MISURE TECNICHE DI PREVENZIONE E SICUREZZA
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALI D.P.I
Linee guida alla scelta dei DPI - introduzione
Si intende dispositivo di protezione individuale (DPI) qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro.
NON SONO DPI
1) le attrezzature dei servizi di soccorso e di salvataggio
2) gli indumenti da lavoro (tranne quelli ad alta visibilità)
OBBLIGO D'USO
I DPI devono essere impiegati quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro.
OBBLIGHI DEI LAVORATORI
- I lavoratori si sottopongono al programma di formazione ed addestramento organizzato dal datore di lavoro nei casi ritenuti necessari ai sensi della normativa.
- I lavoratori utilizzano i D.P.I. messi a disposizione conformemente all'informazione e alla formazione ricevute e all'addestramento eventualmente organizzato.
- I lavoratori:
- hanno cura dei D.P.I. messi a loro disposizione.
- non vi apportano modifiche di propria iniziativa. - Al termine dell'utilizzo i lavoratori seguono le procedure aziendali in materia di riconsegna dei DPI.
- I lavoratori segnalano immediatamente al datore di lavoro o al dirigente o al preposto qualsiasi difetto o inconveniente da essi rilevato nel DPI messi a loro disposizione
Calzature di sicurezza per uso professionale
DEFINIZIONE
calzatura con
caratteristiche
atte a
progettare il
portatore da
lesioni che
possono derivare
da infortuni,
dotate di
puntali
concepiti per
fornire una
protezione
contro gli urti
REQUISITI
le calzature di
sicurezza devono
essere conformi
ai requisiti di
base
ANTISTATICHE, DI
PROTEZIONE DEL
TALLONE,
RESISTENTI
ALL'ACQUA,
ANTIPERFORAZIONE,
CONDUTTTIVE,
CONTRO IL
CALORE, CONTRO
IL FREDDO, A
SUOLA ISOLANTE
RESISTENZA
ALL'URTO
il puntale deve
resistere alla
caduta di un
peso di 20kg da
un'altezza di 10
m (200 J).
RESISTENZA ALLA
PERFORAZIONE
la soletta
antiperforazione
deve resistere
alla forza
necessaria ad
imprimere ad una
massa di 1100 Kg
l'accelerazione
di 1m/s2 (1100
N)
MARCATURA
(per singola
categoria e
rischio)
|
Marc.
|
Tipi di rischi coperti
|
TIPO 1
(Calzature di cuoio e altri materiali ma non interamente di gomma) |
TIPO 2
(calzature interamente di gomma) |
||||
|
|
SB
|
S1
|
S2
|
S3
|
S4
|
S5
|
|
|
-
|
Fondamentali per tipo I o II |
SI
|
SI
|
SI
|
SI
|
SI
|
SI
|
|
A
|
Antistaticità |
OPZ.
|
SI
|
SI
|
SI
|
SI
|
SI
|
|
E
|
protezione del tallone contro gli urti |
OPZ.
|
SI
|
SI
|
SI
|
SI
|
SI
|
|
WRU
|
tomaia resistente alla penetrazione dell'acqua |
OPZ.
|
OPZ.
|
SI
|
SI
|
OPZ.
|
SI
|
|
P
|
resistenti alla perforazione |
OPZ.
|
OPZ.
|
OPZ.
|
SI
|
OPZ.
|
SI
|
|
C
|
conduttive |
OPZ.
|
OPZ.
|
OPZ.
|
OPZ.
|
OPZ.
|
OPZ.
|
|
HI
|
isolanti dal calore |
OPZ.
|
OPZ.
|
OPZ.
|
OPZ.
|
OPZ.
|
OPZ.
|
|
CI
|
isolanti dal freddo |
OPZ.
|
OPZ.
|
OPZ.
|
OPZ.
|
OPZ.
|
OPZ.
|
|
HRO
|
suole resistente al calore di contatto poiché dotate di rilievi |
OPZ.
|
OPZ.
|
OPZ.
|
OPZ.
|
OPZ.
|
OPZ.
|
NOTA
BENE
SI=Criteri
soddisfatti
obbligatoriamente;
OPZ.=criteri
soddisfatti
opzionalmente.
