DPI PER LAVORI IN QUOTA

In questa sezione sono riportate le schede dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale)  che possono essere utilizzati  per l'accesso, il percorso il transito in copertura nelle successive operazioni di manutenzione

Il D.Lgs. n. 81/2008 definisce lavoro in quota l'attività lavoratoriva che espone il lavoratore a rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 m rispetto a piano stabile.In tale caso il legislatore ritiene prioritarie le misure di protezione collettiva, qualora tali misure non siano state adottate è necessario prevedere l'uso di sistemi di arresto caduta, descritti dall'art. 115 dello stesso testo.

Per l'obbligo formativo per i DPI facciamo riferimento al'art. 77, che impone l'obbligo di formazione ed addestramento circa l'uso corretto e l'utilizzo pratico dei DPI di III categoria (ricomprendente anche i dispositivi di arresto caduta) per tutti i lavoratori che ne debbano fare uso.

A seguire approfondimenti tratti da coperturasicura della regione toscana.

SISTEMI DI ARRESTO CADUTA con CONNETTORI + CORDINO + ASSORBITORE

Si definiscono SISTEMI DI ARRESTO CADUTA i dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall’alto costituiti dall’assemblaggio di una imbracatura (mezzo di presa per il corpo) e un sottosistema di collegamento fornito di dissipatore di energia, raccordabile a un punto di ancoraggio, avente funzione di arresto caduta.
Il sistema di arresto è sempre composto da tre elementi base: PUNTO DI ANCORAGGIO + SOTTOSISTEMA DI COLLEGAMENTO + IMBRACATURA DI SICUREZZA.
Nel caso in esame il sottosistema di collegamento risulta costituito dal cordino di posizionamento dotato di connettori e assorbitori di energia.

Caratteristiche:

Ha la funzione di assicurare la persona a un punto di ancoraggio in modo da prevenirne completamente o arrestarne in condizioni di sicurezza, le cadute dall’alto.

Deve essere formato da elementi compatibili fra loro, collegati a formare il sistema più idoneo alle diverse condizioni oggettive. Non esiste un sistema anticaduta universale, utilizzabile indistintamente in tutte le situazioni.

Il sottosistema di collegamento in un sistema anticaduta deve sempre garantire una tensione massima sull’imbracatura al momento dell’arresto caduta di 600 dN massima.

Questo tipo di sistema, nel suo insieme, costituisce una protezione nei confronti delle cadute dall’alto altamente affidabile. La sua funzione primaria è quella di assicurare una persona ad un punto di ancoraggio stabile al fine di evitarne l’impatto al suolo in caso di scivolamento oltre il bordo della copertura.
Le sue caratteristiche scaturiscono dalla qualità e dalla tipologia dei singoli elementi che lo compongono.

Il cordino, nell’ambito del sistema, rappresenta l’elemento intermedio; può essere realizzato in corda di fibra sintetica, da fune metallica, cinghia o catena, ha il compito di limitare la caduta libera dell’operatore e deve essere scelto in funzione del luogo e delle caratteristiche del lavoro da effettuare.Il cordino è raccordato ai punti di ancoraggio fissi o scorrevoli su guide, mediante idonei connettori.

In associazione a un assorbitore di energia, consente di limitare le sollecitazioni sull’imbracatura in caso di arresto caduta a 6 kN.La lunghezza massima di un cordino compreso l’assorbitore di energia, i terminali e i connettori non deve superare i mt.2,00.

I connettori presenti alle estremità del cordino hanno la funzione di agganciare il dispositivo di collegamento all’imbracatura da una parte e al punto di ancoraggio dall’altra; sono generalmente costituiti da moschettoni dotati di chiusura a bloccaggio manuale o automatico, apribili con almeno due movimenti manuali consecutivi e intenzionali. Hanno forme lisce e arrotondate, progettate per non causare lesioni all’operatore o danneggiare, consumare o tagliare accidentalmente le parti in fibra tessile degli altri componenti del sistema anticaduta..

Il cordino, per assolvere alla sua funzione in modo corretto, dovrà essere agganciato esclusivamente agli anelli sternali o dorsali dell’imbracatura per il corpo (vedi scheda DPI001 - Imbracatura).

Tale sistema viene classificato tra i dispositivi non permanenti in quanto non viene installato in modo fisso alla struttura, ma deve essere messo a disposizione dall’impresa solo al momento dell’esecuzione delle attività ispettive/operative in copertura.

Impiego:

Sistema di protezione individuale altamente versatile, utilizzato con punto o linea di ancoraggio orizzontale, in tutte le situazioni con rischio di caduta dall’alto, in corrispondenza di coperture piane o inclinate e lungo i percorsi di transito.

E’ adatto ad interventi di breve durata che non richiedano ampi spazi di movimentazione e in cui ci sia un tirante d’aria libero sufficiente.

Utilizzato con punti di aggancio fissi, risulta spesso indispensabile all’operatore per percorrere in sicurezza la distanza presente tra il punto di accesso alla copertura e il sistema di ancoraggio principale quando questo risulti collocato in posizione distante.

Trova largo impiego tra gli operatori impegnati nell’allestimento di ponteggi e impalcati, nell’uso di cestelli mobili e di tutti quei casi in cui l’addetto si trova a utilizzare piattaforme meccanizzate, omologati per il suo trasferimento in quota.

Viene impiegato singolarmente o in ausilio ad altri sistemi anticaduta per aumentarne i requisiti di sicurezza relativi ai rischi derivanti dall’effetto pendolo.

Specificità:

E’ un sistema pratico e leggero che garantisce in ogni momento un efficace sistema di sicurezza, fornendo all’operatore la percezione continua del reale spazio di movimentazione disponibile.

Il doppio cordino, quale elemento di collegamento, consente all’operatore, mediante operazioni manuali successive (aggancio/sgancio dai punti di ancoraggio), di spostarsi in copertura rimanendo costantemente assicurato.

L’uso di questo tipo di dispositivo risulta indispensabile in assenza di linee vita.

Criticità:

La criticità del sistema è rappresentata principalmente dallo scarso spazio di movimentazione consentito essenzialmente solo lungo il raggio di azione del cordino, e dalla lentezza degli spostamenti causata alla necessità dell’operatore di provvedere a continue operazioni manuali di attacco e distacco del dispositivo di collegamento per poter raggiungere i diversi settori della copertura.

Può essere utilizzato da un solo operatore per volta.

I componenti in fibra sintetica che possono costituire la struttura del cordino e dell’imbracatura, sono soggetti a un veloce e facile deterioramento determinato dalla sensibilità delle fibre ai fattori di attrito e alle cattive condizioni di conservazione.

Per un corretto posizionamento dei punti di ancoraggio è importante valutare lo spazio libero di caduta in sicurezza sotto il sistema di arresto.In questo caso specifico a fronte di una ridotta area di azione, corrisponde un elevato valore del tirante d’aria.

Obbligo di compatibilità tra i componenti. Sostituzione degli elementi solo con modelli aventi medesime caratteristiche morfologiche e di resistenza.

Non può essere utilizzato su linee di ancoraggio inclinate oltre i 15°.

Ispezioni:

Le revisioni periodiche di tutti gli elementi, connettori, cordino e dissipatore di energia dovranno essere effettuate da personale competente, secondo le indicazioni fornite dal fabbricante. Queste avranno lo scopo di controllare le condizioni di resistenza del sistema e dei suoi componenti, rilevare la presenza di tagli, lacerazioni o sfilacciature delle parti in fibra tessile e verificare l’integrità dell’assorbitore di energia.



L’esito delle ispezioni e le avvenute manutenzione dovranno essere registrate dal proprietario del sistema in apposita scheda da tenere a disposizione dell’utilizzatore, all’interno dei rispettivi involucri di conservazione.



La riparazione dei pezzi dovrà essere eseguita direttamente dal fabbricante o da tecnico direttamente autorizzato da esso. La loro sostituzione dovrà presupporre una preventiva verifica di compatibilità.



L’efficacia del sistema di arresto caduta dipende dalla perfetta integrità di tutti i suoi componenti.Il deperimento/danneggiamento anche di uno solo di loro, comprometterebbe i requisiti dell’intero sistema.



Il sistema di arresto caduta dovrà essere sostituito o revisionato da personale autorizzato dal fabbricante, tutte le volte che si verifica una caduta.

DISPOSITIVO RETRATTILE

Dispositivo anticaduta a lunghezza variabile di collegamento tra un punto fisso e l’imbracatura ed è caratterizzato da una funzione autobloccante e sistema automatico di tensione e di ritorno del cordino.
Caratteristiche:

Si usa in combinazione con altri componenti al fine di costituire un sistema di arresto cadute; se sia il dispositivo retrattile che il cordino sono sprovvisti di assorbitore di energia non possono essere utilizzati a tale scopo ma solo come collegamento. Tale componente “dispositivo anticaduta di tipo retrattile”, è sempre collegato al sistema di trattenuta che nel suo complesso ha il compito di sostenere il corpo dell’operatore e di tenerlo durante la caduta e dopo l’arresto della caduta stessa.
Modificano automaticamente la lunghezza del cordino di collegamento e bloccano ogni movimento che superi: 1,5 m/sec. e sono generalmente dotati di un sistema di dissipazione dell’energia costituito da una frizione interna che agisce sul cavo in modo da consentire una forza frenante inferiore a 6 Kn.

Prestazioni dinamiche: la distanza di arresto non deve essere maggiore di 2 m.
Devono essere riportate le condizioni specifiche di utilizzo del dispositivo anticaduta di tipo retrattile, per esempio verticale, orizzontale o inclinato.

Vantaggi: consentono grande mobilità senza necessitare di operazioni di regolazione.

