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  • IMPIANTO DI BETONAGGIO
    L’utilizzazione del sistema di lavorazione “centrali di betonaggio e getto del calcestruzzo mediante gru” va diminuendo
    per la comodità e la concorrenzialità economica dell’acquisto del calcestruzzo preconfezionato e trasportato in cantiere
    con le autobetoniere. In grandi cantieri si ritrovano comunque ancora impianti di betonaggio asserviti a sistemi di
    caricamento inerti, dosatura del legante e dell’acqua automatizzati. In tali impianti lo scarico del calcestruzzo generalmente
    avviene per inversione del moto del tamburo di miscelazione.
    Oltre a quanto già visto per la betoniera altre situazioni di rischio possono essere evidenziate con:
    Pizzicamenti presso organi di trasmissione del moto e organi lavoratori
    È necessario che gli organi di trasmissione del moto (cinghie, catene, pulegge, rulli di corsa e rinvio di nastri trasportatori,
    catenarie, guide o binari di scorrimento delle attrezzature di caricamento, la vasca stessa, ecc...) siano efficacemente
    protetti contro il contatto accidentale mediante idonei carter, parapetti distanziatori o altri dispositivi di sicurezza.
    Anche il raggio raschiante di carico degli inerti deve essere protetto, per esempio mediante installazione di una funicella
    a strappo che ne arresti il moto se sollecitata e da barre distanziatrici presso le pulegge esterne di rinvio della catenaria.
    Il raggio d’azione della catenaria deve anche essere delimitato opportunamente (paletti e catenelle con cartelli di pericolo).
    Presso il posto di lavoro dell’operatore (da cui deve essere visibile tutta la zona di lavoro della macchina) ed in punti
    opportuni delle macchine devono essere posizionati dei pulsanti di arresto di emergenza.
    Cadute - urti ecc...
    Se esiste la fossa per la benna essa deve essere protetta contro il rischio di caduta con parapetti; è poi necessario porsi
    a distanza di sicurezza durante i movimenti della benna (arrivo e partenza). I posti di lavoro (generalmente sopraelevati)
    devono essere raggiungibili in sicurezza, mediante scalette, ripiani, scale fisse di accesso ai silos, ecc... che devono
    essere dotate di parapetti e gabbie di protezione contro la caduta nel vuoto.
    Disotturazione di silos e tramogge
    In genere si raccomanda di intervenire solamente dall’esterno. Se è indispensabile accedere in un silos operare con i
    dovuti criteri di sicurezza per evitare soffocamento o seppellimento (attrezzature ferme, preventiva aerazione, illuminazione
    adeguata, assistenza di colleghi dall’esterno con uso di cintura di sicurezza ed altri DPI ecc...).
    Rischi di natura elettrica
    La macchina deve essere collegata a terra mediante il cavo di alimentazione che deve comprendere il conduttore giallo
    -verde: “la terra”. A protezione della linea di alimentazione della macchina, contro i contatti indiretti, deve essere installato
    un interruttore magnetotermico-differenziale con soglia di massima di intervento non superiore a 30 mA (tipo “salvavita”).
    A bordo macchina, per la protezione contro le sovracorrenti, deve essere installato un interruttore magnetotermico o
    fusibili (entrambi opportunamente dimensionati). I componenti elettrici esterni (motore, interruttore, scatole di derivazione,
    prese a spina, ecc...) per la presenza di polvere ed umidità devono avere un grado di protezione adeguato (almeno IP
    55) in quanto il lavaggio della macchina viene fatto con getti d’acqua. Usare cavi flessibili (es. tipo H07 RN-F) resistenti
    all’acqua ed all’abrasione. Per l’alimentazione posare preferibilmente i cavi in idonea posizione fissa lungo tracciati che
    non li esponga a danneggiamenti (autocarri, gru, ecc...). I componenti elettrici non devono essere rotti o fessurati, i
    pressacavi devono essere idonei e ben posizionati. Le prolunghe “giuntate” e “nastrate” o con prese a spina o adattatori
    di uso “civile” per la probabile presenza di acqua sono estremamente pericolose.
    Dispositivi di protezione raccomandati
    • tuta e guanti ordinari da lavoro.
    • scarpe antinfortunistiche con puntale rinforzato.
    Se è il caso (valutazione dei rischi - situazione di lavoro):
    • elmetto.
    • cuffie antirumore.
    • mascherina per polvere.
    • occhiali o visiera (schizzi di calce).










     

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