Elmetti di protezione per l'industria
DEFINIZIONE
Copricapo il
cui scopo
primario e'
quello di
proteggere la
parte superiore
della testa
dell'utilizzatore
contro lesioni
che possono
essere provocate
da oggetti in
caduta.
INFORMAZIONI
SUPPLEMENTARI
Qualsiasi
elmetto
sottoposto a un
grave urto
dovrebbe essere
sostituito, non
si devono
applicare
vernici,
solventi,
modificare o
togliere uno
qualsiasi dei
componenti
originali
dell'elmetto.
REQUISITI OBBLIGATORI
- Assorbimento degli urti: l'elmetto ha una resistenza di una massa di 5 kg da un'altezza di 1metro
- Resistenza alla penetrazione: la punta di percussione non deve entrare in contatto con la testa, l'elmetto ha una resistenza di 3 kg da un'altezza di 1metro
- Resistnza alla fiamma: i materiali della calotta non devono bruciare con emissione di fiamma trascorsi 5s dall'allontanamento della fiamma
- Ancoraggi del sottogola: la forza esercitata provocata sull'elmetto deve permettere la rottura dell'ancoraggio
REQUISITI
FACOLTATIVI
ogni
elmetto deve
riportare una
marcatura
stampata o
impressa o
un'etichetta
autoadesiva
durevole che
dichiari i
requisiti
facoltativi ai
quali è
conforme, come
segue:
- Temperatura molto bassa: -20 °C / -30 °C
- Temperatura molto alta: +150 °C
- Isolamento elettrico: 440 V circa
- Deformazione laterale: LD
- Spruzzi di metallo fuso: MM
Dispositivi di protezione delle mani e delle braccia
DEFINIZIONE
è un
dispositivo di
protezione
individuale che
protegge la
mano, o parte
della mano, in
modo tale da
evitare al
portatore
lesioni. Se la
protezione si
estende anche
alle braccia
esso è anche un
dispositivo di
protezione delle
braccia.
NORMA
DI RIFERIMENTO
GENERALE
UNI EN
420
SISTEMI DI CLASSIFICAZIONE
Contro
i rischi
meccanici (UNI
EN 388)
Questo pittogramma indica che il guanto è stato progettato per i rischi meccanici. I numeri che lo accompagnano indicano i livelli ottenuti nelle prove di laboratorio per la protezione contro:
- abrasione
- taglio
- strappo
- perforazione

Tabella di riferimento relativa ai livelli definiti per i rischi meccanici.
(a) Resistenza all'abrasione
1: tra 100 e 499 cicli
2: tra 500 e 1999 cicli
3: tra 2000 e 7999 cicli
4: da 8000 cicli in poi
(b) Resistenza al taglio
1: tra 1,2 e 2,4
2: tra 2,5 e 4,9
3: tra 5,0 e 9,9
4: tra 10,0 e 19,9
5: da 20,0 in poi
(c) Resistenza allo strappo
1: tra 10 e 24 N
2: tra 25 e 49 N
3: tra 50 e 74 N
4: da 75 N in poi
(d) Resistenza alla perforazione
1: tra 20 e 59 N
2: tra 60 e 99 N
3: tra 100 e 149 N
4: da 150 N in poi
Contro
calore e/o fuoco
(UNI EN 407)
- comport. al fuoco
- calore per contatto
- calore convettivo
- calore radiante
- piccoli spruzzi di metallo fuso
- grandi spruzzi di metallo fuso

(a) Comportamento al fuoco
|
Tempo di persistenza fiamma (S)
|
Tempo incandescenza residua (S)
|
|
| 1: |
<=20
|
nessun requisito
|
| 2: |
<=10
|
<=120
|
| 3: |
<=3
|
<=25
|
| 4: |
<=2
|
<=5
|
(b) Calore per contatto
|
Temperatura di contatto °C
|
Tempo di soglia (S)
|
|
| 1: |
100
|
>=15
|
| 2: |
250
|
>=15
|
| 3: |
350
|
>=15
|
| 4: |
500
|
>=15
|
(c) Calore convettivo
|
Indice di trasmissione del calore HTI
|
|
| 1: |
>=4
|
| 2: |
>=7
|
| 3: |
>=10
|
| 4: |
>=18
|
(d) Calore radiante
|
Trasmissione del calore t3 (s)
|
|
| 1: |
>=5
|
| 2: |
>=30
|
| 3: |
>=90
|
| 4: |
>=150
|
(e) Piccoli spruzzi di metallo fuso
|
Numero di goccioline
|
|
| 1: |
>=5
|
| 2: |
>=15
|
| 3: |
>=25
|
| 4: |
>=35
|
(f) Grandi proiezioni di metallo fuso
|
Ferro fuso (g)
|
|
| 1: |
30
|
| 2: |
60
|
| 3: |
120
|
| 4: |
200
|
Per
elettricitò
statica (UNI EN
388)
Questo pittogramma indica che il guanto è stato progettato perla protezione dall'elettricità statica.
