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L’elevatore (detto comunemente “montacarichi”) è una macchina molto utilizzata in edilizia per il trasferimento di carichi
di modesta entità su piani diversi. L’argano elettrico può essere montato in posizione scorrevole su una rotaia sostenuta
da cavalletti oppure sistemato in modo da ruotare orizzontalmente appeso ad una apposita struttura portante (bandiera).
Il suo uso è diffuso nei piccoli cantieri, nei lavori di ristrutturazione interna, per il montaggio di ponteggi ed in genere ove
non sia possibile usare una gru a torre. L’elevatore è una macchina (quindi marcatura CE) soggetta, se di portata superiore
ai 200 kg, al rilascio del “libretto delle verifiche per apparecchi di sollevamento” (a cura dell’ISPESL) ed alle verifiche
periodiche sulla sua efficienza (Aziende Sanitarie Locali-ARPA). È quindi necessario richiedere inizialmente il “collaudo”
all’ISPESL e successivamente comunicarne il piazzamento alla ASL-ARPA locale. È altresì soggetta all’effettuazione della
verifica trimestrale dello stato di conservazione delle funi, tale verifica va fatta a cura del proprietario e l’esito va annotato
su un’apposita pagina del “libretto” (fino al rilascio del libretto tali verifiche vanno eseguite ed annotate cronologicamente,
le annotazioni verranno inserire poi nel libretto non appena disponibile). L’uso dell’elevatore deve essere oggetto di
adeguata formazione agli addetti, la portata deve essere chiaramente indicata sul paranco, le funzioni dei comandi devono
essere richiamate sulla pulsantiera. Se non è possibile montare parapetti adeguati l'addetto deve utilizzare dispositivi
anticaduta. Circa i principali pericoli evidenziabili si citano:
Rovesciamento o caduta della macchina
È necessario che la macchina sia installata come previsto dal costruttore su una superficie sufficientemente ampia e di
adeguata resistenza. Per gli elevatori a cavalletto possono essere previsti cassoni con zavorra da fissare al cavalletto
posteriore (non si usino liquidi per il rischio che si forino i contenitori e venga a mancare la zavorra, né improvvisati accumuli
di materiale sfuso) oppure sistemi di collegamento a strutture fisse (per esempio collegamenti passanti sotto alla soletta
su cui è installato, puntoni contro la soletta superiore, ecc...). Per elevatori a bandiera si utilizzano generalmente elementi
adeguatamente ancorati a fabbricati (puntelli rinforzati da tiranti, ecc...) o strutture idonee preventivamente predisposte.
Nel caso che si realizzino sistemi di ancoraggio diversi da quelli previsti dal costruttore, gli stessi devono essere progettati
e calcolati da un tecnico abilitato. Sia i calcoli suddetti che la documentazione fornita dal costruttore va conservata in
cantiere. Controllare periodicamente l’efficienza degli ancoraggi.
Caduta dall’alto dell’addetto all’elevatore
Le aperture e gli spazi prospicienti il vuoto devono essere dotati di parapetto normale. Nella zona ove viene movimentato
il carico, può essere lasciato nel corrente superiore un varco sufficiente al passaggio della fune che sostiene il carico
(abbassando gli elementi metallici ribaltabili fissati al cavalletto anteriore); in questo caso il carico può passare fra tali
elementi mobili e la tavola fermapiede (alta 30 cm almeno). Analoga soluzione può essere adottata (per esempio utilizzando
stocchi metallici opportunamente collegati a strutture fisse) per gli elevatori a bandiera. Se il carico da movimentare è
ingombrante è possibile ampliare il varco per il suo passaggio togliendo parti di parapetto, gli operatori dovranno però
essere efficacemente protetti contro il rischio di caduta mediante imbracatura di sicurezza e dispositivi anticaduta.
I parapetti dovranno ovviamente essere rimontati non appena terminata l’operazione.
