Il TU 81/2008 con le modifiche del D.lgs 39/2016 Titolo IX Rischio chimico

Il D.lgs 39/2016 entrato in vigore il 29 marzo 2016, modifica così il Testo Unico Sicurezza 

Il Governo adegua la normativa nazionale alla disciplina europea sulla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori esposti ad agenti chimici, in attuazione della Direttiva 2014/27/UE relativa alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele. Il decreto n. 39/2016 entra in vigore il 29 marzo 2016 e modifica le seguenti leggi:

D. Lgs. n. 81/08 (Testo unico di sicurezza sul lavoro);
D. Lgs. n. 151/01 (Testo unico in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità);
Legge n. 977/67 (Tutela del lavoro dei bambini e degli adolescenti).

Riguardo al primo punto, il decreto principalmente aggiorna i riferimenti normativi, apporta modifiche di natura terminologica (ad esempio, la locuzione “preparati pericolosi" è sostituita da “miscele pericolose" e “preparati chimici" da “miscele chimiche"), modifica alcune indicazioni relative alla segnaletica nei luoghi di lavoro (ad esempio, all’allegato XXV il cartello di avvertimento “sostanze nocive o irritanti" è soppresso e confluisce in “pericolo generico") ecc.

Da sottolineare che il testo contiene una nuova definizione di “agente cancerogeno" e di “agente mutageno":

a) agente cancerogeno:

1) una sostanza o miscela che corrisponde ai criteri di classificazione come sostanza cancerogena di categoria 1 A o 1 B di cui all'allegato I del regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio;

2) una sostanza, miscela o procedimento menzionati all'allegato XLII del presente decreto, nonché sostanza o miscela liberate nel corso di un processo e menzionate nello stesso allegato;

b) agente mutageno: una sostanza o miscela corrispondente ai criteri di classificazione come agente mutageno di cellule germinali categoria 1 A o 1 B di cui all'allegato I del regolamento (CE) n. 1272/2008.

Quanto agli altri due provvedimenti modificati, le novità riguardano le definizioni e classificazioni aggiornate di agenti chimici e biologici.

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MAGGIORI INFO

Tabella delle Modifiche apportate in vigore dal 29 Marzo 2016

MODIFICHE GENERALI:
le parole: «preparati pericolosi» sono sostituite dalle seguenti: «miscele pericolose»
le parole: «preparati chimici» sono sostituite dalle seguenti: «miscele chimiche»

Riferimento TU Testo prima delle modifiche Testo modificato 
Art. 222, 1, b b) agenti chimici pericolosi:  
 
1) agenti chimici classificati come 
sostanze pericolose ai sensi del decreto 
legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, e 
successive modificazioni, nonche' gli 
agenti che corrispondono ai criteri di 
classificazione come sostanze pericolose 
di cui al predetto decreto. Sono escluse le 
sostanze pericolose solo per l'ambiente;  
b) agenti chimici pericolosi:  
 