1000 kOhm cm < Resistività volumica < 1000 MOhm cm
Dovrebbero essere utilizzati quando è necessario ridurre al minimo l'accumulo di cariche elettrostatiche dissipandole, evitando così il rischio di incendio. Ad esempio nella manipolazione di sostanze infiammabili e a contatto con vapori infiammabili e nei casi in cui però il rischio di scosse elettriche provenienti da un apparecchio elettrico o da altri elementi sotto tensione non sia stato del tutto eliminato.
Contro
i prodotti
chimici (UNI EN
374)
Tempo di passaggio misurato in funzione della classe di protezione:
classe 1 > 10 min
classe 2 > 30 min
classe 3 > 60 min
classe 4 > 120 min
classe 5 > 240 min
classe 6 > 480 min
Contro
i microrganismi
(UNI EN 374)
Tempo di passaggio misurato in funzione della classe di protezione:
classe 1 > 10 min
classe 2 > 30 min
classe 3 > 60 min
classe 4 > 120 min
classe 5 > 240 min
classe 6 > 480 min
Per
utilizzatori di
seghe a catena
portatili (UNI
EN 381-7)
Classe di guanto di protezione in funzione della velocità della catena:
classe 0 - velocità catena 16 m/s
classe 1 - velocità catena 20 m/s
classe 2 - velocità catena 24 m/s
classe 3 - velocità catena 28 m/s
MARCATURA ED INFORMAZIONI
Ciascun guanto di protezione deve essere marcato con le seguenti informazioni:
- nome, marchio o altro mezzo di identificazione del fabbricante o del suo rappresentante autorizzato;
- designazione del guanto ( nome commerciale o codice che consente all'utente di identificare con certezza il prodotto nell'ambito della gamma offerta dal fabbricante/rappresentante autorizzato);
- identificazione della taglia
- il pittogramma che indica le categorie di pericolo seguite dai livelli di protezione
Dispositivi di protezione delle vie respiratorie
DEFINIZIONE
Si
riferisce a
tutti i tipi di
protettori delle
vie respiratorie
utilizzati
contro sostanze
che presentano
un rischio noto
per la salute
durante
l'attività
lavorativa. Si
suddividono in:
- Respiratori a filtro
- Respiratori a filtro con semimaschera portafiltro e inserto filtrante
Respiratori a filtro
REQUISITI
- non devono essere utilizzati in ambienti in cui c'è o potrebbe esserci insufficienza di ossigeno.
- la protezione offerta da un respiratore dipende, oltre che alla tenuta sul volto, dalla granulometria e dalla distribuzione granulometrica dell'inquinante nonché dalle caratteristiche costruttive.
- Questo respiratore può essere utilizzato nel corso di un solo turno lavorativo (monouso) e poi deve essere gettato.
- l'aria inspirata passa attraverso un materiale filtrante che trattiene gli inquinanti.
