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La protezione contro le scariche atmosfericheè necessaria per le strutture metalliche di “notevoli
dimensioni” da cui l’obbligo della denuncia.
La valutazione di questo parametro può essere
eseguita seguendo diverse procedure:
• procedura completa (Norma CEI 81-4).
• procedura semplificata (Norma CEI 81-1 Appendici
F e G).
• utilizzando il grafico predisposto dalla Guida CEI
64-17. Tale grafico considera un ponteggio o una
gru a torre posta in pianura, isolata da altre
strutture, un numero massimo di fulmini/anno per
km2 pari a 4, la presenza entro 5 metri dalla
struttura di un numero elevato di persone o per
elevato periodo di tempo, la resistività del suolo entro 5 metri inferiore a 5 km. Il grafico è stato elaborato a favore della sicurezza, sutilizzando parametri restrittivi.Diversamente, dovranno essere applicate le procedure 1 o 2
Nel caso in cui deve essere realizzato un impianto di protezione contro le scariche atmosferiche, le strutture metalliche
presenti possono essere utilizzate come captatori e calate naturali da collegare tra loro e ai dispersori verticali (picchetti,
ecc...). La sezione minima del dispersore orizzontale (corda in rame nudo) che collega tra loro i dispersori intenzionali e
quelli naturali (gru, ponteggio, baracca, silos, impianto di betonaggio, ecc...) non deve essere inferiore a 35 mm2.
In ogni caso, utilizzare la Guida CEI 64-17 (Guida all’esecuzione degli impianti elettrici nei cantieri).
Come già per l'impianto di terra anche quello di protezione contro le scariche atmosferiche può utilizzare i dispersori
previsti per l'edificio finito; in ogni caso l’impianto di messa a terra nel cantiere deve essere unico. La sezione minima
dei conduttori di terra non deve essere inferiore a 35 mmq