Svantaggi: non bloccano un lento scivolamento verso il basso, arrestando l’operatore solo nel momento in cui cade nel vuoto, oltre il bordo della copertura.

Hanno in taluni casi un peso maggiore di 6 kg e possono non essere tollerati da taluni dispositivi flessibili.

Necessitano di una valutazione attenta sulle caratteristiche del piano di camminamento e dell’ubicazione dell’ancoraggio, al fine di evitare l’effetto pendolo (v.scheda “Effetto Pendolo” in Criteri Progettuali).

Ogni “dispositivo anticaduta di tipo retrattile” deve essere realizzato nel rispetto dei criteri di ergonomicità e funzionalità per l’utilizzatore.

Deve essere costituito da materiale resistente: le cinghie, le corde e i cucirini devono essere in fibra continua vergine o in fibre tessili sintetiche a più fili, resistenti alle muffe ed alle sollecitazioni dinamiche previste per il loro utilizzo, poco sensibili ai fenomeni dell’invecchiamento, con resistenza a rottura nota di almeno 0,6 N/tex; le funi metalliche devono essere in acciaio inossidabile, e nel caso in cui non lo siano devono essere zincate.

Tutte le parti metalliche del cordino retrattile devono essere protette contro la corrosione, ad eccezione delle funi in metallo; in particolare i connettori devono essere conformi alla UNI EN 362.

Tutti gli elementi costituenti dispositivo retrattile devono essere in buono stato di conservazione; il cordino retrattile deve essere mantenuto in stato di efficienza e di igiene; in caso sia necessario provvedere a sostituzioni di parti e/o riparazioni, deve rimanere in azienda traccia documentale delle stesse, e comunque le stesse devono essere condotte assicurando il livello di qualità prestazionale garantito dal fabbricante al momento dell’acquisto.

Deve essere resistente nel suo insieme e in ogni sua parte al massimo sforzo cui può essere assoggettato, secondo le prove di resistenza statica e dinamica, in particolare bisogna sempre assicurare che il cordino retrattile, sottoposto a sollecitazioni d’utilizzo, non si strappi e non si rompa.

Impiego:

Dispositivo di protezione individuale utilizzabile in tutti quei casi in cui pur essendo già state adottate tutte le possibili misure tecniche di prevenzione, anche di protezione collettiva, o nell’impossibilità tecnica di adottare DPC, permane un rischio residuo di caduta dall’alto, in combinazione con imbracature. Si rende necessario in quelle particolari fasi lavorative in cui l’operatore è esposto al rischio di caduta dall’alto della copertura o di parti di essa aperte sul vuoto dalle quali è possibile cadere da altezza superiore a 200 cm rispetto a un piano stabile (vani scale, porzioni non portanti della copertura, lucernari, cavedi, passerelle, ecc.). Può essere impiegato sia in verticale che in orizzontale e/o piano inclinato. Garantisce all’operatore una maggiore libertà di movimento rispetto all’utilizzo di sistemi con cordini di tipo fisso.

Specificità:

Dispositivo di protezione individuale che garantisce, in combinazione con un opportuno sistema di arresto cadute, una risposta al rischio residuo nel caso di cadute dall’alto. Richiede una buona manutenzione, conservazione e pulizia derivante dalla presenza di elementi metallici, elementi sintetici , cuciture, ecc.

CINTURA DI SICUREZZA

Descrizione:

Il DPI “cintura di sicurezza” è un dispositivo di trattenuta (intendendo per trattenuta la condizione che per la lunghezza del cordino e del posizionamento dell’ancoraggio rende impossibile la caduta) che, in caso di caduta, trattiene l’operatore impedendone lo scivolamento e/o il rotolamento. Non deve assolutamente essere utilizzato per arrestare una caduta dinamica.

Caratteristiche:

E’ costituito da un insieme di nastri e/o cinghie, con possibilità di registrazione e di adattamento a varie taglie, che avvolgono sul punto vita, dal bacino all’addome, il corpo dell’utente. E’ dotata di uno o più elementi di attacco sui fianchi, conformati ad anello, al fine di vincolarla al sistema di trattenuta. Una cintura può essere dotata di sostegno posteriore. Può in alcuni casi avere cinghie per le spalle e per le gambe. Supporta il corpo e si usa in combinazione con altri componenti costituendo un sistema di trattenuta. Tale componente “cintura di sicurezza”, opportunamente assemblato nei suoi elementi costitutivi, è sempre collegato al sistema di trattenuta.
•Ogni DPI “cintura di sicurezza” deve essere realizzato nel rispetto dei criteri di ergonomicità ed adattabilità all’utilizzatore, in modo da consentire lo svolgimento del proprio lavoro senza disagio.
•Deve essere costituito da materiale resistente, i cui nastri e fili devono essere in fibre tessili sintetiche resistenti alle muffe ed alle sollecitazioni dinamiche, poco sensibili ai fenomeni dell’invecchiamento;
•Deve essere in buono stato di conservazione; mantenuto in stato di efficienza e di igiene; in caso sia necessario provvedere a sostituzioni di parti e/o riparazioni, deve rimanere in azienda traccia documentale delle stesse, e in ogni caso le stesse devono essere condotte assicurando il livello di qualità prestazionale garantito dal fabbricante al momento dell’acquisto.

Deve essere resistente nel suo insieme e in ogni sua parte al massimo sforzo cui può essere assoggettato, secondo le prove di resistenza statica e dinamica.

Impiego:

Nei lavori in quota non rientra fra i sistemi di protezione contro le caduta dall’alto (v. D.Lgs. 81/08, art. 115). Non può essere considerato un DPI DI ARRESTO CADUTA ai fini di anticaduta dall’alto, ma solo quale dispositivo di trattenuta.

Specificità:

Richiede una buona manutenzione, conservazione e pulizia derivante dalla presenza di elementi metallici, elementi sintetici, cuciture, ecc. Il suo uso in cantiere deve essere limitato nel tempo (piccole manutenzioni) e qualora le lavorazioni richiedessero tempi più lunghi deve essere utilizzato solo per il tempo necessario alla messa in opera delle opere provvisionali occorrenti, non potendosi mai sostituire ad un DPC, anche di tipo temporaneo.

Criticità:

Elementi di criticità:
•può essere usato solo quale elemento di trattenuta e non ai fini anticaduta
•dipendenza, ai fini dell’efficacia della cintura, da un sistema perfettamente funzionante nei suoi elementi costitutivi e/o subsistemi, di cui la cintura stessa è solo un componente
•esistenza di un punto di ancoraggio affidabile
•cattivo stato di conservazione
•utilizzo erroneo da parte dell’operatore, se non sufficientemente istruito sul modo corretto di indossare la cintura
•esistenza di bordi taglienti, la temperatura elevata, la conducibilità termica, ecc.


Da una ispezione visiva deve essere verificata ai fini dell’analisi dello stato di conservazione, e quindi dell’utilizzo, almeno la sussistenza dei seguenti requisiti:
•la presenza di elementi metallici non corrosi; la presenza di almeno un punto di ancoraggio sicuro; la larghezza della cintura non deve essere inferiore a 43 mm (UNI EN 358); il colore delle cuciture deve essere in contrasto con quello delle cinghie stesse. Se una cintura è priva di sostegno posteriore e destinata al posizionamento sul lavoro deve essere larga almeno 8cm. Quando è dotata di sostegno posteriore questo deve avere almeno dim. 10x20cm, al centro della colonna vertebrale, e larghezza non inferiore a 6 cm in ogni altro punto.
•La presenza del libretto del fabbricante con le relative istruzioni. D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81.

Irrinunciabile: la presenza della marcatura CE sulla cintura e il testo che deve essere in Italiano, e deve identificare il modello/tipo di cintura; un pittogramma che deve indicare l'obbligo di lettura delle informazioni fornite dal fabbricante; deve essere riportato il n° della norma europea EN 358.

DISPOSITIVI DI ANCORAGGIO UNI 795 TIPO A

Caratteristiche:

CLASSIFICAZIONE UNI EN 795
• Tipo A -Dispositivo di ancoraggio costituito durante l'uso da uno o più punti di ancoraggio fissi, e con la necessità di ancoraggio/i strutturale o elemento/i di fissaggio per collegarsi ad una struttura

Tutti i componenti del sistema di ancoraggio dovranno essere realizzati e saldamente assemblati nel rispetto delle caratteristiche di resistenza fissate dalla normativa UNI EN 795.

Il punto di ancoraggio deve essere progettato in modo da accettare il dispositivo di protezione individuale e garantire che il dispositivo di protezione individuale, correttamente applicato, non possa staccarsi involontariamente.

i dispositivi di ancoraggio non devono avere bordi affilati o bave che possano causare lesioni all'utente o che possano tagliare, abradere o altrimenti danneggiare il dispositivo in sé o qualsiasi parte del dispositivo individuale di
protezione contro le cadute che possa venire in contatto con essi.
Si raccomanda che i bordi o gli spigoli esposti degli elementi siano in rilievo con un raggio di almeno 0,5 mm o abbiano uno smusso di almeno 0,5 mm x 45°..

Le parti di metallo dei dispositivi di ancoraggio non devono evidenziare alcuna traccia di corrosione che possa influire sul loro funzionamento operativo

Impiego:

Sistema di ancoraggio avente la funzione di consentire lo spostamento in sicurezza dell’operatore su tratti di copertura, per interventi di piccola manutenzione e ispezione periodica, mediante l’innesto di un dispositivo di arresto caduta fisso (cordino fisso o doppio con assorbitore di energia), retrattile o guidato.

