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  • PIEGAFERRI
  • La macchina piegaferri è usata in edilizia per la piegatura di barre e di tondini utilizzati per l’armatura del calcestruzzo
    armato (ferri longitudinali, piegati, staffe, ecc...) sostituisce vantaggiosamente la vecchia “piastra da ferraiolo” usata per
    piegare a mano le barre mediante l’uso di leve. Si tratta di una “macchina” soggetta a marcatura CE.
    Circa particolari situazioni di rischio inerenti la specifica lavorazioni si può considerare:
    Pizzicamenti in zona di piegatura
    Il rischio di contatti fra elementi della macchina (piastra rotante con perno di piegatura, perno centrale, elemento di
    riscontro) e dei ferri in fase di piegatura è un rischio reale, specialmente per la lavorazione di piccoli pezzi o per cause
    accidentali. I vigenti indirizzi tecnici prevedono di ovviare a tale pericolo mediante la realizzazione di un riparo incernierato
    posizionato sopra la zona di pericolo (griglia o riparo trasparente) collegato ad un microinterruttore. Tale dispositivo deve
    impedire l’avvio della macchina se il riparo è sollevato, con l’installazione di tale protezione è ammissibile l’uso del pedale
    (dotato a sua volta di protezione superiore e sui lati). Altra possibilità è l’utilizzazione di comando a doppi pulsanti ad
    azione ritenuta oppure di un pulsante singolo ed attrezzo per il sostegno delle barre dal lato piegato. L’utilizzazione di
    doppio comando ad azione ritenuta pare forse la soluzione più percorribile nel caso ci si trovi ad effettuare lavori di
    piegatura su tre assi non complanari.
    Pizzicamento fra ferri e bordo macchina o fra i singoli ferri
    Il rischio anche in questo caso è evidente e facilmente eliminabile mediante l’utilizzazione di comandi ad azione ritenuta
    e mediante la disponibilità di arresti o barre di emergenza poste presso il posto/i di lavoro. La formazione del personale
    ed il corretto uso della macchina (sistemarsi in piano e comodi, con spazio sufficiente attorno, non porsi nella zona in
    cui le barre tendono a chiudere, non sostenere i ferri dalla punta né infilare fra loro le dita, usare sempre i guanti, tenersi
    lontano dalla zona di piegatura, ecc...) sono condizioni basilari per evitare gli infortuni.
    Rischi di natura elettrica
    La macchina deve essere collegata a terra mediante il cavo di alimentazione che deve
    comprendere il conduttore giallo-verde: “la terra” (meglio definito: conduttore
    di protezione). A protezione della linea di alimentazione della macchina, contro i contatti
    indiretti, deve essere installato un interruttore magnetotermico-differenziale con soglia
    di massima di intervento non superiore a 30 mA (tipo “salvavita”). A bordo macchina,
    per la protezione contro le sovracorrenti, deve essere installato un interruttore
    magnetotermico o fusibili (entrambi opportunamente dimensionati). I componenti
    elettrici esterni (motore, interruttore, scatole di derivazione, prese a spina, ecc...),
    per la presenza di polvere ed umidità, devono avere un grado di protezione adeguato (almeno IP 44 in quanto la macchina viene usualmente utilizzata all’ aperto). Se esiste un quadro elettrico deve essere
    chiuso a chiave (accessibile solo a personale addestrato) o dotato di interblocco che tolga tensione alle parti elettriche
    poste all’interno del quadro (i morsetti di arrivo all’interblocco che restano in tensione devono essere protetti con apposita
    protezione). Assicurarsi della costante funzionalità dei comandi e dei dispositivi di sicurezza ed emergenza. Usare cavi
    flessibili (es. tipo H07 RN-F) resistenti all’acqua ed all’abrasione. I componenti elettrici non devono essere rotti o fessurati,
    i pressacavi devono essere idonei e ben posizionati. Le prolunghe “giuntate” e “nastrate” o con prese a spina o adattatori
    di uso “civile” sono estremamente pericolose.
    Altre fonti di pericolo
    La macchina deve essere posizionata in luogo non soggetto a transito di automezzi (investimento) o di caduta di materiale
    dall’alto (se nel raggio d’azione della gru o altro predisporre un impalcato di protezione), il cavo di alimentazione non deve
    essere causa di possibile inciampo o ingombro, né essere esposto a possibili danneggiamenti meccanici (urto dei ferri,
    passaggio) o chimici (calce, cemento, ecc...). Gli organi di trasmissione del moto (ingranaggi, pulegge, ecc...) devono
    essere protetti o completamente racchiusi nel corpo macchina.
    Dispositivi di protezione raccomandati
    • tuta e guanti da lavoro.
    • calzature di sicurezza.










     

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