1) agenti chimici che soddisfano i criteri 
di classificazione come pericolosi in una 
delle classi di pericolo fisico o di pericolo 
per la salute di cui al regolamento (CE) n. 
1272/2008 del Parlamento europeo e del 
Consiglio, indipendentemente dal fatto 
che tali agenti chimici siano classificati 
nell'ambito di tale regolamento; 
2) agenti chimici classificati come 
preparati pericolosi ai sensi del decreto 
legislativo 14 marzo 2003, n. 65, e 
successive modificazioni, nonche' gli 
agenti che rispondono ai criteri di 
classificazione come preparati pericolosi 
di cui al predetto decreto. Sono esclusi i 
preparati pericolosi solo per l'ambiente;
SOPPRESSO  
3) agenti chimici che, pur non essendo 
classificabili come pericolosi, in base ai 
numeri 1) e 2), possono comportare un 
rischio per la sicurezza e la salute dei 
lavoratori a causa di loro proprieta' 
chimico‐fisiche, chimiche o tossicologiche 
e del modo in cui sono utilizzati o 
presenti sul luogo di lavoro, compresi gli 
agenti chimici cui e' stato assegnato un 
valore limite di esposizione professionale; 
3) agenti chimici che, pur non essendo 
classificabili come pericolosi ai sensi del 
presente articolo, lettera b), numero 1), 
comportano un rischio per la sicurezza e 
la salute dei lavoratori a causa di loro 
proprieta' chimico‐fisiche, chimiche o 
tossicologiche e del modo in cui sono 
utilizzati o presenti sul luogo di lavoro, 
compresi gli agenti chimici cui e' stato 
assegnato un valore limite di esposizione 
professionale di cui all'Allegato XXXVIII
Art. 223, 1, b b) le informazioni sulla salute e sicurezza 
comunicate dal responsabile 
dell'immissione sul mercato tramite la 
relativa scheda di sicurezza predisposta ai 
sensi dei decreti legislativi 3 febbraio 
1997, n. 52, e 14 marzo 2003, n. 65, e 
successive modifiche; 
b) le informazioni sulla salute e sicurezza 
comunicate dal fornitore tramite la 
relativa scheda di sicurezza predisposta ai 
sensi del regolamento (CE) n. 1907/2006 
del Parlamento europeo e del Consiglio; 
Art. 223, 4 4. Fermo restando quanto previsto dai 
decreti legislativi 3 febbraio 1997, n. 52, e 
14 marzo 2003, n. 65, e successive 
modificazioni, il responsabile 
dell'immissione sul mercato di agenti 
chimici pericolosi e' tenuto a fornire al 
datore di lavoro acquirente tutte le 
ulteriori informazioni necessarie per la 
completa valutazione del rischio. 
4. Fermo restando quanto previsto dai 
regolamenti (CE) n. 1907/2006 e n. 
1272/2008, il fornitore di agenti chimici 
pericolosi e' tenuto a fornire al datore di 
lavoro acquirente tutte le ulteriori 
informazioni necessarie per la completa 
valutazione del rischio. 
Art. 227, 1, d d) accesso ad ogni scheda dei dati di 
sicurezza messa a disposizione dal 
responsabile dell'immissione sul mercato 
ai sensi dei decreti legislativi 3 febbraio 
1997, n. 52, e 14 marzo 2003, n. 65, e 
successive modificazioni. 
d) accesso ad ogni scheda dei dati di 
sicurezza messa a disposizione dal 
fornitore. 
Art. 227, 4 4. Il responsabile dell'immissione sul 
mercato devono trasmettere ai datori di 
lavoro tutte le informazioni concernenti 
gli agenti chimici pericolosi prodotti o 
forniti secondo quanto stabilito dai 
decreti legislativi 3 febbraio 1997, n. 52, e 
14 marzo 2003, n. 65, e successive 
modificazioni. 
4. Il fornitore deve trasmettere ai datori 
di lavoro tutte le informazioni 
concernenti gli agenti chimici pericolosi 
prodotti o forniti secondo quanto 
stabilito dal regolamento (CE) n. 
1907/2006. 
Art. 229, 1 1. Fatto salvo quanto previsto 
dall'articolo 224, comma 2, sono 
sottoposti alla sorveglianza sanitaria di 
cui all'articolo 41 i lavoratori esposti agli 
agenti chimici pericolosi per la salute che 
rispondono ai criteri per la classificazione 
come molto tossici, tossici, nocivi, 
sensibilizzanti, corrosivi, irritanti, tossici 
per il ciclo riproduttivo, cancerogeni e 
mutageni di categoria 3
1. Fatto salvo quanto previsto 
dall'articolo 224, comma 2, sono 
sottoposti alla sorveglianza sanitaria di 
cui all'articolo 41 i lavoratori esposti agli 
agenti chimici pericolosi per la salute che 
rispondono ai criteri per la classificazione 
di cui al Regolamento (CE) n. 1272/2008 
del Parlamento europeo e del Consiglio, e 
successive modificazioni ed integrazioni, 
come tossici acuti, corrosivi, irritanti, 
sensibilizzanti, tossici per il ciclo 
riproduttivo o con effetti 
sull'allattamento, tossici specifici per 
organo bersaglio, tossici in caso di 
aspirazione, cancerogeni e mutageni di 
categoria 2
Art. 234, 1, a a) agente cancerogeno:  
1) una sostanza che risponde ai criteri 
relativi alla classificazione quali categorie 
cancerogene 1 o 2, stabiliti ai sensi del 
decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, 
e successive modificazioni;  
 
