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Tranne che per esecuzione di ristrutturazioni interne e pochi altri casi, l’uso della gru consente l’agevole, rapida e sicura
movimentazione dei carichi necessari all’attività lavorativa (rifornimento del materiale da mettere in opera, operazioni di
scarico e carico su autocarri, spostamento carichi nell’area di cantiere, ecc...). In commercio è presente una grande
varietà di modelli che, per le dimensioni (sbraccio ed altezza), la portata (da pochi quintali a svariate tonnellate), le condizioni
di montaggio (automontanti oppure montate con ausilio di autogru), la fonte di alimentazione (monofase o trifase),
consentono di adattarsi a quasi tutte le situazioni in cui ci si trova ad operare. La gru è una macchina (marcatura CE)
soggetta al rilascio del “libretto delle verifiche per apparecchi di sollevamento” ed a verifiche periodiche annuali (o in
occasione di suo spostamento). Per le gru nuove (o alla prima utilizzazione) è necessario richiedere all’ISPESL di zona il
“collaudo” inviando copia della documentazione fornita dal costruttore (dichiarazione di conformità CE) e comunicandone
la localizzazione. Una volta che è stato rilasciato il “libretto”, vanno comunicati alla ASL-ARPA territorialmente competente i successivi spostamenti per l’effettuazione delle verifiche periodiche. La gru è altresì soggetta all’effettuazione di verifiche
trimestrali dello stato di conservazione delle funi, tale verifica va fatta a cura del proprietario e l’esito va annotato su un
apposita pagina del “libretto” (fino al rilascio del libretto tali annotazioni possono essere fatte su un foglio che verrà inserito
poi nel libretto non appena esso sarà disponibile). Le funi vanno sostituite in caso di danneggiamento (piegature di un
certo rilievo, rottura di trefoli, fuoriuscita dell’anima, ecc...) o in caso di elevata usura (diminuzione nel punto più sollecitato
del 10% del diametro originario della fune) con altre aventi le medesime caratteristiche. La documentazione tecnica delle
nuove funi installate va conservata (es. nel libretto). Se si tratta di gru “di notevoli dimensioni” va presentata all’ISPESL
la denuncia dell'impianto di protezione contro le scariche atmosferiche (vedi protezione contro le scariche atmosferiche).
Sulla gru vanno affisse le indicazioni relative alla portata in funzione dello sbraccio (sul braccio e su apposita targa sistemata
in posizione ben visibile alla base della macchina), le istruzioni sull’utilizzazione dell’apparecchio di sollevamento e le
caratteristiche tecniche della macchina. In caso di acquisto di gru usate si raccomanda di farsi consegnare il “libretto
delle verifiche” e la documentazione tecnica di accompagnamento, (dichiarazione di conformità CE e libretto di istruzioni
per macchine CE; oppure per le macchine usate la dichiarazione di adeguatezza e la documentazione tecnica del
costruttore). Al momento dell’acquisto controllare inoltre che le caratteristiche della macchina e quelle dei suoi componenti
rilevate dal “libretto” e dagli altri documenti (dimensioni, potenze dei motori, nr. matricola, ecc...) corrispondano effettivamente
a quella acquistata; ciò per non dover rifare il “collaudo”, senza poter disporre della documentazione indispensabile (e
quindi dover buttare via la gru). I pericoli connessi all’utilizzo della gru derivano principalmente dalla sua stabilità e dalla
possibile caduta del carico. Gli elevati rischi potenziali dovuti all’utilizzo di tale macchina fan si che ai suoi comandi
debbano essere destinate esclusivamente persone particolarmente formate ed addestrate e che la stessa sia sempre
mantenuta in perfetta efficienza (periodico controllo di funzionalità).
Posizionamento e montaggio della gru
È necessario che la macchina sia installata come previsto dal costruttore, su una superficie sufficientemente ampia e di
adeguata resistenza, lontano per esempio da cigli di scavi e mai su terreno di riporto. È buona norma realizzare una
platea in calcestruzzo armato sotto i piedi di appoggio ad evitare che cedimenti, impaludamenti o erosione del suolo
possano comprometterne la stabilità. Braccio e controbraccio della gru devono poter ruotare liberamente per 360° con
un adeguato franco di sicurezza (alcuni mt) da ostacoli o strutture vicine (determinato considerando anche le massime
oscillazioni a cui può essere sottoposta la gru o l’ostacolo). Il braccio delle gru in caso di vento deve potersi orientare a seconda della sua direzione di provenienza; per tale motivo non
devono sussistere impedimenti (o blocchi) alla rotazione completa
ed il gancio a fine lavoro deve essere sollevato e ritratto presso
la torre. Le gru dotate di zavorra mobile poggiata sul carro di
base (rotazione in basso) devono essere installate in modo che
nella rotazione la zavorra non interferisca con ostacoli (murature,
scarpate di scavo, ecc...) e la relativa zona di movimento deve
essere delimitata (per esempio con reti o parapetti) per evitare
che qualcuno vi possa accedere restando pizzicato durante un
eventuale movimento. Oltre a quanto sopra detto circa gli ostacoli
fissi è necessario considerare, prima del montaggio, i rischi di
interferenza fra più gru; in particolare per operare in sicurezza
si devono verificare tutte le seguenti condizioni:
• i bracci devono essere sfalsati in modo da evitare collisioni
(tenendo anche conto delle oscillazioni e di un adeguato
di sicurezza).