Caduta di materiale dell’alto
L’imbracatura dei carichi deve essere fatta in modo idoneo per evitare la caduta o lo spostamento del carico durante il
sollevamento. Non utilizzare mezzi di fortuna per imbracare e sollevare i carichi (corde “di recupero”, tondini piegati a
gancio, tubi o barre di ferro, filo di ferro, reggette di plastica, ecc...), usare solo materiale certificato CE (ganci con chiusura,
corde metalliche o in tessuto, fasce in tessuto, catene, ecc...). La marcatura CE unitamente alla portata deve essere
indicata (con piastrine, anelli, ecc...) anche sul materiale stesso. È da tenere presente che ampi angoli di apertura delle
funi al gancio fanno diminuire significativamente la portata generale dell’accessorio usato per l’imbracatura riducendone
pericolosamente l’efficacia. Esporre una tabella indicante tale rischio e le variazioni di portata in funzione delle condizioni
di utilizzazione delle brache di sollevamento chiarendone il significato agli addetti al sollevamento ed all’imbracatura dei
carichi, potrebbe evitare gravi incidenti.Particolare attenzione va prestata al sollevamento di materiale che potrebbe
scivolare durante la movimentazione o elementi che potrebbero scivolare o fuoriuscire dall’insieme per effetto di oscillazioni,
urti, ecc... (fasci di tubi lisci, sacchi che si rompono, ecc...). Il materiale sfuso (mattoni, pietrame, giunti per ponteggi,
ecc...) va sollevato entro contenitori idonei (benne, cassoni, cestelli). L’addetto alla pulsantiera deve sempre porsi in
posizione adeguata per poter osservare la zona di lavoro e non iniziare ad operare se vi sono persone sotto il carico. Il
collega a terra non sosterà nella zona di carico e sorveglierà che nessuno vi acceda.
Inidoneità della macchina
Il paranco elettrico deve essere dotato di dispositivo automatico di fine corsa superiore (per evitare l’urto del gancio contro
la struttura dell’elevatore) ed inferiore (a fine corsa devono restare ancora almeno due spire di fune avvolte sul tamburo).
Gli elevatori a cavalletto, alle estremità del binario di corsa del paranco devono avere appositi arresti ammortizzati. È
opportuno controllare periodicamente l’efficacia di tali dispositivi come anche dei sistemi di ancoraggio, zavorre, integrità
della fune, efficacia degli ancoraggi della fune, del gancio e del freno.
Rischi di natura elettrica
La macchina deve essere collegata a terra mediante il cavo di alimentazione che deve comprendere il conduttore giallo
-verde: “la terra” (meglio definito: conduttore di protezione). A protezione della linea di alimentazione della macchina,
contro i contatti indiretti, deve essere installato un interruttore magnetotermico-differenziale con soglia di massima di
intervento non superiore a 30 mA (tipo “salvavita”). A bordo macchina, per la protezione contro le sovracorrenti, deve
essere installato un interruttore magnetotermico o fusibili (entrambi opportunamente dimensionati). I componenti elettrici
esterni (motore, interruttore, scatole di derivazione, prese a spina ecc...) per la presenza di polvere ed umidità devono
avere un grado di protezione adeguato (almeno IP 44). Usare cavi flessibili resistenti all’acqua ed all'abrasione.
I componenti elettrici non devono essere rotti o fessurati, i pressacavi devono essere idonei e ben posizionati. Le prolunghe
“giuntate” e “nastrate” o con prese a spina o adattatori di uso “civile” per la probabile presenza di acqua sono estremamente
pericolose. Non usare la pulsantiera per manovrare (tirare) il carrello o per ruotare la “bandiera” del paranco elettrico.
Dispositivi di protezione
• tuta e guanti ordinari.
• calzature antinfortunistiche con puntale di sicurezza.
• elmetto (per l’operatore a terra).
• imbracatura di sicurezza (operatore ai piani alti).


