
   quelle attrezzature e gli impianti che, nel corso del tempo possono, per guasti o deterioramento,
   riparazioni,  inattività prolungata e fenomeni naturali, essere  pericolosi per i lavoratori.
   Anche i controlli richiesti hanno lo scopo di garantire la necessaria efficacia ed efficienza  dei   sistemi di sicurezza  (artt.  71 e 86 D.Lgs. 81/08);
 
- manutenzione  intesa come  combinazione di tutte le azioni tecniche, amministrative e    gestionali, previste durante il ciclo di vita di un'entità, destinate a  mantenerla o riportarla in uno
   stato in cui possa eseguire la funzione richiesta (artt. 71 e 80 D.Lgs. 81/08).
 
E’ in capo al datore di lavoro la gestione  delle verifiche, dei  controlli e della manutenzione :
 
per le verifiche periodiche, mettendo in atto i meccanismi di denuncia e di richiesta di verifica agli enti competenti (secondo le modalità di cui agli artt. 71 e 86 del D.Lgs. 81/2008); 
per i controlli, in autonomia tenendo conto delle indicazione fornite dai  fabbricanti, dalle    norme di buona pratica e dalla valutazione dei rischi  o desumibili da  codici di buone prassi, ma dei quali deve comunque rendere ragione agli organi di sorveglianza; 
 
 
 
per la manutenzione, in autonomia  implementando  quella  funzione aziendale alla  quale  sono  demandati  l'insieme  dei lavori di  riparazione e revisione  necessari  ad assicurare il funzionamento  regolare  e il  buono  stato  di  conservazione degli  impianti produttivi, dei servizi e delle attrezzature di stabilimento anche per quanto riguarda i requisiti di resistenza e idoneità a fini di  sicurezza. 
Strumenti per eseguire i controlli possono essere check-list opportunamente predisposte (laddove non già  fornite dal fabbricante dell’attrezzatura) da utilizzare con cadenze prefissate.
I controlli possono essere propedeutici ad interventi di manutenzione.
 
La manutenzione può essere:
- manutenzione a guasto o “ad evento”   (BM: Breakdown Maintenance):  la manutenzione "ad evento" interviene in seguito alla segnalazione di un malfunzionamento del macchinario o ad un evento ben più grave col conseguente arresto dello stesso;
- manutenzione periodica o preventiva  (TBM: Time Based Maintenance):  la manutenzione "preventiva" o "calendariale" individua i componenti critici di un macchinario e secondo uno scadenzario si provvede a sostituire parti o componenti indipendentemente dalle loro condizioni;
- manutenzione predittiva  (CBM: Condition Based Maintenance): la manutenzione "predittiva", per mezzo di misure ed analisi effettuate sul macchinario, intende determinarne col massimo grado di affidabilità possibile le reali condizioni di funzionamento sia globali sia dei singoli componenti.
Sta al datore di lavoro scegliere la strategia manutentiva più adeguata  in relazione alla propria capacità organizzativa e alla politica aziendale al fine di minimizzare l’onere globale della manutenzione pur mantenendo alto il livello di efficacia.
Gli interventi di  controllo e di  manutenzione devono essere registrati così come occorre avere evidenza delle verifiche eseguite dal soggetto  abilitato
 
Al fine di rendere più comprensibile quanto sopra scritto, si fa un  semplice esempio prendendo come termine di paragone la nostra automobile sulla quale, di fatto, applichiamo quanto precisato, assimilando a:
-  verifiche periodiche  gli interventi esercitati dal’autofficina autorizzata ad eseguire i collaudo biennali;
- controlli quelle azioni esercitate da noi stessi con le quali verifichiamo, ad esempio, il livello dei liquidi, lo stato dei pneumatici ecc.;
- manutenzione quelle azioni che facciamo eseguire all’autoriparatore di fiducia per controlli più approfonditi o a seguito di guasti o dei controlli da noi eseguiti e che hanno evidenziato delle criticità.
 
 
 
CONTENUTO DELLA LINEA GUIDA:
FASE 1: COSA SOTTOPORRE A CONTROLLO E MANUTENZIONE
FASE 2: COME EFFETTUARE I CONTROLLI E LE MANUTENZIONI
FASE 3: CHI EFFETTUA I CONTROLLI E LE MANUTENZIONI
FASE 4: IL PIANO DI CONTROLLO E MANUTENZIONE
DOCUMENTO 1: SCHEDA DI CONTROLLO E MANUTENZIONE MACCHINA
DOCUMENTO 2: CHECK LIST
Allegato I: PIANO DI CONTROLLO E MANUTENZIONE
Allegato II: SCHEDA DI CONTROLLO E MANUTENZIONE MACCHINA
Allegato III: CHECK LIST
Fonte: Ats Bergamo


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