 
2) un preparato contenente una o piu' 
sostanze di cui al numero 1), quando la 
concentrazione di una o piu' delle singole 
sostanze risponde ai requisiti relativi ai 
limiti di concentrazione per la 
classificazione di un preparato nelle 
categorie cancerogene 1 o 2 in base ai 
criteri stabiliti dai decreti legislativi 3 
febbraio 1997, n. 52, e 14 marzo 2003, n. 
65 e successive modificazioni; 3) una 
sostanza, un preparato o un processo di 
cui all'allegato XLII, nonche' una sostanza 
od un preparato emessi durante un 
processo previsto dall'allegato XLII; 
a) agente cancerogeno:  
1) una sostanza o miscela che 
corrisponde ai criteri di classificazione 
come sostanza cancerogena di categoria 
1 A o 1 B di cui all'allegato I del 
regolamento (CE) n. 1272/2008 del 
Parlamento europeo e del Consiglio; 
 
2) una sostanza, miscela o procedimento 
menzionati all'allegato XLII del presente 
decreto, nonche' sostanza o miscela 
liberate nel corso di un processo e 
menzionate nello stesso allegato; 
Art. 234, 1, b b) agente mutageno:  
1) una sostanza che risponde ai criteri 
relativi alla classificazione nelle categorie 
mutagene 1 o 2, stabiliti dal decreto 
legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, e 
successive modificazioni;  
 
