Nuove Linee Guida dal Ministero calcolo dei valori di campo elettromagnetico generato telefonia Mobile

Nuove Linee Guida 2016  dal Ministero

In vigore dal 27 ottobre le novità nel calcolo dei valori di campo elettromagnetico generato dagli impianti di telefonia mobile e assimilabili: verrà considerato il grado di assorbimento da parte delle pareti degli edifici.
Il 27 ottobre scorso sono entrate in vigore le nuove Linee guida, approvate con Decreto del 5 ottobre 2016 del Ministero dell’Ambiente, per calcolare gli impatti elettromagnetici determinati dagli impianti di telecomunicazione.  Le Linee guida definiscono i fattori di assorbimento del campo elettromagnetico da parte delle pareti degli edifici e che vanno considerati per la determinazione dei valori del campo all’interno degli edifici stessi.
Le Linee guida sono state predisposte dal sistema Ispra/Arpa/Appa, e danno attuazione a quanto disposto dal Decreto legge n. 179 del 18 ottobre 2012 (il cosiddetto Decreto Sviluppo, convertito in Legge n. 221/2012), che, tra le misure urgenti per la crescita del Paese, individuava all’articolo 14 gli “Interventi per la diffusione delle tecnologie digitali”.

Cosa stabiliscono le nuove Linee Guida di cui al DM 5 ottobre 2016
Le nuove Linee Guida definiscono i valori di assorbimento delle pareti degli edifici, ai fini della misura previsionale e della valutazione dell’impatto elettromagnetico all’interno degli edifici.
Finora le valutazioni di impatto elettromagnetico venivano fatte considerando i limiti di esposizione sulla superficie esterna dell’edificio, da qui in avanti le valutazioni verranno fatte considerando l’interno degli edifici e per questo i gestori potranno utilizzare i valori di assorbimento determinati dalla “schermatura” delle pareti.
I parametri costituiscono quindi fattori di riduzione che i gestori possono applicare per determinare i valori di campo elettromagnetico all’interno degli edifici.
I fattori di riduzione previsti sono:
6 dB (equivale a calcolare gli impatti solo sul 25% della potenza utilizzata): per gli edifici che presentano pareti e coperture senza finestre, per valutare le emissioni di impianti con frequenze superiori a 400 MHz (ad esempio telefonia mobile, wi-fi, Wi-Max, digitale terrestre…).
3 dB (equivale a calcolare gli impatti solo sul 50% della potenza utilizzata): per gli edifici che presentano pareti e coperture senza finestre, per valutare le emissioni di impianti con frequenze inferiori a 400 MHz (ad esempio radio FM).
0 dB (assenza di riduzione): pareti e coperture con finestre o altre aperture di analoga natura, indipendentemente dalla frequenza degli impianti.
ATTENZIONE: anche in questo caso, è comunque concessa al gestore la possibilità di utilizzare un fattore di attenuazione, a scelto nell’intervallo tra 0 e 3 dB, dandone una motivata giustificazione tecnica!Potenziali conseguenze:
I gestori possono applicare 2 fattori di riduzione nei calcoli previsionali dell’impatto elettromagnetico:
il fattore α24h
il fattore di assorbimento (tra 0 e 6 db)L’introduzione dei fattori di attenuazione dovuti all’assorbimento significa che, tenendo conto anche dell’applicazione della media sulle 24 ore attraverso i fattori di riduzione α24h, i valori riscontrabili all’interno degli edifici possono di fatto superare, per determinati intervalli, il limite dei 6 V/m.
Altra conseguenza è la possibilità di prevedere progetti di impianto con emissioni alla superficie esterna degli edifici, decisamente superiori a quelli precedenti, con conseguenti valori di impatto elettromagnetico su pertinenze esterne frequentabili come ad esempio balconi e terrazze.


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