Può essere installato su coperture piane o inclinate, su pareti verticali e soffitti, attraverso supporti adeguati alle caratteristiche strutturali dei diversi sistemi portanti.

Specificità:
•Essendo, in parte, rimovibile e trasportabile dall’operatore è a tutti gli effetti un DPI quindi deve essere marcato CE.

•Richiede una manutenzione periodica la cui cadenza dipende dalle caratteristiche tecniche del costruttore.

•Deve essere mantenuto in buono stato di conservazione e liberato da eventuali elementi corrosivi quali gesso, cemento, escrementi ecc…

•Tutte le informazioni fornite dal fabbricate relativamente alle modalità di impiego del sistema di ancoraggio installato, dovranno essere indicate chiaramente in prossimità del punto di accesso al dispositivo.


Nel posizionamento di un sistema di sicurezza totalmente costituito da una serie di punti ancoraggio di tale tipo, il progettista dovrà tenere conto del rischio “effetto pendolo” causato da un eventuale caduta dell’operatore nel caso si trovi posizionato al di fuori dell’area individuata da un angolo di circa 30° dall’asse verticale che passa per il punto di ancoraggio stesso.

Il suo uso in copertura è previsto solo a supporto di piccoli interventi di manutenzioni e verifica, lavori di maggiore entità dovranno prevedere l’allestimento, lungo il perimetro della copertura, di idonee opere provvisionali e adeguati DPC.

Criticità:

Elementi di rischio, in questo senso, scaturiscono dal mancato rispetto dei tempi previsti per le verifiche periodiche, dall’effettuazione di manutenzioni superficiali da parte di personale non esperto e/o dalla mancata sostituzione di elementi danneggiati.

Altro elemento di criticità è legato ad un uso improprio del sistema di ancoraggio da parte di operatore scarsamente informato sulle caratteristiche del dispositivo installato e sui suoi limiti di impiego.


Ispezioni:

Si prevede la verifica di:
•Stato di conservazione secondo i parametri di riferimento indicati dal libretto del costruttore

•Presenza della segnaletica di sicurezza e avvertimento

•Aggiornamento del fascicolo di manutenzione fornito dal costruttore


Sistemi e procedure complementari:
•Verifica delle condizioni di consistenza della struttura portante in prossimità dei punti di installazione del dispositivo di ancoraggio

•Per coperture inclinate (pendenza superiore a 15°) e fortemente inclinate (pendenza superiore a 50°) l'operatore deve indossare idonee calzature antisdrucciolo

•Verifica di eventuali modifiche allo stato dei luoghi

CORDINI

Descrizione:

Un cordino, conforme alle norme, può essere impiegato sia come elemento semplice di collegamento, e prende il nome di “cordino di posizionamento sul lavoro”, che come componente di un sistema arresto caduta; in quest’ultimo caso, se utilizzato senza assorbitore di energia, non puo’ trattenere una caduta per un’altezza superiore a m 0,60.

Caratteristiche:

E’ costituito da una corda in fibra sintetica (può essere una fune da alpinismo), oppure da una cinghia, da una fune metallica o da una catena. E’ dotato alle estremità di due terminali, che rendono il cordino stesso pronto al suo utilizzo. Detti terminali possono essere dei connettori o anelli metallici, oppure cappi cuciti o conformati ad anello. La lunghezza del cordino è variabile ma non può superare i due metri, compresi i terminali, compreso l’assorbitore di energia: per esempio la lunghezza di un sottosistema formato da connettore + cordino + assorbitore di energia + connettore. I connettori possono essere del tipo a bloccaggio e chiusura automatica e/o del tipo a bloccaggio manuale.

I cordini si usano in combinazione con un’imbracatura al fine di costituire un sistema di arresto caduta, se sprovvisti di assorbitore di energia possono trattenere una caduta per un’altezza non superiore a m 0,60.

Tale componente “cordino”, è sempre collegato al sistema di trattenuta che nel suo complesso ha il compito di sostenere il corpo dell’operatore e di tenerlo durante la caduta e dopo l’arresto della caduta stessa.

Ogni DPI “cordino” deve essere realizzato nel rispetto dei criteri di ergonomicità e funzionalità per l’utilizzatore.

Deve essere costituito da materiale resistente: le cinghie, le corde e i cucirini devono essere in fibra continua vergine o in fibre tessili sintetiche a più fili resistenti alle muffe ed alle sollecitazioni dinamiche previste per il loro utilizzo, poco sensibili ai fenomeni dell’invecchiamento, con resistenza a rottura nota di almeno 0,6 N/tex; le funi metalliche devono essere in acciaio inossidabile, e nel caso in cui non lo siano devono essere zincate; le catene devono rispettare le caratteristiche previste per le catene di almeno 6mm riportate nelle ISO1835 e ISO 1834.

Nel caso di corde inguainate con impiombature nelle parti terminali, queste devono essere di almeno 10 cm e fissate mediante impalmatura o altro sistema capace di impedirne l’apertura durante l’utilizzo.

Tutte le parti metalliche del cordino devono essere protette contro la corrosione, ad eccezione delle catene e/o delle funi in metallo; in particolare i connettori devono essere conformi alla UNI EN 362.

Tutti gli elementi costituenti il cordino devono essere in buono stato di conservazione; il cordino deve essere mantenuto in stato di efficienza e di igiene; in caso sia necessario provvedere a sostituzioni di parti e/o riparazioni, deve rimanere in azienda traccia documentale delle stesse, e comunque le stesse devono essere condotte assicurando il livello di qualità prestazionale garantito dal fabbricante al momento dell’acquisto.

Deve essere resistente nel suo insieme e in ogni sua parte al massimo sforzo cui può essere assoggettato, secondo le prove di resistenza statica e dinamica, in particolare bisogna sempre assicurare che il cordino, sottoposto a sollecitazioni d’utilizzo, non si strappi e non si rompa.

I connettori non devono avere bordi a spigolo vivo o scabri al punto da poter tagliare, usurare e quindi danneggiare l’integrità delle corde, funi, catene e cinghie cui sono connessi e/o causare ferite all’operatore. La possibilità di apertura involontaria deve essere scongiurata, preferendo sistemi automatici e/o manuali apribili con almeno due movimenti consecutivi e intenzionali da parte dell’utilizzatore.

Impiego:

Dispositivo di protezione individuale obbligatorio in tutti quei casi in cui pur essendo già state adottate tutte le possibili misure tecniche di prevenzione, anche di protezione collettiva, o nell’impossibilità tecnica di adottare DPC, permane un rischio residuo di caduta dall’alto, in combinazione con imbracature. Si rende necessario in quelle particolari fasi lavorative in cui l’operatore è esposto al rischio di caduta dall’alto della copertura o di parti di essa aperte sul vuoto dalle quali è possibile cadere da altezza superiore a 200 cm rispetto a un piano stabile (vani scale, porzioni non portanti della copertura, lucernari, cavedi, passerelle, ecc.).

Specificità:

Dispositivo di protezione individuale che garantisce, in combinazione con un opportuno sistema di arresto cadute, una risposta al rischio residuo nel caso di cadute dall’alto. Richiede una buona manutenzione, conservazione e pulizia derivante dalla presenza di elementi metallici, elementi sintetici , cuciture, ecc. Il suo uso in cantiere deve essere limitato nel tempo (piccole manutenzioni) e qualora le lavorazioni richiedessero tempi più lunghi deve essere utilizzato solo per il tempo necessario alla messa in opera delle opere provvisionali occorrenti, non potendosi mai sostituire ad un DPC, anche di tipo temporaneo.

Criticità:

Elementi di criticità
•dipendenza da un sistema perfettamente funzionante nei suoi elementi costitutivi e/o subsistemi, di cui il cordino stesso è solo un componente;
•esistenza di un punto di ancoraggio affidabile;
•punto di attacco ad un sottosistema quale un assorbitore di energia, imbracatura, connettori, ecc.
•cattivo stato di conservazione e/o ad un utilizzo erroneo da parte dell’operatore, se non sufficientemente istruito sul modo corretto di collegare il cordino agli altri componenti
•esistenza di bordi taglienti, la temperatura elevata, la conducibilità termica, ecc.
•opportunità di utilizzo: valutazione da parte del tecnico della distanza minima necessaria al fine di evitare, in una caduta dall’alto, l’urto con parti strutturali del complesso edilizio oggetto della manutenzione e/o altri elementi al contorno (pali, linee elettriche, ecc).

da non sottovalutare anche la presenza di terreno a quote differenti.


Ispezioni:

Da una ispezione visiva dovrebbe essere verificata ai fini dell’analisi dello stato di conservazione, e quindi dell’utilizzo, almeno la sussistenza dei seguenti requisiti:
•funi integre; la presenza di elementi metallici non corrosi; il colore delle cuciture deve essere in contrasto con quello delle cinghie;
•il libretto del fabbricante con le istruzioni;
•Irrinunciabile: la marcatura CE sul cordino e il testo che deve essere in Italiano, e deve identificare il modello/tipo di cordino; un pittogramma che deve indicare l’obbligo di lettura delle informazioni fornite dal fabbricante; deve essere riportato il n° della norma europea EN 354.

Sistemi e procedure complementari:
•Verifica del sistema di arresto cadute di cui il cordino è un componente;
•Per coperture inclinate (pendenza superiore a 15°) e fortemente inclinate (pendenza superiore a 50°) l’operatore deve indossare idonee calzature antisdrucciolo.

DISPOSITIVI DI ANCORAGGIO UNI 795 TIPO E (a corpo morto)

Descrizione:

Dispositivi costituiti generalmente da masse metalliche modulari o di calcestruzzo (dischi, plinti) o da contenitori colmi d’acqua, con la funzione di contrappeso in caso di caduta dell’operatore.