- I filtri antipolvere e i respiratori con filtro antipolvere si suddividono nelle classi seguenti:
- bassa efficienza (filtri P1 - respiratori FFP1, THP 1, TMP 1)
- media efficienza (filtri P2 - respiratori FFP2, THP 2, TMP 2)
- alta efficienza (filtri P3 - respiratori FFP3, THP 3, TMP 3)
- i filtri di media ed alta efficienza sono inoltre differenziati secondo la loro idoneità a trattenere particelle sia solide che liquide o solide soltanto - I filtri antigas si suddividono nelle categorie seguenti:
- piccola capacità (filtri di classe 1)
- media capacità (filtri di classe 2)
- grande capacità (filtri di classe 3)
CLASSIFICAZIONE

|
CONTAMINANTE
|
FACCIALE FILTRANTE PIU' APPROPRIATO
|
ESEMPI DI UTILIZZO
|
|
POLVERI E FIBRE FASTIDIOSE
|
FFP1
|
Sgombero di macerie, demolizioni edili
|
|
POLVERI FINI E FUMI NOCIVI
|
FFP2S
|
Lavorazioni di sabbiatura e saldatura, abrasione di vernici, taglio del marmo, allamatura di parquet, bonifica da fibra di vetro
|
|
POLVERI FINI, PARTICOLATO IN BASE ACQUA, FUMI E NEBBIE NOCIVE
|
FFP2SL
|
|
|
POLVERI FINI TOSSICHE E NOCIVE
|
FFP3S
|
Fonderie e acciaierie, decontaminazione da amianto, uso di aspirapolveri industriali.
|
|
POLVERI FINI, FUMI E NEBBIE A TOSSICITA' ELEVATA
|
FFP3SL
|
|
MARCATURA
- S contro aerosol solidi
- L contro aerosol liquidi
- C= è stata effettuata la prova di intasamento con polvere di carbone
- Per i facciali filtranti FFP1 non è prevista la sigla SL
CLASSIFICAZIONE
- P1 è previsto soltanto contro particelle solide
- P2 e P3 sono suddivisi secondo la loro capacità di trattenere particelle sia solide sia liquide o particelle solide soltanto
Respiratori a filtro con semimaschera portafiltro e inserto filtrante
CARATTERISTICHE
- Protegge le vie respiratorie da una atmosfera inquinata da gas e vapori.
- Può essere equipaggia con un filtro antigas o con un filtro antipolvere (bianco).
- Prevede un facciale che può essere costituito da una semimaschera con valvole realizzata interamente o prevalentemente da materiale filtrante antigas oppure da una semimaschera in gomma in cui il filtro/i antigas forma/no parte inseparabile del dispositivo.
- Fondamentale è la selezione corretta del tipo e classe giusti del filtro in relazione alle caratteristiche qualitative e quantitative del gas o vapore inquinante.
- La massa dei filtri, compresa quella dei porta filtri direttamente collegati alle semimaschere o ai quarti di maschera, non deve essere maggiore di 300g.
SCELTA DEI FILTRI
|
FILTRO ANTIGAS
|
COLORE
|
TIPO DI CONTAMINANTE
|
|
FFA
|
Marrone
|
da usare contro determinati gas e vapori di composti organici con punto di ebollizione al di sopra di 65 °C, secondo le indicazioni del fabbricante |
|
FFB
|
Grigio
|
da usare contro determinati gas e vapori di composti inorganici secondo le indicazioni del fabbricante (con esclusione dell'ossido di carbonio) |
|
FFE
|
Giallo
|
da usare contro anidride solforosa e altri gas e vapori acidi, secondo le indicazioni del fabbricante |
|
FFK
|
Verde
|
da usare contro ammoniaca e derivati organici ammoniacali, secondo le indicazioni del fabbricante |
|
FFAX
|
Marrone
|
Sono filtri antigas e combinati da utilizzare contro composti organici a basso punto di ebollizione (minore di 65 °C) |
|
FFSX
|
Violetto
|
Sono filtri antigas e combinati da utilizzare contro composti specificamente indicati (per esempio diclorometano). |
FILTRI
ANTIPOLVERE
I respiratori a
semimaschera
possono
utilizzare i
seguenti filtri
antipolvere:
P1 =
filtri di bassa
efficienza
P2 = filtri di
media efficienza
P3 = filtri di
alta efficienza
REQUISITI : Quando l'apparecchio è equipaggiato con un filtro P3, la resistenza all'inspirazione può essere relativamente elevata e ciò può renderne l'uso non confortevole per periodi di tempo di non breve durata, specialmente per lavori molto faticosi.In tali casi è opportuno considerare l'eventuale uso di un apparecchio a ventilazione assistita.I filtri antipolvere sono identificati dal colore bianco. I filtri antipolvere sono identificati dal colore bianco.