• la fune della gru più alta non deve poter interferire con il
controbraccio della gru inferiore, la distanza minima fra le torri è data dalla somma del braccio della gru più alta e il
controbraccio di quella inferiore.
• i manovratori devono disporre di istruzioni scritte circa le zone di interferenza, priorità delle manovre, modalità di
posizionamento del mezzo in servizio e a riposo, modalità di comunicazione reciproca.
• i manovratori devono essere in grado di comunicare fra loro per accordarsi sulle manovre.
Il montaggio e lo smontaggio delle gru sono operazioni molto rischiose in quanto la macchina si trova al limite delle proprie
condizioni di stabilità. Esse devono essere effettuate da personale adeguatamente preparato, seguendo attentamente
le modalità indicate sul libretto di istruzioni, con l’utilizzazione dei DPI necessari e con l’ausilio delle attrezzature e dei
macchinari necessari (autogru, stabilizzatori, zavorre, paranchi, ecc...). Montaggio e smontaggio devono essere sospesi
al verificarsi di situazioni meteorologiche avverse (vento, pioggia, ecc...). Durante l’operazione, nei pressi della gru, devono
essere presenti solamente le persone incaricate del lavoro.
Caduta della gru
La caduta di una gru può verificarsi a seguito di vari fattori: cedimento della base d’appoggio, cedimenti strutturali, zavorra
insufficiente, spostamento o caduta della zavorra in quanto mal posizionata, sollevamento di carichi troppo pesanti,
spostamento verso la punta del braccio di carichi eccessivi, sbilanciamenti o urti contro ostacoli fissi o mobili, vento forte.
È pertanto necessario ricercare ed esaminare sul libretto d’istruzioni quali misure siano previste dal costruttore per evitare
tali situazioni di pericolo ed attenervisi.
A titolo esemplificativo e non esaustivo si possono citare alcune misure cautelative:
• zavorra: controllare che la zavorra sia sufficiente (il peso viene indicato sul libretto e sulla targa apposta sulla macchina)
e che i blocchi (di calcestruzzo) siano posizionati e vincolati in modo opportuno (evitare di usare laterizi o materiale di
recupero magari sommariamente accatastato). Se vengono utilizzati i cassoni, riempirli di inerti di peso e pezzatura
adeguata, assicurarsi che non possano defluire dalle aperture di scarico o cadere a terra per rottura del cassone
(ruggine, danneggiamenti, ecc...). Nel caso che si realizzino sistemi di ancoraggio diversi da quelli originali (es. torre annegata alla base in blocco di calcestruzzo), gli stessi
essere progettati e calcolati da un tecnico abilitato.
suddetti che la documentazione fornita dal costruttore va
conservata in cantiere.
• azione del carico: i limitatori di carico e di movimento vanno
posizionati e regolati perfettamente; effettuare periodicamente
delle prove di carico al fine di controllarne l’efficienza. A meno
che la fune di traslazione del carrello non abbia un sufficiente
coefficiente di sicurezza, si deve essere installato un dispositivo
meccanico che impedisca il libero avanzamento del carrello
verso la punta del braccio. Tale dispositivo permette di evitare
la traslazione del carico verso l’estremità del braccio (per
l’inclinazione del braccio dovuta all'azione del carico) in caso
di rottura della fune del carrello stesso.
• utilizzare la macchina correttamente: non tentare di sollevare
carichi troppo pesanti, rispettare le indicazioni di portata
affisse sul braccio delle gru ed evidenziate sulla targhetta
apposta sulla macchina (carichi e sbracci utili). Eseguire le manovre con gradualità, non effettuare tiri obliqui, non mettere
“in tiro” carichi troppo pesanti né collegare la gru a strutture fisse.
Caduta di materiale dell’alto
Per evitare gli urti del bozzello contro il carrello, la gru deve essere dotata di fine corsa superiore al sollevamento; analogamente
deve essere regolato il fine corsa inferiore per evitare eccessivi svolgimenti della fune di sollevamento dal tamburo
(e i conseguenti accavallamenti della fune e sobbalzi durante le successive fasi di
sollevamento). Per evitare urti eccessivi (e le conseguenti oscillazioni del carico),
all’inizio ed al termine della via di corsa del carrello devono essere posti dei dispositivi
appositi (fine corsa elettrici sulla corsa del carrello, arresti ammortizzanti, ecc...).