Essi sono dotati di uno o più punti di ancoraggio in base al numero di operatori che può essere collegato contemporaneamente in rapporto al peso del cosiddetto “corpo morto”.
Caratteristiche:

Il tipo E comprende ancoraggi a corpo morto da utilizzare su superfici orizzontali.

Per l'uso di ancoraggi a corpo morto, una superficie si intende orizzontale se devia dall'orizzontale per non più di 5°.

Tutti i componenti del sistema di ancoraggio dovranno essere realizzati e saldamente assemblati nel rispetto delle caratteristiche di resistenza fissate dalla normativa UNI EN 795.

Il dispositivo di ancoraggio e il punto di ancoraggio devono essere progettati in modo da accettare il dispositivo di protezione individuale che verrà innestato e garantire che lo stesso, correttamente applicato, non possa staccarsi involontariamente.

Se un dispositivo di ancoraggio comprende più di un elemento, la progettazione deve essere tale che quegli elementi non possano apparire correttamente assemblati senza essere saldamente bloccati tra di loro.

Le parti di metallo dei dispositivi di ancoraggio non devono evidenziare alcuna traccia di corrosione che possa influire sul loro funzionamento operativo, per esempio il corretto
azionamento degli elementi mobili.
La conformità al presente requisito non implica l'idoneità all'uso in ambiente marino.



Impiego:

Sistema di ancoraggio avente la funzione di consentire lo spostamento in sicurezza dell’operatore su tratti di copertura limitati per interventi di piccola manutenzione o ispezione, mediante un dispositivo di arresto caduta (con assorbitore di energia), o retrattile, correttamente innestati al punto di ancoraggio.

Può essere posizionato solo su coperture piane.

Specificità:

I dispositivi di ancoraggio a corpo morto non devono essere utilizzati dove la distanza dal bordo del tetto sia minore di mm.

I dispositivi di ancoraggio a corpo morto non devono essere utilizzati in presenza di rischio di gelo o in condizioni di gelo.

Se il dispositivo non è in dotazione fissa del fabbricato ma in dotazione all’impresa che esegue manutenzione in copertura e viene assemblato dall’operatore in copertura (vedi fig.3) è assimilato ad un DPI e quindi deve essere marcato CE.

La marcatura deve essere conforme alla EN 365 e il testo deve essere nella/e lingua/e del Paese di destinazione.

Oltre alla conformità alla EN 365, il fabbricante, o l'installatore, deve indicare chiaramente, su o accanto al dispositivo di ancoraggio, i seguenti parametri:
1. la massima angolazione rispetto al piano orizzontale di ciascun tipo di superficie ammesso per il dispositivo di ancoraggio,
2.la distanza di sicurezza raccomandata del dispositivo di ancoraggio da qualsiasi bordo, apertura o altro pericolo di caduta,
3.

Il suo uso in copertura è previsto solo a supporto di piccoli interventi di manutenzioni e verifica, lavori di maggiore entità dovranno prevedere l’allestimento, lungo il perimetro della copertura, di idonee opere provvisionali e adeguati DPC.

Criticità:

Non vanno usati in alcune condizioni sfavorevoli che il costruttore ha l’obbligo di illustrare nel libretto di istruzioni.

Infatti per i dispositivi di ancoraggio di tipo E è tassativo che le istruzioni per l'uso contengano le seguenti linee guida:
•che i dispositivi di ancoraggio di tipo E non dovrebbero essere posizionati in aree nelle quali l'acqua possa accumularsi e creare un pericolo,
•che i dispositivi di ancoraggio di tipo E non dovrebbero essere usati quando ci sia il rischio di gelo, o in condizioni di congelamento quando gelo o congelamento possono creare un pericolo,
•guida all'uso del dispositivo di ancoraggio dove sia presente una contaminazione della superficie e/o del dispositivo di ancoraggio, per esempio dovuta a olio,
grasso, alghe,
•i tipi di superficie, per esempio i tetti, sui quali si può utilizzare il dispositivo di ancoraggio (cioè quelle nelle quali è stato sottoposto a prova),
•come raccomandazione, dove il dispositivo di ancoraggio di tipo E debba essere usato su una superficie, per esempio un tetto, coperta di frammenti di roccia, tutte le pietruzze staccate dovrebbero essere rimosse

E’ tassativo inoltre che le istruzioni per l'uso dichiarino:
1.che i dispositivi di ancoraggio di tipo E non dovrebbero essere usati in combinazione con i dispositivi anticaduta di tipo retrattile (EN 360), a meno che non siano stati sottoposti a prova assieme
2.i pericoli potenziali che insorgono quando si combinano i dispositivi di ancoraggio di tipo E con i cordini assorbitori di energia (EN 355), che non sono stati sottoposti a prova assieme
3.che dove gli utenti intendono combinare qualsiasi dispositivo individuale di protezione contro le cadute per l'arresto delle cadute con dispositivi di ancoraggio di tipo E, dovrebbero chiedere consigli in merito alla sua idoneità al
fabbricante di quel dispositivo individuale di protezione contro le cadute prima di combinarlo,

Altro elemento di criticità è legato ad un uso improprio del sistema di ancoraggio da parte di operatore scarsamente informato sulle caratteristiche del dispositivo installato e sui suoi limiti di impiego.



Ispezioni:
•Verifica periodica dello stato di conservazione di tutti gli elementi e soprattutto dei punti ancoraggio secondo i parametri di riferimento indicati dal libretto del costruttore;
•Verifica di eventuali perdite nei dispositivi a carico d’acqua ed eventuale messa fuori servizio;
•Presenza della segnaletica di sicurezza e avvertimento fissa e/o temporanea;
•Controllo sull’etichetta della marcatura CE e rispondenza del dispositivo alla UNI 795 tipo E;
•Si prevede la verifica periodica dello stato di conservazione secondo i parametri di riferimento indicati dal libretto del costruttore;
•Aggiornamento del fascicolo di manutenzione fornito dal costruttore.

Sistemi e procedure complementari:
•Verifica dell’adeguatezza della struttura portante in prossimità dei punti d’installazione del dispositivo di ancoraggio;
•Verifica del corretto assemblaggio di tutti i componenti del dispositivo di protezione individuale DPI di arresto caduta al dispositivo di ancoraggio;
•Verificare il tirante d’aria (spazio libero da ostacoli al di sotto dell’operatore) disponibile al di sotto dell’operatore agganciato all’ancoraggio a corpo morto e confrontarla con la distanza d’arresto specifica in base alle caratteristiche dei DPI personali in dotazione.

DISPOSITIVI DI ANCORAGGIO UNI 795 TIPO C TEMPORANEO

Descrizione:

Dispositivo di ancoraggio che impiega una linea di ancoraggio flessibile che devia dall'orizzontale di non più di 15° (se misurata tra gli ancoraggi di estremità e intermedi in qualsiasi punto sulla sua lunghezza)

Si tratta di un DPI di arresto caduta provvisorio costituito principalmente da una linea flessibile orizzontale fissata alle estremità su ancoraggi strutturali.
Caratteristiche:

Rientra nella norma UNI 795.

Ai fini della norma UNI 795 per linea orizzontale si intende una linea che devia dall'orizzontale per non più di 15°.

Il carattere provvisorio dell’allestimento di tale dispositivo non esclude la presenza di punti di ancoraggio fissi permanenti predisposti per collegare la linea.

La linea flessibile è generalmente, costituita da un nastro di sicurezza messo in tensione da un cricchetto (che può essere dotato di un indicatore di tensione) lungo il quale l’operatore si può muovere liberamente, collegandosi con il sottosistema personale (imbracatura e cordino) mediante l’aggancio di un connettore conforme alla norma UNI EN 362, costituito generalmente un moschettone.

Le estremità del nastro sono generalmente dotate di asole o di connettori per poterle ancorare a punti d’ancoraggio (UNI 795 tipo A) se esistono.

In alternativa si possono creare dei punti di ancoraggio provvisori (uni 795 tipo B) costituiti da fasce ad anello o fettucce in fibra tessile antitaglio per ancorarsi ad elementi strutturali quali travi pilastri ecc., oppure elementi provvisori appositamente studiati per resistere alle sollecitazioni trasmesse.

Impiego:

Sistema di ancoraggio impiegato per consentire, provvisoriamente, lo spostamento in sicurezza dell’operatore in zone dove esiste il rischio di caduta dall’alto in assenza di altre protezioni; il Regolamento Regionale emanato conD.P.G.R. Regione Toscana 18 dicembre 2013, n. 75/R richiede prioritariamente l’utilizzo di sistemi permanenti, sempre possibili sulle nuove costruzioni, mentre per quanto riguarda gli interventi sull’esistente, dovranno essere specificate le motivazioni in base alle quali tali misure permanenti non possono essere realizzabili.

Specificità:

Le linee di ancoraggio temporanee e mobili sono assimilabili a DPI, perché trasportabili ed in dotazione agli stessi operatori, quindi devono essere marcate CE.

E’ necessaria adeguata informazione, formazione ed addestramento dei gli utilizzatori da parte del datore di lavoro.

Richiedono una manutenzione periodica la cui cadenza dipende dalle caratteristiche tecniche del costruttore.

Tutte le informazioni fornite dal fabbricate, relativamente alle modalità di impiego del sistema di ancoraggio, dovranno essere fornite agli operatori che ne faranno uso.