ESEMPI DEI PRINCIPALI FILTRI UTILIZZATI IN EDILIZIA
|
DPI
|
Sostanze o preparati da cui proteggersi
|
Protez.
|
Note
|
| Facciale filtrante monouso FFP1 |
Polveri e inerti
|
Bassa
|
Filtri con bassa separazione contro le particelle solide e / o liquide |
| Facciale filtrante monouso FFP2 |
Polveri di attività di demolizione
con presenza di lana di roccia e altri materiali coibenti |
Media
|
Filtri con media separazione contro le particelle solide e / o liquide, filtri consigliati nell'attività di demolizione |
| Facciale filtrante monouso FFP3 |
Fibre di amianto, fibre di lana di roccia
|
Alta
|
Filtri con alta separazione contro le particelle solide e / o liquide. Obbligo di addestramento all'uso del DPI |
| Maschera / semimaschera con filtro combinato A1 B1 E1 K1 |
Vapori, gas, aerosol, fumi, nebbie,
|
Bassa
|
Maschera/semimaschera con filtri combinati intercambiabili protezione bassa. Obbligo di addestramento all'uso del DPI |
| Maschera / semimaschera con filtro combinato A2 B2 E2 K2 |
Vapori, gas, aerosol, fumi, nebbie,
|
Media |
Maschera/semimaschera con filtri combinati intercambiabili protezione media. Obbligo di addestramento all'uso del DPI |
| Maschera / semimaschera con filtro combinato A3 B3 E3 K3 |
Vapori, gas, aerosol, fumi, nebbie,
|
Alta
|
Maschera/semimaschera con filtri combinati intercambiabili protezione alta. Obbligo di addestramento all'uso del DPI |
Protezione individuale degli occhi e del viso per attività lavorative
DEFINIZIONE
tutti tipi di protettori dell'occhio e del viso utilizzati contro i vari pericoli riscontrabili nell'ambiente lavorativo, che potrebbero ledere l'occhio o compromettere la visione.
NORMA DI RIFERIMENTO
UNI 10912 DEL 2000
SISTEMI DI CLASSIFICAZIONE GENERALI:
- CLASSIFICAZIONE PER UTILIZZO PREVISTO: all'interno della serie disponibili di norme europee per la protezione dell'occhio in attività lavorative esiste un certo numero di categorie d'uso riferendosi allo scopo, al campo di applicazione e contenuto, che possono essere riparte in tre categorie saldatura, laser, e altri usi.
- CLASSIFICAZIONE PER FORMA: classificazione in tre categorie principali:
1. OCCHIALI: proteggono gli occhi ed offrono una protezione limitata alle cavità orbitali
2. MASCHERE/OCCHIALI A VISIERA: proteggono gli occhi e le cavità orbitali
3. RIPARI FACCIALI: forniscono protezione sia agli occhi sia al viso
MARCATURA per singola categoria e rischio:
Gli oculari sono marcati in modo distinto dalle montature; la marcatura consiste in una sequenza orizzontale di lettere e numeri sul oculare nel seguente ordine:
- numero di scala (solo per i filtri) 3 - 2.5
- identificazione del fabbricante -lettera o simbolo X
- classe ottica (ad eccezione delle coperture per filtri) 1,2 o 3
- simbolo della robustezza incrementata o dell'energia di urto (dove applicabile) S,F,B, A
- simbolo della resistenza all'arco elettrico (dove applicabile) 8
- simbolo per i materiali fusi/solidi caldi (dove applicabile) 9
- simbolo di resistenza ai danni superficiali da particelle fini (dove applicabile) K
- simbolo di resistenza all'appannamento (dove applicabile) N
Esempio: 3 - 2,5 X 1 S 9 N
FONTE DEL DOCUMENTO CPT BERGAMO