L’imbracatura dei carichi deve essere fatta in modo idoneo ad evitare la caduta
o lo spostamento del carico durante il sollevamento. Non utilizzare mezzi di fortuna
per imbracare e sollevare i carichi (corde “di recupero”, tondini piegati a gancio, tubi
o barre di ferro, filo di ferro, reggette di plastica, ecc...), usare solamente
materiale certificato CE. La marcatura CE, unitamente alla indicazione
della portata, deve essere apposta (piastrine, anelli,
ecc...) sul materiale stesso. È da tenere presente
che le diverse condizioni di imbracatura dei
carichi (in particolare elevati angoli di apertura
delle funi al gancio) fanno diminuire
significativamente la portata dell’accessorio
usato per l’imbracatura riducendone
pericolosamente l’efficacia. È a tal fine
opportuno esporre una tabella indicante le variazioni di portata in funzione delle condizioni di utilizzazione delle brache di sollevamento spiegandone il significato
agli addetti al sollevamento ed all’imbracatura dei carichi. Particolare attenzione va prestata inoltre al sollevamento di
elementi che potrebbero staccarsi o fuoriuscire dall'insieme del carico per effetto di oscillazioni, urti, ecc... (fasci di tubi
lisci, sacchi che si rompono, ecc...). Il materiale sfuso (mattoni, pietrame, giunti per ponteggi, ecc...) va sollevato entro
contenitori idonei (benne, cassoni, cestelli, ecc...).
Per la movimentazione dei laterizi (mattoni, blocchi, tegole, ecc...) sono generalmente impiegati bancali in legno (pallets).
Per risparmiare sui costi i bancali sono spesso realizzati con fragili assicelle e il materiale sovrastante viene assemblato
con nylon “estensibile” di ridotto spessore; ciò comporta rischi di caduta del carico e del materiale trasportato. Si raccomanda
invece l’utilizzazione di pallets robusti (tipo FF.SS o a norme UNI) con traverse antiribaltamento, in cui sia possibile
inserire le forche per il sollevamento (possibilmente sui 4 lati); il materiale sovrastante è necessario sia efficacemente
contenuto da sponde o griglie (già disponibili in commercio) o almeno con nylon termoretraibile di adeguato spessore
(ad evitare che la rottura delle reggette o delle legature possa determinare caduta di laterizi). L’addetto al sollevamento
durante la movimentazione dei carichi deve trovarsi in posizione adeguata per poter osservare la zona di lavoro e quella
posta sotto il tragitto del carico; egli non deve operare se vi sono persone sotto il carico o in altre posizioni pericolose.
Il collega a terra a sua volta non sosterà nella zona di pericolo e sorveglierà che nessuno vi acceda.
Caduta dall’alto dell’operatore o del manutentore della gru
L’accesso a punti sopraelevati rispetto al suolo (cabina, torre o bracci) va effettuato in sicurezza; ad esempio devono
essere presenti la gabbia metallica contornante le scale fisse montate lungo la torre, oppure funi di sicurezza a cui
ancorarsi con dispositivi anticaduta. Se non esistono sistemi anticaduta già predisposti provvedere ad installarli e, fino
al loro posizionamento, usare almeno l’imbracatura di sicurezza collegata a due funi di trattenuta e due moschettoni
terminali; l’uso alternato delle due corde di sicurezza permetterà di procedere nello spostamento restando sempre collegati
da almeno una di esse alla struttura.
Pizzicamenti - contatti accidentali
I punti di possibile pericolo posti in posizione accessibile (avvolgimento
della fune di sollevamento sul tamburo, imbocco di funi su pulegge
di rinvio, ecc...) devono essere adeguatamente protetti o segregati
con carter o altri mezzi idonei (vedi disegno).
Contatto con linee elettriche aeree
posizionamento della gru è necessario considerare che va tenuta
una adeguata distanza di sicurezza dalle linee aeree (5 metri). In
caso di impossibilità ad operare per la vicinanza di una linea elettrica
contattare preventivamente l’ENEL o il proprietario per il suo
spostamento o disattivazione.
Altri pericoli di origine elettrica
La macchina deve essere collegata a terra mediante il cavo di
alimentazione che deve comprendere il conduttore giallo-verde: “la
terra” (meglio definito: conduttore di protezione). A protezione della
linea di alimentazione della macchina, contro i contatti indiretti,
essere installato un interruttore magnetotermico-differenziale. A bordo
macchina, per la protezione contro le sovracorrenti, deve essere
installato un interruttore magnetotermico o fusibili (entrambi opportunamente dimensionati). I componenti elettrici esterni
(motori, quadro elettrico di macchina, interruttori, scatole di derivazione, prese a spina, ecc...) per la presenza di polvere
ed umidità devono avere un grado di protezione adeguato (almeno IP 44). È preferibile che la posa della linea di
alimentazione sia fissa. I componenti elettrici non devono essere rotti o fessurati, i pressacavi devono essere idonei e
ben posizionati. Il quadro elettrico deve essere dotato di interblocco che tolga tensione alla parti elettriche poste all’interno
del quadro (i morsetti di arrivo all’interblocco che restano in tensione anche dopo l’azionamento dell’interblocco devono
essere protetti con apposita protezione). Assicurarsi della costante funzionalità dei comandi (pulsantiera o radiocomando).