Criticità:

La particolarità dei sistemi temporanei è che generalmente non dispongono di punti ancoraggio fissi ma provvisori, quindi vengono utilizzate in situazioni molto particolari in sostituzione di sistema di ancoraggio fisso, negli interventi sull’esistente, in cui non è possibile utilizzare sistemi permanenti.
•Proprio questa caratteristica ne costituisce il limite di impiego, poiché si deve essere certi che la struttura a cui vengono fissati i punti di ancoraggio provvisori siano sufficientemente resistenti ed in grado di reggere ad una sollecitazione minima di 15 kN orizzontalmente e nella direzione della linea;
•Altri elementi di rischio, scaturiscono dal mancato rispetto dei tempi previsti per le verifiche periodiche, dall’effettuazione di manutenzioni da parte di personale non esperto e/o dalla mancata sostituzione di elementi danneggiati;
•Altro elemento di criticità è legato ad un uso improprio del sistema di ancoraggio da parte di operatore scarsamente informato sulle caratteristiche del dispositivo e sui suoi limiti di impiego.


Ispezioni:

Si devono prevedere le seguenti verifiche:
•Controllo approfondito di tutti i componenti prima e dopo il montaggio;
•Controllo dello stato di usura del nastro/cavo che ne costituisce la linea secondo i parametri di riferimento indicati dal libretto del costruttore;
•Controllo degli attacchi tra imbracatura, sagola e/o coordino, moschettoni, e che non presentino bordi taglienti;
•Controllo che i punti di ancoraggio siano appropriati, almeno 15 kN (30 kN per due persone);
•Se si utilizzano delle fascette come punti di ancoraggio, verificare che il manicotto sia correttamente posizionato al fine di evitare qualsiasi abrasione o taglio delle stesse;
•Aggiornamento del fascicolo di manutenzione fornito dal costruttore.

Sistemi e procedure complementari:
•Verificare delle condizioni di consistenza della struttura portante in prossimità dei punti d’installazione del dispositivo di ancoraggio;
•Rispettare il numero di operatori massimo che il costruttore ha previsto per l’utilizzo;
•Verificare il tirante d’aria (spazio libero da ostacoli al di sotto dell’operatore) disponibile al di sotto dell’operatore e confrontarla con la distanza d’arresto specifica del sottosistema di arresto caduta scelto; in base alla indicazioni del costruttore ed in base alla freccia massima dichiarata della linea flessibile;
•Istallare la linea preferibilmente all’altezza della testa dell’operatore e utilizzare sagole di lunghezza non superiore a quella indicata dal costruttore per ridurre il fattore di rischio per l’utente.

DISPOSITIVI DI ANCORAGGIO UNI 795 TIPO B PORTATILI

Descrizione:

Sono Dispositivi di ancoraggio con uno o più punti di ancoraggio stazionari senza la necessità di ancoraggio(i) strutturale(i) o elemento(i) di fissaggio per fissarlo alla struttura

Sono costituiti generalmente da sistemi che sfruttano l’appoggio a contrasto con strutture portanti come indicato in figura (.
I tipi più diffusi sono:
trave trasversale (a) costituita da un elemento da porre a contrasto con la struttura che circoscrive l’apertura all’interno della quale è necessario calarsi;
perni con ritenuta (b) da inserire in asole di strutture portanti , quali ad esempio profilati in acciaio;
treppiede (c) estremamente diffuso come mezzo di ancoraggio da porre al di sopra di aperture nei solai o come dispositivo di ancoraggio per il recupero di un infortunato e per questo dotati di verricello.
Caratteristiche:

Tutti i componenti del sistema di ancoraggio dovranno essere realizzati e saldamente assemblati nel rispetto delle caratteristiche di resistenza fissate dalla normativa UNI EN 795.

Il dispositivo di ancoraggio, il punto di ancoraggio devono essere progettati in modo da accettare il dispositivo di protezione individuale anticaduta e garantire lo stesso, correttamente applicato, non possa staccarsi involontariamente.

Impiego:

Sono ancoraggi di tipo provvisorio utilizzati in casi particolari, dove non esistono soluzioni alternative o per operazioni occasionali quali: operazioni di recupero, lavori entro aperture nei solai, tetti, lucernari ecc.

Specificità:

Essendo ancoraggi in dotazione dell’operatore, messi in opera dallo stesso nel momento in cui ne necessita, sono considerati a tutti gli effetti dei DPI e devono quindi essere marcati CE, quindi necessitano di adeguata informazione, formazione e addestramento da parte del datore di lavoro verso l’utilizzatore.

Criticità:

Per tutti questi dispositivi di ancoraggio, provvisorio e trasportabile dovrebbe essere valutata, con la dovuta attenzione, l'idoneità dello stesso per l'applicazione a cui è stato destinato.
L'affidabilità di qualsiasi installazione dipende dalla struttura su cui viene applicato l’ancoraggio, e la resistenza della stessa struttura alle sollecitazioni trasmesse deve essere verificata da parte di un tecnico qualificato.


Ispezioni:

Si prevede la verifica periodica dello stato di conservazione secondo i parametri di riferimento indicati dal libretto del costruttore.

Sistemi e procedure complementari:

Verifica delle condizioni di consistenza della struttura portante in prossimità dei punti di installazione del dispositivo di ancoraggio.

DISPOSITIVO GUIDATO UNI 353.1 /353.2

Il DISPOSITIVO DI ARRESTO CADUTA DI TIPO GUIDATO consente ad un operatore munito di imbracatura che si muova su una inclinazione superiore ai 15° l’ arresto caduta.

Risulta costituito da una linea di guida, e da un sistema di trattenuta collegato con un elemento scorrevole.

Può essere sia permanentemente fissato ad una struttura, caso di dispositivo guidato su fune di risalita in acciaio ancorata su entrambe le estremità sia provvisorio, quando costituito da dispositivo su fune in fibra tessile, utilizzabile agganciando quest’ultima a un elemento di ancoraggio superiore.

Caratteristiche:Tale dispositivo è dotato di funzione autobloccante e sistema di guida e prevede, nella fase operativa, l’ausilio di un dissipatore di energia che può essere installato tra il dispositivo anticaduta e la linea di scorrimento o essere incorporato nel cordino.
In generale il dispositivo di arresto caduta di tipo guidato, nelle diverse tipologie esistenti, è dotato di un connettore o di un cordino provvisto di assorbitore di energia e terminante in un connettore, avente lunghezza totale non superiore a 1,00 m. La sua funzione primaria è quella di consentire tutti i movimenti deliberati e lenti verso l’alto e verso il basso, attivando un sistema di bloccaggio automatico al verificarsi di una caduta Le sue caratteristiche intrinseche e di impiego variano in relazione alla natura della guida di scorrimento associata.
Nel caso in cui il dispositivo guidato sia associato ad una linea di scorrimento rigida (EN 353.1), questa potrà essere costituita da una rotaia o da una fune metallica tesa, fissata, in modo permanente alla struttura di copertura, nei punti di estremità Questa, si distingue dalla linea di ancoraggio, meglio nota come “linea vita”, sia per il suo sviluppo inclinato compreso tra i 15° e i 90° ( la linea vita è solo orizzontale o con inclinazione < a 15°) sia per le caratteristiche auto-bloccanti del dispositivo guidato, destinate ad arrestare eventuali cadute verso il basso.
Nel caso in cui, invece, il dispositivo comprenda una linea di scorrimento flessibile (EN 353.2), questa potrà essere costituita da una corda di fibra sintetica o da una fune metallica destinata ad essere fissata in modo non permanente ad un punto o a una linea di ancoraggio superiore.In entrambi i casi le linee presenteranno un dispositivo di fine corsa avente lo scopo di il impedire il distacco involontario del dispositivo anticaduta dalla linea di supporto.
Il collegamento tra il dispositivo anticaduta e l'imbracatura (mezzo di trattenuta) avviene mediante moschettone agganciato all'anello sternale.
Impiego:Dispositivo anticaduta utilizzabile con punto o linea di ancoraggio orizzontale, su superfici con qualsiasi inclinazione, compresa quella verticale.
Ideale per accedere alle estremità di scale o per effettuare percorsi di risalita su tetti fortemente inclinati.
Alcune condizioni di impiego variano in funzione delle caratteristiche delle linee di supporto In tal senso, il dispositivo guidato con linea di ancoraggio rigida trova maggiore applicazione nel caso di manutenzioni frequenti e in presenza contemporanea di più operatori.
Specificità:Tale dispositivo ha la particolarità di accompagnare l’utilizzatore senza la necessità di una regolazione manuale durante i cambiamenti di posizione verso l’alto mentre, per gli spostamenti verso il basso o in caso di caduta accidentale, si blocca automaticamente sulla linea di supporto.
L’esigenza di assecondare lo scorrimento del dispositivo durante gli spostamenti, se da una parte rallenta alcune operazioni, dall’altra, ponendo in continua tensione il cavo di ancoraggio, garantisce la percezione puntuale, da parte dell’operatore, dello spazio di movimentazione disponibile per l’esecuzione della lavorazione in condizioni di trattenuta.
Il dispositivo guidato, in alcuni casi, può essere dotato di una funzione di bloccaggio manuale che ne garantisce un posizionamento fisso sulla linea di ancoraggio o di un meccanismo di apertura che, attraverso due azioni manuali consecutive, ne permette una temporanea separazione, consentendone il ricovero in luogo protetto.
Criticità:Per un corretto impiego del dispositivo guidato bisogna provvedere alla preventiva valutazione di molteplici parametri quali: la compatibilità con la linea di supporto, la flessione trasmessa dagli elementi di ancoraggio quando costituiti da linee vita, la lunghezza della fune necessaria ad evitare la caduta oltre il bordo di copertura, il suo allungamento sottocarico, l’allineamento della linea di scorrimento rispetto al punto di ancoraggio nel caso di fune flessibile.
L’uso del dispositivo può avvenire solo da parte di personale preventivamente informato, formato ed addestrato sulle modalità di utilizzo, secondo le prescrizioni indicate dal produttore La manutenzione e la verifica, allo stesso modo, dovrà essere condotta secondo le caratteristiche del modello installato.
L’uso di questo dispositivo consente solo movimenti lenti, rallentati da particolari gesti dell’operatore volti ad assecondare lo scorrimento del dispositivo lungo la linea guida.
Nel caso in cui il supporto risulti costituito da una fune fissata alle due estremità o da una rotaia, non viene consentito alcun movimento laterale e l’operatore deve seguire fedelmente il percorso della linea.
Nel caso di dispositivo guidato su fune flessibile, per l’eliminazione concreta dei rischi derivanti da possibile effetto pendolo, questo dovrà essere supportato dalla presenza di ganci di deviazione idoneamente posizionati lungo i bordi laterali della copertura.
Facile deterioramento della fune flessibile in fibra tessile se conservata in modo non appropriato o se utilizzata in presenza di parti spigolose o taglienti.
La presenza di eventuali ostacoli in copertura può comprometterne l’efficacia.