2) un preparato contenente una o piu' 
sostanze di cui al punto 1), quando la 
concentrazione di una o piu' delle singole 
sostanze risponde ai requisiti relativi ai 
limiti di concentrazione per la 
classificazione di un preparato nelle 
categorie mutagene 1 o 2 in base ai criteri 
stabiliti dai decreti legislativi 3 febbraio 
1997, n. 52, e 14 marzo 2003, n. 65, e 
successive modificazioni;  
b) agente mutageno:  
1) una sostanza o miscela corrispondente 
ai criteri di classificazione come agente 
mutageno di cellule germinali di categoria 
1 A o 1 B di cui all'allegato I del 
regolamento (CE) n. 1272/2008. 
allegato XXVI, 
Sezione 1 
1. I recipienti utilizzati sui luoghi di lavoro 
e contenenti sostanze o preparati 
pericolosi di cui alla legge 29 maggio 
1974, n.256, e al decreto ministeriale 28 
gennaio 1992 e successive modifiche ed 
integrazioni, i recipienti utilizzati per il 
magazzinaggio di tali sostanze o preparati 
pericolosi nonche' le tubazioni visibili che 
servono a contenere o a trasportare 
dette sostanze o preparati pericolosi, 
vanno muniti dell'etichettatura 
(pittogramma o simbolo sul colore di 
fondo) prevista dalle disposizioni citate. Il 
primo comma non si applica ai recipienti 
utilizzati sui luoghi di lavoro per una 
breve durata ne' a quelli il cui contenuto 
cambia frequentemente, a condizione 
che si prendano provvedimenti alternativi 
idonei, in particolare azioni di 
informazione o di formazione, che 
garantiscano un livello identico di 
protezione. L'etichettatura di cui al primo 
comma puo' essere: ‐ sostituita da cartelli 
di avvertimento previsti all'allegato XXV 
che riportino lo stesso pittogramma o 
simbolo; ‐ completata da ulteriori 
informazioni, quali il nome o la formula 
della sostanza o del preparato pericoloso, 
e da dettagli sui rischi connessi; ‐ 
completata o sostituita, per quanto 
riguarda il trasporto di recipienti sul 
luogo di lavoro, da cartelli utilizzati a 
livello comunitario per il trasporto di 
sostanze o preparati pericolosi. 
1. I recipienti utilizzati sui luoghi di lavoro 
e contenenti sostanze o miscele 
classificate come pericolose 
conformemente ai criteri relativi a una 
delle classi di pericolo fisico o di pericolo 
per la salute in conformita' del 
regolamento (CE) n. 1272/2008 nonche' i 
recipienti utilizzati per il magazzinaggio di 
tali sostanze o miscele pericolose e le 
tubazioni visibili che servono a contenere 
o a trasportare tali sostanze o miscele 
pericolose devono essere etichettati con i 
pertinenti pittogrammi di pericolo in 
conformita' di tale regolamento. Il primo 
comma non si applica ai recipienti 
utilizzati sui luoghi di lavoro per una 
breve durata ne' a quelli il cui contenuto 
cambia frequentemente, a condizione 
che si prendano provvedimenti alternativi 
idonei, in particolare azioni di 
informazione e/o di formazione, che 
garantiscano un livello identico di 
protezione. L'etichettatura di cui al primo 
comma puo' essere: ‐ sostituita da cartelli 
di avvertimento di cui all'allegato XXV che 
riportino lo stesso pittogramma o 
simbolo; se non esiste alcun cartello di 
avvertimento equivalente nella sezione 
3.2 dell'allegato XXV, deve essere 
utilizzato il pertinente pittogramma di 
pericolo di cui all'allegato V del 
regolamento (CE) n. 1272/2008; ‐ 
completata da ulteriori informazioni, 
quali il nome e/o la formula della 
sostanza o miscela pericolosa e dai 
dettagli sui rischi connessi; ‐ completata o 
sostituita, per quanto riguarda il 
trasporto di recipienti sul luogo di lavoro, 
da cartelli che siano applicabili in tutta 
l'Unione per il trasporto di sostanze o 
miscele pericolose."; 
allegato XXVI, 
Sezione 5 
5. Le aree, i locali o i settori utilizzati per il 
deposito di sostanze o preparati 
pericolosi in quantita' ingenti devono 
essere segnalati con un cartello di 
avvertimento appropriato scelto tra quelli 
elencati nell'allegato XXV, punto 3.2 o 
essere identificati conformemente al 
punto 1 del presente allegato, a meno 
che l'etichettattuta dei vari imballaggi o 
recipienti sia sufficiente a tale scopo, in 
funzione nell'allegato XXV, punto 1.5 
relativo alle dimensioni. Il deposito di un 
certo quantitativo di sostanze o preparati 
pericolosi puo' essere indicato con il 
cartello di avvertimento "pericolo 
generico". I cartelli o l'etichettatura di cui 
sopra vanno applicati, secondo il caso, nei 
pressi dell'area di magazzinaggio o sulla 
porta di accesso al locale di 
magazzinaggio. 
"5. Le zone, i locali o gli spazi utilizzati per 
il deposito di quantitativi notevoli di 
sostanze o miscele pericolose devono 
essere segnalati con un cartello di 
avvertimento appropriato, 
conformemente all'allegato XXV, punto 
3.2, o indicati conformemente al punto 1 
del presente allegato, tranne nel caso in 
cui l'etichettatura dei diversi imballaggi o 
recipienti stessi sia sufficiente a tale 
scopo. Se non esiste alcun cartello di 
avvertimento equivalente nella sezione 
3.2 dell'allegato XXV per mettere in 
guardia dalle sostanze chimiche o miscele 
pericolose, occorre utilizzare il pertinente 
pittogramma di pericolo, di cui 
all'allegato V del regolamento (CE) n. 
1272/2008 del Parlamento europeo e del 
Consiglio. I cartelli o l'etichettatura di cui 
sopra vanno applicati, secondo il caso, 
nei pressi dell'area di magazzinaggio o 
sulla porta di accesso al locale di 
magazzinaggio." 

Algoritmo in Excel per la valutazione del rischio chimico per la sicurezza mediante metodologia Mo.Va.Ris.Ch in Excel

Valutazione dei rischi derivanti dall’utilizzo di agenti chimici pericolosi secondo la classificazione del REGOLAMENTO (CE) N. 1272/2008 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 16 dicembre 2008 e del Regolamento REACH-CLP- REGOLAMENTO (UE) 830/2015 MoVaRisCh aggiornato nella metodologia al 22 Gennaio 2016 dall'Asl di Modena.

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