Ispezioni:La revisione periodica di tutti i componenti costituenti il dispositivo anticaduta : dispositivo guidato e relativa linea di ancoraggio dovrà essere condotta in accordo con le istruzioni contenute nel libretto e annotata su apposite schede da allegare al fascicolo del fabbricato e tenere a disposizione dell’utilizzatore.
In generale, le verifiche dovranno essere effettuate da personale competente, prima e dopo l’ uso del dispositivo o dopo un lungo periodo di inutilizzo.
L’esito delle ispezioni e le avvenute manutenzioni dovranno essere registrate dal proprietario del sistema in apposita scheda da tenere a disposizione dell’utilizzatore, all’interno dei rispettivi dell’involucri di conservazione.
I controlli dovranno valutare l’efficienza dei meccanismi di bloccaggio automatico, il logorio dei sistemi di attacco e distacco del dispositivo dalla linea guida, il deposito di elementi di attrito lungo le guide fissate in modo permanente alla struttura e il mantenimento dei requisiti di affidabilità dei relativi punti di fissaggio e fine corsa.
Nel caso si registri il danneggiamento di alcuni componenti questi andranno sostituiti con dei nuovi aventi medesime caratteristiche di resistenza e compatibilità.
I difetti o gli inconvenienti rilevati durante le fasi di ispezione, andranno tempestivamente comunicati al responsabile dell’immobile su cui sono installati tali equipaggiamenti; in attesa della loro sostituzione/riparazione, dovranno essere escluse dal servizio.
Sistemi e procedure complementari: 
Verifica di Disponibilità per l’utilizzatore, delle istruzioni di uso e manutenzione in lingua italiana;
Verifica di stabilità dei punti di ancoraggio a cui il dispositivo anticaduta dovrà essere fissato;
Elaborazione di piano di emergenza o di apposita procedura di soccorso pubblico in aiuto del lavoratore nel caso
rimanga sospeso al sistema anticaduta;
Uso di calzature antisdrucciolo in caso di coperture fortemente inclinate.


SISTEMI DI ARRESTO CADUTA con DISPOSITIVO GUIDATO UNI 353

Si definiscono SISTEMI DI ARRESTO CADUTA i dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall’alto costituiti dall’assemblaggio di una imbracatura (mezzo di presa per il corpo) e un sottosistema di collegamento fornito di dissipatore di energia, raccordabile a un punto di ancoraggio, avente funzione di arresto caduta.

Sistema di arresto caduta composto da tre elementi base:

PUNTO DI ANCORAGGIO + SOTTOSISTEMA DI COLLEGAMENTO + IMBRACATURA DI SICUREZZA

Nel caso in esame il sottosistema di collegamento risulta costituito da dispositivo guidato dotato di assorbitore di energia e connettore di aggancio.

Caratteristiche:

Ha la funzione di assicurare la persona a un punto di ancoraggio in modo da prevenirne o arrestarne la caduta in condizioni di sicurezza.

Il sottosistema di collegamento in un sistema anticaduta deve sempre garantire una tensione massima sull’imbracatura al momento dell’arresto caduta di 600 dN massima.

Le caratteristiche del sistema variano essenzialmente in funzione della natura rigida o flessibile della linea di ancoraggio. Le differenze riguardano in particolare il diverso grado di libertà consentito all’operatore durante gli spostamenti e il grado di resistenza dei due supporti.

In entrambi i casi le guide dovranno essere dotate di dispositivo di fine corsa posto in corrispondenza delle loro estremità, in grado di arrestare lo scorrimento del dispositivo guidato ed evitarne il suo distacco involontario.

Nel caso di fune flessibile collegata a un punto superiore, questa potrà essere essere attrezzata con contrappeso posto alla estremità inferiore associato a relativo dispositivo di fine corsa.

L’imbracatura utilizzata (vedi scheda IMBRACATURA UNI 361 (DPI001) - Imbracatura) dovrà essere del tipo a bretelle e cosciali , con doppio anello di aggancio posto in posizione sternale e dorsale.

Il connettore presente alla estremità del dispositivo guidato, ha la funzione di agganciare l’elemento di scorrimento all’imbracatura dell’operatore. È generalmente costituiti da moschettone dotato di chiusura a bloccaggio manuale o automatico, apribile con almeno due movimenti manuali consecutivi e intenzionali. Possiede forma liscia e arrotondate, allo scopo di non causare lesioni all’operatore o danneggiare, consumare o tagliare accidentalmente le parti in fibra tessile degli altri componenti del sistema anticaduta.

Nel caso di utilizzo di guida rigida, il sistema viene classificato tra i dispositivi permanenti in quanto installata in modo fisso alla struttura.

Nel caso di linea flessibile, il sistema considerato può risultare non permanente in quanto messo a disposizione dall’Impresa al momento dell’accesso in copertura. Questo, può essere utilizzato solo se fissato a un punto di ancoraggio superiore.

Impiego:

Sistema indicato per interventi ad altezze elevate, condotte in posizione inclinata o in verticale su coperture a falde o di tipo voltato, su tralicci e scale.
Particolarmente adatto per i lavori in sospensione.
Il dispositivo guidato con linea di ancoraggio rigida trova maggiore applicazione nel caso di usi frequenti, e per la presenza contemporanea di più operatori.
La variante con linea flessibile, risulta più indicata nel caso di edifici esistenti in quanto di semplice installazione e per interventi non frequenti che richiedano maggiore libertà di movimento.

Specificità:

Sistema di facile trasporto e installazione garantisce elevate condizioni di sicurezza se supportato da idonei punti di ancoraggio.

In questo tipo di sistema, sia esso con guida rigida o flessibile, l’elemento di scorrimento autobloccante è spesso parte integrante del dispositivo di collegamento e può essere progettato in modo tale da passare liberamente attraverso gli ancoraggi intermedi accompagnando l’operatore nei suoi spostamenti senza l’esigenza di regolazioni manuali.

Criticità:
•Il sistema presuppone precisi requisiti di resistenza del/i punto/i di ancoraggio.
•L’uso del dispositivo può avvenire solo da parte di personale preventivamente informato, formato ed addestrato sulle sue modalità di utilizzo, secondo le prescrizioni indicate dal produttore.
•L’uso di questo dispositivo richiede movimenti lenti, che assecondino lo scorrimento del dispositivo lungo la propria linea guida
•Le parti in fibra tessile costituenti la fune flessibile e le cinghie dell’imbracatura, se mal conservate o utilizzate in presenta di parti taglienti o ruvide, sono soggette a facile deterioramento.


Ispezioni:
Le revisioni periodiche di tutti gli elementi, connettori, dispositivo guidato con dissipatore di energia e imbracatura di sicurezza, dovranno essere effettuate da personale competente, secondo le indicazioni fornite dal fabbricante. Queste avranno lo scopo di controllare le condizioni di resistenza del sistema e dei suoi componenti; in particolare rilevare la presenza di tagli, lacerazioni o sfilacciature delle parti in fibra tessile, il deterioramento delle parti metalliche, il funzionamento dei meccanismi di chiusura e bloccaggio dei connettori, gli elementi di aggancio/sgancio del dispositivo guidato dalla linea guida, la tenuta degli elementi di fine corsa e l’integrità dell’assorbitore di energia.

L’esito delle ispezioni e le avvenute manutenzione dovranno essere registrate dal proprietario del sistema in apposita scheda da tenere a disposizione dell’utilizzatore, all’interno dei rispettivi involucri di conservazione.
L’esito delle ispezioni e le avvenute manutenzione dovranno essere annotate dal proprietario del sistema o dall’utilizzatore in apposita scheda da tenere all’interno dell’involucro di conservazione, a disposizione degli operatori, per usi successivi.

Sistemi e procedure complementari:
•Ispezione degli ancoraggi condotta da persona competente.
•Elaborazione di piano di emergenza o di apposita procedura di soccorso pubblico per il possibile recupero del lavoratore in sospensione, in caso di caduta accidentale.
•Verifica dei contenuti dell’“Elaborato Tecnico di Copertura”, se già presente in dotazione al fabbricato.

DISPOSITIVI SCORREVOLI SU LINEA DI ANCORAGGIO

Descrizione:

Sono dispositivi di ancoraggio scorrevoli da innestare su sistemi a linee di ancoraggio monoutente rispondenti alla norma UNI EN 795 tipo C/D (linea flessibile o rigida) o linee multiutente rispondenti alla norma tecnica CEN/TS 16415 .

Quelli a carrello, hanno la stessa funzione del connettore ad anello applicato alla linee di ancoraggio flessibili realizzate con cavi d’acciaio, ma sono studiati specificamente come componente dello specifico sistema con guida rigida e per tale motivo devono essere assolutamente compatibili con il tipo di linea scelto e preferibilmente studiati dallo stesso produttore che ne garantisce la compatibilità e soprattutto al rispondenza alle norma UNI EN 362.

Possono essere “aperti” o “chiusi” in base alla la possibilità di essere innestati sulla linea in qualsiasi punto o di poter essere inseriti solo alle estremità della stessa.

Il sistema di scorrimento del dispositivo sulla linea può essere con o senza rulli.


Caratteristiche:

Sono connettori e quindi devono essere conformi alla norma UNI EN 362.

Essendo trasportabili ed in dotazione all’operatore devono essere marcati CE, ed è d’obbligo l’informazione, la formazione e l’addestramento del lavoratore da parte del datore di lavoro.

Quelli a carrello possono essere di tre tipi:

1 - Carrello scorrevole chiuso

Non sono presenti rulli, per questo motivo è assolutamente resistente alla sporcizia.Rappresenta la soluzione più conveniente.Può essere sganciato dal sistema grazie ai terminali d’uscita oppure rimanere attaccato alla guida.

Applicazione: ad es.quando il sistema è utilizzato non frequentemente o quando il sistema ha punti d’ingresso e di uscita ben definiti.

Il carrello chiuso può essere aggiunto o rimosso una volta sbloccata la sicura presente sul terminale.

2 - Carrello scorrevole apribile

Grazie al facile meccanismo di apertura o di bloccaggio, può essere applicato o staccato dalla guida in qualunque punto della linea.Offre una maggiore flessibilità all’utilizzatore durante le sue attività.Applicazione: ad es.quando il sistema è utilizzato da più operatori contemporaneamente o quando il sistema non ha punti d’ingresso e di uscita ben definiti.

Il carrello scorrevole apribile può essere applicato oppure rimosso in qualunque punto del sistema.

3 - Carrelli scorrevoli a rulli

Questo carrello è utilizzabile esclusivamente per le applicazioni sopra la testa.

È anche possibile abbinarlo ad un retrattile che consente un notevole aumento del raggio d’azione dell’utilizzatore.

Applicazione: ad es.quando l’utilizzatore lavora sotto il sistema a diverse altezze.
Il carrello a rulli può rimanere fissato alla guida.

Non è possibile spostarlo su un arco di 90°.

Impiego:

Esclusivamente come componente dello specifico sistema d’arresto caduta a linea flessibile o rigida a cui appartiene.

Specificità:



Richiede una manutenzione periodica la cui cadenza dipende dalle caratteristiche tecniche del costruttore.

Tutte le informazioni fornite dal fabbricante relativamente alle modalità di impiego del sistema di ancoraggio installato, dovranno essere indicate chiaramente in prossimità del punto di accesso al dispositivo.

I connettori non devono presentare bordi a spigolo vivo o ruvidi che potrebbero tagliare, consumare o danneggiare in altro modo le corde o le cinghie o causare lesioni all’utilizzatore.

Per ridurre la probabilità di un apertura involontaria, devono essere a chiusura automatica e a bloccaggio automatico o manuale.

Essi si devono aprire con almeno due movimenti manuali e consecutivi ed intenzionali.

Le istruzioni per l’uso e la marcatura dei connettori devono essere conformi alla EN 365 e devono essere riportate nella lingua del paese di vendita.

Criticità:

Elementi di rischio, in questo senso, scaturiscono dal mancato rispetto dei tempi previsti per le manutenzioni da parte di personale non esperto e/o dalla mancata sostituzione di elementi danneggiati.

Altro elemento di criticità è legato ad un uso improprio dell’ancoraggio da parte di operatore scarsamente informato sulle caratteristiche del dispositivo e sui suoi limiti di impiego.

Ispezioni:
•Pulizia e lubrificazione dei delle parti dei rulli del dispositivo
•Verifica dello stato di conservazione secondo i parametri di riferimento indicati dal libretto del
•Aggiornamento libretto di manutenzione del componente fornito dal costruttore

Sistemi e procedure complementari:

Per coperture inclinate (pendenza superiore a 15°) e fortemente inclinate (pendenza superiore a 50°) l’operatore deve indossare idonee calzature antisdrucciolo.

IMBRACATURA UNI 361

Descrizione

L’IMBRACATURA è un dispositivo di protezione individuale con funzione di supporto rivolto principalmente all’arresto caduta. E’ concepito per distribuire in caso di caduta le tensioni sul corpo mantenendo l’operatore in sospensione.
Caratteristiche:

E’ costituito da un insieme di nastri e/o cinghie, alcune con possibilità di registrazione e di adattamento a varie taglie, avviluppanti il corpo dell’utente. E’ dotata di elementi di attacco, conformato ad anello, che consente di vincolarla al sistema di arresto caduta.

Essendo un DPI rivolto a salvaguardare da rischi di morte o di lesioni gravi e di carattere permanente ai sensi del decreto legislativo 4 Dicembre 1992, n. 475, appartiene alla terza categoria e necessita informazione, formazione e addestramento per il suo utilizzo.

Ogni DPI “imbracatura” deve essere realizzato nel rispetto dei criteri di ergonomicità e di adattabilità al corpo di un operatore.

Deve essere costituito da materiale resistente, i cui nastri e fili devono essere in fibre tessili sintetiche resistenti alle muffe ed alle sollecitazioni dinamiche, poco sensibili ai fenomeni dell’invecchiamento.

Deve essere in buono stato di conservazione; mantenuto in stato di efficienza e di igiene; in caso sia necessario provvedere a sostituzioni di parti e/o riparazioni, deve rimanere in azienda traccia documentale delle stesse, e comunque le stesse devono essere condotte assicurando il livello di qualità prestazionale garantito dal fabbricante al momento dell’acquisto.

Deve essere resistente nel suo insieme e in ogni sua parte al massimo sforzo cui può essere assoggettato, secondo le prove di resistenza statica e dinamica.

Impiego:

Dispositivo di protezione individuale obbligatorio in tutti quei casi in cui pur essendo già state adottate tutte le possibili misure tecniche di prevenzione, anche di protezione collettiva, o nell’impossibilità tecnica di adottare DPC, permane un rischio residuo di caduta dall’alto. Deve essere destinato dal datore di lavoro ad un uso personale salvo quanto specificato all’art. 77 c.4 l.d) D.Lgs 81/08. Si rende necessario in quelle particolari fasi lavorative in cui l’operatore è esposto al rischio di caduta dall’alto della copertura o di parti di essa aperte sul vuoto dalle quali è possibile cadere da altezza superiore a 200 cm rispetto a un piano stabile (vani scale, porzioni non portanti della copertura, lucernari, cavedi, passerelle, ecc.).

Specificità:

Dispositivo di protezione individuale che garantisce, in combinazione con un opportuno sistema di arresto cadute, una risposta al rischio residuo nel caso di cadute dall’alto.
Il suo uso in cantiere è giustificato soltanto in circostanze in cui, a seguito della valutazione dei rischi, risulta che il lavoro possa essere effettuato in condizioni di sicurezza e l'impiego di un'altra attrezzatura di lavoro considerata più sicura non è giustificato a causa della breve durata di impiego e delle caratteristiche esistenti dei siti che non possono essere modificati .

Criticità:

Può essere utilizzato solo da personale informato, formato ed addestrato al suo utilizzo che ne conosca, oltre alla modalità di indossabilità anche le procedure per risultare sempre ancorato ad un punto fisso.

L’imbracatura infatti fa parte di un sistema composto da:

1. Sostegno per il corpo costituito dall’imbracatura stessa adattabile alla morfologia corporea ed in grado di distribuire su un’ampia superficie le tensioni dovute ad una caduta che devono essere sempre inferiori a 600 daN

2. Ancoraggio ad un struttura in grado di garantire gli effetti di una caduta

3. Collegamento tra imbracatura e punto di ancoraggio

Elemento di estrema criticità è la dipendenza, ai fini dell’efficacia dell’imbracatura, da un sistema perfettamente funzionante nei suoi elementi costitutivi e/o subsistemi, di cui l’imbracatura stessa è solo un componente. Fra tutti i principali sono:
•Esistenza di un punto di ancoraggio affidabile;

•Punto di attacco ad un sottosistema affidabile (assorbitore di energia, cordini, connettori,ecc.)

•Esistenza di bordi taglienti, temperatura elevata, conducibilità termica

•Cattivo stato di conservazione e/o utilizzo erroneo da parte dell’operatore


Un elemento ulteriore di criticità e conseguentemente di opportunità di utilizzo di detto DPI è la valutazione da parte del tecnico delle condizioni al contorno: calcolo del tirante d’aria libero, area soggette a trattenuta, area soggetta ad arresto caduta, elementi architettonici e/o strutturali emergenti ed impattanti in caso di caduta,ecc.



Ispezioni:

Da una ispezione visiva dovrebbe essere verificata ai fini dell’analisi dello stato di conservazione, e quindi dell’utilizzo, almeno la sussistenza dei seguenti requisiti:
•la presenza di elementi metallici non corrosi
•la presenza di cinghie o similari sulle spalle e nella regione pelvica
•la larghezza delle cinghie primarie deve essere superiore a 4 cm (UNI EN 361) o a 5 cm (D.M. 466/92) e quella delle secondarie –bretelle e cosciali- non inferiore a 2 cm (UNI EN 361) o a 3 cm (D.M. 466/92)
•il colore delle cuciture deve essere in contrasto con quello delle cinghie stesse.

Irrinunciabile: la marcatura CE sull’imbracatura su cui deve essere inoltre riportato il modello, tipo di imbracatura, produttore e la norma europea di riferimento, in questo caso la UNI EN 361.

Il libretto di uso e manutenzione fornito dal fabbricante e rilasciato dal venditore al momento dell’acquisto deve essere sempre presente e scritto in Italiano.

Ai lavoratori compete la cura dei DPI messi a loro disposizione; evitando di apportare modifiche di propria iniziativa, e seguendo le procedure aziendali in materia di riconsegna dei DPI al termine di ogni utilizzo.

Sistemi e procedure complementari:

Verifica del sistema di arresto cadute di cui l’imbracatura è un componente

Per coperture inclinate (pendenza superiore a 15°) l’operatore deve indossare idonee calzature antisdrucciolo.

SISTEMI DI ARRESTO CADUTA Con RETRATTILE UNI 360

Descrizione:

Si definiscono SISTEMI DI ARRESTO CADUTA i dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall’alto costituiti dall’assemblaggio di una imbracatura (mezzo di presa per il corpo) e un sottosistema di collegamento fornito di dissipatore di energia, raccordabile a un punto di ancoraggio, avente funzione di arresto caduta.

Sistema di arresto caduta composto da tre elementi base:

PUNTO DI ANCORAGGIO + SOTTOSISTEMA DI COLLEGAMENTO + IMBRACATURA DI SICUREZZA

Nel caso in esame il sottosistema di collegamento risulta costituito da un Dispositivo retrattile provvisto di connettore e assorbitore di energia

Caratteristiche:

Ha la funzione di assicurare la persona a un punto di ancoraggio in modo da contenerne la caduta in condizioni di sicurezza.

Il sottosistema di collegamento in un sistema anticaduta deve sempre garantire una tensione massima sull’imbracatura al momento dell’arresto caduta di 600 dN massima.

Il dispositivo di collegamento retrattile è dotato di funzione autobloccante e di sistema automatico di tensione e di ritorno del cordino consentendo all’operatore di operare con elemento di trattenuta sempre teso. Può avere dimensione variabile ed è provvisto di involucro avvolgicavo direttamente predisposto per agganciarsi tramite connettore al punto di ancoraggio. Il cavo di collegamento in esso contenuto, può essere realizzato in fibra tessile o fune metallica e presenta alla sua estremità esterna, un connettore per l’aggancio all’imbracatura. Tale connettore dovrà essere conforme alla EN 362 e incorporare una funzione di rotazione.

La lunghezza del cordino è regolata automaticamente per mezzo di un sistema di avvolgimento che consente all’utilizzatore la massima libertà di spostamento e un arresto immediato in caso di caduta.

L’assorbitore di energia, obbligatorio per il corretto funzionamento del sistema anticaduta, dovrà essere presente nell’avvolgitore, in caso contrario dovrà essere applicato direttamente sul cordino. La sua funzione è quella di limitare le sollecitazioni trasmesse all’operatore dalla forza cinetica sviluppata durante una caduta.

Il cordino retrattile, per assolvere alla sua funzione in modo corretto e non costituire impedimento per l’operatore durante gli interventi, dovrà essere agganciato preferibilmente agli anelli dorsali dell’imbracatura.

I connettori presenti alle estremità del dispositivo retrattile hanno la funzione di agganciare il dispositivo da una parte all’imbracatura dell’operatore e dall’altra al punto di ancoraggio superiore; sono generalmente costituiti da moschettoni dotati di chiusura a bloccaggio manuale o automatico, apribili con almeno due movimenti manuali consecutivi e intenzionali. Hanno forme lisce e arrotondate, progettate per non causare lesioni all’operatore o danneggiare, consumare o tagliare accidentalmente le parti in fibra tessile degli altri componenti del sistema anticaduta.

Tale sistema viene classificato tra i dispositivi non permanenti in quanto non viene installato in modo fisso alla struttura, ma viene messo a disposizione dall’impresa solo al momento dell’esecuzione delle attività ispettive/operative in copertura.

Impiego:

Dispositivo di protezione individuale altamente flessibile, utilizzato nel caso di coperture con elevato sviluppo planimetrico, per lavori che richiedano grande libertà di movimento e velocità di esecuzione.

Il sistema di bloccaggio automatico del cordino retrattile, lo rendono particolarmente adatto per lavori condotti ad altezze ridotte, su superfici che consentano di operare con il dispositivo posto ad una inclinazione rispetto alla perpendicolare di ancoraggio che non superi i 30°, valore oltre il quale l’attivazione del il sistema di arresto automatico risulterebbe ritardato.

Quando previsto dal fabbricante, può essere utilizzato su ancoraggi posti su piani orizzontali o pareti verticali, in tal caso l’utilizzatore dovrà accertare preventivamente la natura degli spigoli e dei bordi contro i quali la fune di trattenuta si troverebbe a sfregare in caso di caduta dell’operatore e le qualità di resistenza della fune stessa.

E’ adatto ad interventi di lunga durata.

Specificità:

Sistema di arresto altamente versatile, in grado di consentire la movimentazione libera e veloce dell’operatore su ampie estensioni di copertura. Le caratteristiche del sistema agevolano ampiamente il lavoro, accompagnando di volta in volta l’operatore con la lunghezza del cordino più appropriata e in condizione di costante tensione.

L’avvolgimento automatico del cordino consente inoltre di muoversi a mani libere e di evitare i rischi di inciampo.

Il sistema, costituito essenzialmente dal dispositivo retrattile e dall’imbracatura di presa del corpo, risulta leggero e facilmente trasportabile.

Per migliorare le condizioni di sicurezza in prossimità dei bordi della copertura, può essere utilizzato congiuntamente a un cordino di posizionamento fissato a ganci di deviazione.

Criticità:

Il sistema di bloccaggio automatico per quanto efficiente entra in funzione solo se sollecitato a strappo e in particolari condizioni di pendenza. Su inclinazioni ridotte, ad esempio, il rotolamento accidentale di un operatore potrebbe essere arrestato solo dopo il verificarsi di una caduta libera oltre il bordo di copertura.

Ulteriori problemi di funzionamento del dispositivo retrattile potrebbero essere causati dall’eccessiva ampiezza dell’angolo compreso tra il cordino retrattile e la perpendicolare sul punto ancoraggio.

La grande libertà di movimento concessa e la notevole estensione del cordino, possono causare un abbassamento del grado di attenzione dell’operatore nei confronti dei rischi legati alla possibile insorgenza dell’effetto pendolo.

I componenti in fibra sintetica che possono costituire la struttura del cordino, sono soggetti a un veloce e facile deterioramento determinato dalla sensibilità delle fibre ai fattori di attrito e alle cattive condizioni di conservazione.

Richiede compatibilità tra i sottosistemi e caratteristiche specifiche del punti di ancoraggio.

L’affidabilità del sistema è strettamente connessa alle caratteristiche di resistenza di ogni singolo componente e alla stabilità dell’ancoraggio.

Uso del dispositivo solo da parte di personale addestrato o adeguatamente informato sulle condizioni di utilizzo fornite dal fabbricante.

La funzione di sicurezza del sistema di arresto caduta dipende dalla perfetta integrità di tutti i suoi componenti. Il deperimento/danneggiamento di anche uno solo di loro comprometterebbe i requisiti di trattenuta posseduti dall’intero sistema.

Non può essere utilizzato su linee di ancoraggio inclinate oltre i 15°.

Alternative:
1.
Sistema di arresto caduta composto da connettori + dispositivo guidato + imbracatura di sicurezza

2.
Sistema di arresto caduta composto da connettori + cordino + imbracatura di sicurezza


Ispezioni:

Le revisioni periodiche di tutti gli elementi, connettori, dispositivo retrattile con dissipatore di energia e imbracatura di sicurezza, dovranno essere effettuate da personale competente, secondo le fornite dal fabbricante. Queste avranno lo scopo di controllare le condizioni di resistenza del sistema e dei suoi componenti; in particolare rilevare la presenza di tagli, lacerazioni o sfilacciature delle parti in fibra tessili, il deterioramento delle parti metalliche, il funzionamento del sistema automatico di bloccaggio del cavo e l’integrità dell’assorbitore di energia.

L’esito delle ispezioni e le avvenute manutenzioni dovranno essere registrate dal proprietario del sistema in apposita scheda da tenere a disposizione dell’utilizzatore, all’interno dei rispettivi involucri di conservazione.

La eventuale riparazione dei pezzi dovrà essere eseguita direttamente dal fabbricante o da tecnico autorizzato da quest’ultimo. La loro sostituzione dovrà presupporre una preventiva verifica di compatibilità con i diversi elementi costituenti il sistema.

Il sistema di arresto caduta dovrà essere sostituito/revisionato da personale specializzato, tutte le volte che si verifica una caduta.

Sistemi e procedure complementari:
•Disponibilità per l’utilizzatore, delle istruzioni di uso e manutenzione del fabbricante, fornite in lingua italiana;
•Ispezione degli ancoraggi condotta da persona competente;
•Verifica preventiva dello stato dei luoghi e delle condizioni al contorno: presenza di cantieri nelle vicinanze, linee elettriche, elementi isolati che possano ostacolare la messa in esercizio del sistema, modifiche alla morfologia di copertura, ecc…
•Elaborazione di piano di emergenza o di apposita procedura di soccorso pubblico per il possibile recupero del lavoratore in sospensione, in caso di caduta accidentale (tempo massimo per il recupero 30 minuti);
•Uso di calzature antisdrucciolo in caso di coperture fortemente inclinate;
•Verifica delle condizioni meteorologiche e ambientali: vento forte, gelo, scarsa visibilità pioggia;
•Verifica dei contenuti “Elaborato Tecnico di Copertura” se già presente in dotazione al fabbricato.